Crisi ediliza, Potere al Popolo: "Bisogna considerare la politica del recupero"

Queste le considerazioni di Potere al Popolo all'indomani dell'allarme lanciato dai sindacati sulla "Giuliani Infissi" di Forlì

Per uscire dalla crisi edilizia "bisogna investire nella qualità del lavoro e nei diritti dei lavoratori. E' inutile cercare di risolvere il problema partendo dalla fine". Queste le considerazioni di Potere al Popolo all'indomani dell'allarme lanciato dai sindacati sulla "Giuliani Infissi" di Forlì. "La crisi - è l'analisi del movimento politico - si porta dietro un indotto impensabile, dalle progettazioni, alla fornitura di servizi, col fallimento, la chiusura, la moria di imprese e la conseguenza perdita di occupazione. Tutto ciò crea cassa integrazione, precariato, disoccupazione, con ammortizzatori sociali inadeguati.

"Il punto incomprensibile e del tutto inaccettabile è che ci siano migliaia di alloggi vuoti e sfitti, migliaia di fabbricati artigianali e industriali degradati e abbandonati e contemporaneamente sempre più gente sia senza casa, nell’impossibilità di affittare o comprare un alloggio perché le banche non erogano a chi non ha contratti a tempo indeterminato - viene aggiunto -. Ogni giorno intere famiglie vengono sfrattate con la forza, costrette a pagare affitti altissimi che non possono permettersi e ad occupare spazi impensabili pur di avere un tetto sulla testa. Città sempre meno a misura di persona con periferie ghetto e private dei servizi essenziali".

"A pagare il prezzo più alto sono sempre gli operai, gli sfruttati e quel “ceto medio” che in questi anni ha visto crollare ogni certezza - viene rimarcato -. Impossibile credere alle bugie di chi ci governa o alle tardive (sempre peggio) prese di posizione dei sindacati confederali. Per uscire da questa situazione bisogna investire nella qualità del lavoro e nei diritti dei lavoratori. Inutile cercare di risolvere il problema partendo dalla fine. È necessario cambiare la visione politica che prevede lo sfruttamento del suolo e la cementificazione selvaggia laddove sarebbe più socialmente utile e sensato la riqualificazione e il recupero di edifici già esistenti".

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