"Con i migranti per fermare la barbarie": in Piazza contro razzismo e xenofobia

Sabato si è svolta la mobilitazione organizzata dall'Arci contro razzismo e xenofobia

Sabato pomeriggio si è svolta la manifestazione "Con i migranti per fermare la barbarie", la mobilitazione organizzata dall'Arci contro razzismo e xenofobia. Si sta vivendo, viene spiegato da partecipanti (Anpi, Aps Legalità Bene Comune, Arci Forlì, Associazione Life, Centro Pace Annalena Tonelli, Cgil Forlì, Con..tatto, Coordinamento Provinciale Forlì Cesena Associazione Libera, Emergency Forlì-Cesena, Forlì Città Aperta, Presidio Libera Forlì "Placido Rizzotto", Presidio Libera Forlìmpopoli "Giuseppe Letizia", Messaggeri dal mondo, Pensiero&Azione e Teatro Due Mondi) "un’involuzione profonda e preoccupante. Preoccupante perché dimostra la strumentalizzazione delle battaglie di milioni di italiani contro un mercato del lavoro disfunzionale, che crea facili capri espiatori cui addossare le colpe di anni di scelte politiche sbagliate. Involuzione perché la memoria è un ingranaggio collettivo che ha costantemente bisogno di manutenzione, come dimostrato anche ieri, 28 ottobre a Predappio, dove circa 2mila nostalgici neofascisti si sono radunati, a ricordarci che i tempi della barbarie non sono ancora un passato morto e sepolto, ma un pericoloso retaggio che ci mette tutti/e in pericolo e a cui è necessario rispondere per smantellarlo. Proprio come ha fatto domenica l'Anpi".

"Questo il comun denominatore che ha unito i vari interventi durante il presidio - aggiungono -. Siamo partiti dall’ennesima strumentalizzazione di un orribile caso di violenza e omicidio di una giovane donna, Desirèe, violenza che non viene riconosciuta come conseguenza di una società ancora profondamente patriarcale e discriminatoria, ma banalizzata da considerazioni sulla nazionalità di chi la violenza la perpetrata. Si è poi parlato della criminalizzazione della solidarietà, di cui Mimmo Lucano e il sistema di accoglienza di Riace è solo l’ultimo bersaglio. Sulla stessa scia, il nuovo “decreto sicurezza” di Salvini, un decreto che pericolosamente mischia i temi di sicurezza con le politiche sull’immigrazione, proseguendo quel percorso di criminalizzazione dei/delle migranti cominciato tempo fa, e diventato particolarmente visibile con l’attacco alle ONG che in mare svolgevano attività di ricerca e soccorso dei migranti che scappano dalla Libia; si è quindi ricordato il progetto Mediterranea Saving Humans, con cui la società civile si è dotata di una nave battente bandiera italiana che ha preso il largo e si è messa a sostegno di chi scappa da guerre, povertà e persecuzioni, il cui unico “crimine” è quello di non avere un passaporto, come quello italiano, in grado di aprire (quasi) tutti gli aeroporti del mondo. Il supporto a queste grandi battaglie, quella contro lo smantellamento di un esempio di sistema di accoglienza funzionale e partecipato e quella contro la criminalizzazione della solidarietà, in mare e in terra, si unisce alle battaglie quotidiane contro il razzismo e la xenofobia delle donne e degli uomini stranieri, ormai in Italia da anni o generazioni, che ancora si sentono discriminati a casa loro".

"La manifestazione è il prodotto di una nuova rete, che va ad unirsi ai percorsi già intrapresi nel territorio forlivese e romagnolo, di realtà, organismi, associazioni e organizzazioni, di cittadini e persone che non faranno un passo indietro nella difesa dei diritti di tutti e tutte, perché quando si permettono violazioni del diritto al lavoro, alla casa, alla libertà e alla vita di qualcuno, tutti e tutte siamo in pericolo - concludono i manifestanti -. La divisione che l’attuale governo vuole imporre tra italiani e migranti (“prima gli italiani”) è solo una costruzione che può essere smantellata, ricordando che l’unica vera divisione è tra ricchi e poveri, tra chi sfrutta e chi è sfruttato, tra chi fa propaganda e chi agisce in difesa dei propri diritti".

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