Coronavirus, 35 casi alla Zangheri. Marchi (IV): "Preoccupa la bomba di contagi"

"Prima di tutto facciamo i tamponi dove è necessario e diamo le mascherine a chi più di ogni altro ne ha bisogno", dice Marchi, che ha presentato un question time

"E’ decisamente preoccupante che all’improvviso, nella drammatica situazione che tutti stiamo vivendo, ci si trovi di fronte ad una potenziale bomba di contagi da Covid-19 all’interno di una delle storiche strutture di accoglienza della nostra città". Il consigliere comunale di Italia Viva, Massimo Marchi, ha presentato un question time sulla situazione all’interno della casa di riposo “Pietro Zangheri”, dove si segnalano 35 casi di positività al coronavirus, e in tutte le altre strutture similari del territorio.

"Avremo modo in seguito di verificare quali siano state le cause e le eventuali responsabilità di tutto ciò, in questo momento però, la cosa più urgente è circoscrivere il diffondersi dell’epidemia isolando tutti i degenti contagiati e soprattutto predisponendo tutte le misure di sicurezza atte a proteggere sia gli ospiti che gli operatori che qui vi operano - prosegue Marchi -. E' necessario quindi fare in modo che tutti possano disporre delle mascherine, dei guanti, calzari, camici, e tutti i dispositivi necessari per poter lavorare in sicurezza. Sarà altresì necessario provvedere a sottoporre a tampone sia tutti gli ospiti che gli inservienti. Ho diversi amici con genitori o nonni ospiti di questa struttura e altri che vi lavorano, e tutti mi hanno rappresentato la loro legittima paura e preoccupazione".

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Prosegue l'esponente renziano: "Negli ultimi giorni sono stati diffusi comunicati o video con amministratori impegnati nel lancio di droni sui cieli di Forlì mentre poca attenzione è stata riservata alla distribuzione di mascherine di protezione, il tutto col vago sapore della solita propaganda politica che oggi è assolutamente fuori luogo. Badiamo al concreto. Oggi il primo compito che abbiamo come rappresentanti delle Istituzioni è stare vicino ai nostri anziani, alle loro famiglie e agli operatori sanitari che sono in prima linea e ogni giorno rischiano anche la loro vita per svolgere il loro lavoro. Tutto il resto passa in secondo piano. Prima di tutto facciamo i tamponi dove è necessario e diamo le mascherine a chi più di ogni altro ne ha bisogno, poi ci sarà di nuovo tempo per le divisioni politiche come ad esempio l’uscita dall’unione dei comuni. Ora per favore, tutti assieme, stiamo vicini a chi rischia e a chi soffre".

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