Diritti delle donne, Borganzone: "Non solo autodifesa". La replica: "Il Pd ha latitato per anni"

“Leggo la risposta di Andrea Cintorino, neo assessora alle pari opportunità della città di Forlì, rispetto ai temi che si troverà a dover affrontare"

“Leggo la risposta di Andrea Cintorino, neo assessora alle pari opportunità della città di Forlì, rispetto ai temi che si troverà a dover affrontare un suo proposito è il patrocinio del Comune alle palestre che organizzano corsi di difesa personale. Mi chiedo se il pacchetto includa quanto prima anche la diffusione di spray urticante al peperoncino, magari in occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne o l'8 marzo in occasione della festa della donna”: è il commento di Lucia Bongarzone, coordinatrice regionale Donne Pd Emilia Romagna che arriva a margine dell'intervista a Cintorino su ForlìToday, in cui il neo-assessore ha parlato anche anche di pari opportunità, una delle sue deleghe.

Continua Bongarzone: “Se queste sono le premesse non vedo nulla di buono all'orizzonte per le politiche d'eccellenza messe in campo in questi anni su democrazia paritaria e politiche di contrasto alla violenza sulle donne. Penso per esempio al centro antiviolenza, interamente finanziato dal Comune, alla casa rifugio che accoglie donne vittime di violenza, al centro per uomini maltrattanti, ai servizi dei nostri consultori. Vorrei sapere dalla neo assessora, se condivide la visione medievale della donna espressa dal suo partito, la Lega, per cui la sua vocazione naturale è quello di madre e moglie. Vorrei sapere, sempre, da Cintorino cosa ne pensa delle politiche che riguardano l'autodeterminazione delle donne e se pensa di ampliare i servizi messi in campo in questi anni soprattutto sull'aspetto della prevenzione. La cosiddetta "Questione Femminile" è un tema cosi importante ed improrogabile che spero la neo assessora voglia andare oltre la retorica della sicurezza e della protezione delle donne per affrontare quanto di serio ed urgente questi temi impongono”.

La replica dell'assessore Cintorino

Replica l'assessore Cintorino: "Ringrazio la signora Bongarzone per il prezioso contributo a proposito di Pari Opportunità. È evidente che a sinistra il tempo non manca e che l’illustre coordinatrice regionale del Pd è prodiga di suggerimenti e tirate di orecchie. Peccato doverle ricevere da un partito come il suo che, perlomeno a Forlì, ha latitato per anni sulla questione femminile e che di spirito di iniziativa ne ha avuto ben poco. Fermo restando che farò tesoro delle sue parole, non posso fare a meno di notare che i suoi consigli nascono da una visione stereotipata della donna che il Partito Democratico, in decenni di Amministrazione, non ha fatto altro che alimentare".

"Noi - continua l’assessore della Giunta Zattini – affronteremo la questione femminile non ideologicamente ma pragmaticamente. E lo faremo con iniziative concrete, rivolte alle forlivesi ma anche ai forlivesi, che mettano al centro la figura della donna e il suo ruolo, senza alcun pregiudizio e con la volontà di rispettarne la vocazione, qualunque essa sia. Programmeremo, nei prossimi mesi e con la partecipazione del Ministro Bongiorno, un convegno sul disegno di legge ‘Codice Rosso’ che istituisce una vera e propria corsia preferenziale per le denunce nei casi di violenza domestica o di genere. Questo perché a differenza della signora Bongarzone, riteniamo che quello del femminicidio sia un fenomeno disumano al quale le donne devono ribellarsi, prendendone coscienza e reagendo fisicamente, quando necessario".

"La donna non è un manichino bensì un valore aggiunto - prosegue -. E se il Partito Democratico ritiene che sia medievale essere madre e moglie, anche quando esserlo sia esplicito desiderio della donna, allora vorrà dire che questa Amministrazione è ‘medievale’ perché è sua intenzione mettere al centro dell’azione di governo la tutela e la valorizzazione della donna a 360 gradi". L’assessore Cintorino lancia infine un appello alla coordinatrice del Pd: "Consiglio a Bongarzone di raccogliere i cocci del suo partito e di fare altro. Sono certa che il suo contributo sarà utile per delineare il futuro della sinistra forlivese. Magari, dopo decenni di immobilismo, passeranno dalla retorica dei congressi alla pratica del buon governo".

Veronica San Vicente

Sulla questione interviene anche Veronica San Vicente Capenaga, candidata sindaco de "L'Alternativa per Forlì": "Dopo i 15 giorni di attesa che hanno connotato la spartizione di potere all’interno della giunta, leggiamo le prime dichiarazioni della leghista Andrea Cintorino a cui sono state riservate deleghe molto delicate, anche se spesso trattate in modo residuale e sottostimate. L’aspetto fondamentale su cui si ha l’impressione di totale impreparazione è il tema delle Pari Opportunità. Si fa riferimento in primis a corsi di autodifesa, e in seconda battuta al ruolo della donna. Noi non crediamo che la questione di genere possa essere risolta con corsi di autodifesa, che sono un specchio per le allodole per non affrontare i veri problemi: i quotidiani insulti sessisti e violenti nei social verso le donne, soprattutto se godono di una certa visibilità, una donna uccisa ogni 72 ore dal compagno o ex compagno, salari inferiori del 25%, il tasso di occupazione femminile più basso d’Europa (e nonostante, o forse proprio per questo i figli non si fanno), enormi difficoltà a ricoprire ruoli dirigenziali. Addirittura, in molti sport non esiste il professionismo nella categoria femminile: se ne è parlato tanto in questi giorni grazie al risultato positivo ottenuto dalla nostra nazionale femminile di calcio ai Mondiali. Si ignora che la violenza sulle donne parte e si realizza in primis nella violenza psicologica e nell’alimentazione degli stereotipi, della demarcazione dei ruoli maschili e femminili, di una cultura sociale che specula e strumentalizza le donne e il loro corpo. Prima di chiamare la ministra Bongiorno, si potrebbe intervenire a favore del Centro Donna e del suo ruolo di lotta alla violenza di genere, che da anni costituisce un esempio virtuoso in tutta Italia, rafforzandone i mezzi e il personale. Non si ragiona sulla necessità di fare rete con l’associazionismo per ritrovare le modalità di intervento, sul ruolo educativo che si dovrebbe assumere nei confronti soprattutto delle generazioni più giovani. Non si ragiona sull’investimento pubblico in scuole materne per dare davvero un supporto e un incentivo al lavoro femminile che ancora oggi, come dimostrano le statistiche, viene sacrificato a fronte del disinvestimento nel welfare. Insomma la "questione maschile” (in quanto sono gli uomini che devono prima di tutto fare i conti con un ruolo della donna che è cambiato e sta cambiando all'interno della società) è molto ampia e complessa ed è ridicolo ridurla ad un corso di difesa personale. Sul ruolo della donna nella società, rimaniamo in attesa di delucidazioni: forse abbiamo idee retrograde secondo l’assessora, ma la nostra idea è che l’obiettivo sia uscire proprio dalla logica del ruolo della donna e dell’uomo, e di iniziare a pensare ad una società fatta di eguali".

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