Dopo il comizio della Lega i contro-manifestanti entrano in piazza Saffi cantando "Bella Ciao"

"L’auspicio è che la piazza e la memoria di chi si è sacrificato per la democrazia e la libertà diventino il punto di partenza per rianimare la comunità forlivese", scrivono le associazioni che hanno manifestato

"Martedì sera la piazza ci era stata tolta, ma i cittadini e le cittadine forlivesi l’hanno riconquistata e sono pronte/i a farlo di nuovo". Esordisce così la nota firmata da Arci, Cgil Forlì, Forlì Città Aperta, Libera, Link, Rea Collettivo di Genere, Rete degli Studenti Medi, Unione degli Universitari, protagonisti della contro-manifestazione in Corso della Repubblica al comizio del leader della Lega, Matteo Salvini a sostegno del candidato sindaco Gian Luca Zattini.

Scrivono le associazioni: "E' stato impedito ad un gruppo di quasi 500 cittadini, per la maggior parte studenti e giovani attiviste appartenenti a diverse realtà del territorio, di entrare in piazza Saffi per testimoniare che è l'antifascismo a contraddistinguere questa città e i suoi abitanti. Nonostante il presidio fosse non violento, i partecipanti sono stati respinti e tenuti fuori dal perimetro transennato da poliziotti in tenuta antisommossa, che hanno schedato alcuni di loro e sequestrato diversi cartelli e striscioni. Eppure, l’obiettivo del gruppo di cittadini non era diverso da quello della manifestazione del 3 maggio scorso, che si era svolta pacificamente in piazza: ovvero ribadire che una parte della città non è disposta ad accettare atteggiamenti antidemocratici ed autoritari da parte di un esponente del governo che utilizza la propria posizione istituzionale per rievocare i tempi più bui della storia del nostro paese. Con i cori e gli interventi, dunque, si è voluto riaffermare che Forlì è una città meticcia, solidale e accogliente, che vive dei principi contenuti nella nostra bellissima Costituzione e della memoria della Resistenza".

"Questa città non vuole e non può piegarsi alle idee xenofobe, sessiste e razziste di chi, ancora prima di essere un Ministro della Repubblica, è un leader di partito; di chi si nutre di una campagna elettorale perenne, portata avanti sulla pelle di chi si trova in minoranza per origine, religione, orientamento sessuale ecc., e viene trasformata in capo espiatorio per sfogare le frustrazioni e la rabbia di cittadini e cittadine dimenticati dallo Stato; di chi alimenta le divisioni sociali, accusa l’Unione Europea e condanna a morte e alla tortura migliaia di uomini, donne e bambini in Libia e nel Mediterraneo per nascondere la propria incapacità di risolvere i problemi di cui è affetto il nostro paese; di chi si riempie la bocca di belle parole, ma non prende misure concrete per combattere la mafia, anzi lascia che i beni confiscati possano tornare con facilità nelle mani dei malavitosi; di chi mette in discussione la parità di genere, non dà sicurezza a chi è vittima di violenza di genere e presenta la “famiglia tradizionale” come l’unico modello possibile da perseguire. Ecco, cosa si è voluto denunciare con la nostra presenza in piazza".

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"Tuttavia, la denuncia e la manifestazione di dissenso non rimangono sterili e fini a loro stesse, perché nascono dalla pratica dei valori di solidarietà, rispetto dei diritti, democrazia e attivismo civile che caratterizzano l'impegno giornaliero di molte cittadine e cittadini alla vita pubblica della città - aggiungono -. Il presidio si è concluso, allo scadere del permesso per il comizio della Lega, con l’entrata in piazza Saffi da parte dei manifestanti, che l’hanno attraversata cantando "Bella ciao", per poi fermarsi simbolicamente sotto al lampione al quale nel 1944 vennero impiccati quattro giovani partigiani, per leggerne la lapide. L’auspicio è che la piazza e la memoria di chi si è sacrificato per la democrazia e la libertà diventino il punto di partenza per rianimare la comunità forlivese e costruire assieme una risposta solidale e partecipata ai bisogni delle persone, lavorando dal basso e restituendo fatti, non propaganda. Il 4 giugno sera la piazza ci era stata tolta, ma è stata riconquistata e i cittadini e le cittadine resistenti sono pronte a farlo di nuovo".

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