Decreto sicurezza e automobilisti multati, Marco Di Maio: "Il Governo ammetta l'errore"

Di Maio ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri degli interni, degli Esteri e dei Trasporti

"Ingolfamento dei lavori e lunghe file alle motorizzazioni cittadine. È questa la conseguenza della stretta del governo sulla circolazione in Italia di auto estere immatricolate in un Paese dell’Unione europea o extra Ue. Una decisione assunta con il "decreto sicurezza" a cui va subito posto rimedio, come ho già chiesto al governo da settimane con un apposita interrogazione a cui nessuno ha ritenuto di dare risposta". Il deputato romagnolo Marco Di Maio, dopo aver sollevato la problematica pubblicamente nelle settimane scorsse, torna sulla questione delle multe comminate dopo l'entrata in vigore del decreto a danno di molti cittadini che fanno la spola tra la Repubblica di San Marino e la Romagna per questioni di lavoro.

Un giro di vite che ha colpito soprattutto i conducenti che risiedono nel nostro Paese da oltre 60 giorni che rischiano, circolando con un’auto immatricolata all’estero, la confisca del mezzo e una maximulta. Migliaia di persone dunque stanno correndo ai ripari regolarizzando la propria posizione, con un allungamento dei tempi nelle motorizzazioni anche per le pratiche più ordinarie. 

"Non è ammissibile che i cittadini e le imprese debbano subire estenuanti file e lunghissime pratiche burocratiche - afferma -, con i relativi costi che a volte sono molto alti, per sanare una situazione che di fatto non li vede in condizioni di irregolarità: ogni caso è a sé e andrebbe trattato come tale, è sbagliata questa generalizzazione che va a creare disagi economici e di circolazione soprattutto per i transfrontalier".

"Per questo - ha aggiunto Marco Di Maio - ho presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri degli interni, degli Esteri e dei Trasporti, affinché il Governo si muova per cercare un’intesa con la Repubblica di San Marino volta a sanare un’evidente criticità che, se non affrontata in tempi brevi, costringerà i proprietari di quei veicoli a spendere diverse migliaia di euro per regolarizzarsi”.

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