Direzione Pd, è la serata di Drei: il sindaco annuncerà se ci sarà un bis

Introdurrà i lavori il segretario territoriale Valentina Ancarani, al quale seguirà l'intervento del segretario comunale Massimo Zoli

L'11 luglio è arrivato. Mercoledì sera il sindaco Davide Drei annuncerà se intende ricandidarsi o meno. Lo farà in occasione della direzione comunale del Partito Democratico, che si terrà a partire dalle 20 nella sede dei dem, in viale Matteotti. Introdurrà i lavori il segretario territoriale Valentina Ancarani, al quale seguirà l'intervento del segretario comunale Massimo Zoli. Quindi parlerà Drei. Nessuno conosce l'intenzioni del primo cittadino. Quel che pare certo sono comunque le primarie, dalle quali emergeranno le volontà degli elettori di centrosinistra. 

I dissapori col Pd non mancano e potrebbero sfociare in candidature alternative di varie correnti del partito. In caso di più candidature e, se ci sarà la sua disponibilità a rimettersi in gioco per il secondo mandato, Drei ha spiegato in occasione della Festa Democratica di San Martino in Strada di non temere eventuali primarie: “Sono uno strumento non solo di consenso, ma di partecipazione. Il Pd è diventato grande con le primarie, riuscendo a intercettare la società civile”. Anzi, per Drei, “con le derive populistiche in atto, il Pd deve lavorare sulla progettazione strategica con una folta partecipazione popolare, rifuggendo da tentazioni leaderistiche".

Mezzacapo

“Se il sindaco Drei decidesse di riprovarci, sarebbe una sciagura", afferma il capogruppo della Lega in consiglio comunale Daniele Mezzacapo. "In questi anni la sua Giunta non ne ha azzeccata una e a rimetterci sono stati i forlivesi e loro attività; a partire dalle politiche fallimentari per il rilancio del centro storico, per poi proseguire con l’installazione dei varchi per il monitoraggio del traffico urbano, fino all’incapacità di gestire l’emergenza sicurezza nei luoghi più sensibili del territorio - aggiunge -. Per non parlare poi del degrado in cui versano la maggior parte delle aree verdi del nostro Comune e le condizioni di impraticabilità di molte strade del forese”.

Il capogruppo leghista, nell’auspicare un passo indietro dell’attuale primo cittadino di Forlì, “per amor proprio ma soprattutto per il bene di tutti”, mostra soddisfazione “per il lavoro svolto dal nostro Movimento sia a livello istituzionale, che nelle piazze, a stretto contatto con la gente. Ed è proprio lo scollamento dalla realtà e l’incapacità di intercettare i veri bisogni dei forlivesi che ha trascinato l’amministrazione Drei nel baratro. Un baratro, dal quale i nostri cittadini vogliono fuggire".

Ragni

"Che il sindaco Drei sciolga le riserve per un'eventuale sua ricandidatura o meno è assolutamente irrilevante - commenta il capogruppo in Consiglio comunale e e coordinatore provinciale di Forza Italia Fabrizio Ragni -. Che si sottoponga alla selezione delle primarie è comunque ininfluente. Che il Pd scelga una candidato sindaco diverso dall'attuale non sposterà di una virgola lo scenario politico-amministrativo che a tutt'oggi dimostra soltanto una cosa: a Forlì il centrosinistra ha perso la necessaria credibilità popolare per ottenere un riscontro alle urne. La fase storica del Pd e dei suoi minuscoli alleati è finita. Ed alle amministrative 2019 il centrodestra unito vincerà e avvierà una stagione nuova di rinnovamento e buon governo"

"L'eredità di Drei è già scritta - prosegue l'esponente berlusconiano -. Nel corso del mandato ha perso per strada, oltre ad alcuni assessori, anche l'appoggio del partito dei Verdi e della lista di Peruzzini. Lascia in dote:  il 'multificio' che s'è abbattuto sugli automobilisti forlivesi con l'accensione delle telecamere ai varchi Ztl, la tassazione comunale fra le più alte in regione, l'attivazione della tassa di soggiorno per scoraggiare i turisti, del resto giù fin troppo disincentivati a raggiungere la nostra città  attanagliata da problemi endemici come il degrado, la sporcizia e la mancata cura: delle aree verdi, dei giardini pubblici e degli animali. Questo sindaco, oltre  ai tanti pasticci e pastrocchi amministrativi che non è stato in grado di risolvere od ha lui stesso innescato, ci regala una città dove al netto dell'eccessiva e voluta demagogia politica (piazza Saffi off-limits ai presunti neofascisti, la solidarietà pelosa a favore degli immigrati di ogni risma) spicca l'assenza di supporto agli italiani vittime della crisi e delle nuove povertà, l'assenza di solidarietà concreta e di sostegno ai nostri concittadini vittime di furti , rapine ed aggressioni  compiute (anche e soprattutto) per mano di stranieri, come l'ultimo assalto alla tabaccheria di Porta Schiavonia".

"Drei verrà ricordato per essere il sindaco che non seppe arginare il degrado e l'insicurezza diffusa - prosegue Ragni -. Per essere il sindaco che tollerava i tanti clandestini nuovi arrivati e quelli di vecchia data entrati in clandestinità dopo iniziale registrazione all'anagrafe per sfuggire agli obblighi fiscali e sociali. Verrà ricordato per essere il sindaco che non ha mai preso di petto la questione della moschea-centro islamico di via Fabbretti  dove le stesse forze dell'ordine hanno riscontrato irregolarità a danno della convivenza pacifica col quartiere. Drei verrà ricordato per essere stato il sindaco che non ha mai messo al centro della sua missione amministrativa la cultura e  il recupero dei beni storico-artistici della città. Di tutto questo, che si ricandidi o meno il signor Davide Drei, si ricorderanno, comunque, i nostri concittadini al momento del voto".  

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