Elezioni regionali, Valbonesi replica a Cintorino: "In Emilia-Romagna la sanità è per tutti"

A parlare è il primo cittadino Daniele Valbonesi, che replica a quanto dichiarato dalla candidata leghista

“In qualità di Sindaco del Comune di Santa Sofia mi sento coinvolto dalle dichiarazioni di Andrea Cintorino riguardo alla nostra sanità". A parlare è il primo cittadino Daniele Valbonesi, che replica a quanto dichiarato dalla candidata leghista.

"Quando si confrontano realtà diverse bisogna conoscere bene ciò che si dice - continua Valbonesi - Premesso che parliamo di sistemi sanitari che funzionano, quello Veneto e quello della nostra Regione, sostenere che le cose vadano meglio altrove è una bugia. Ci sono aspetti da migliorare ovunque, anche nella sanità della Regione Emilia-Romagna, ma qui, a differenza che altrove, la sanità è per tutti, per i ricchi e per i poveri e a questo principio noi non siamo disponibili a rinunciare! Se fosse come dice Cintorino non si capirebbe perché il passato governo, di cui la Lega faceva parte, abbia valutato il sistema sanitario emiliano-romagnolo come il migliore in Italia. Per quanto riguarda l'Ospedale Nefetti di Santa Sofia, tanto è stato fatto in questi ultimi 5 anni in accordo con Regione e Ausl Romagna. Oltre ad interventi di carattere impiantistico, si sono conclusi i lavori della nuova camera mortuaria; sono attualmente in corso interventi per il rifacimento del punto di primo intervento - con la creazione della "camera calda" - e per il reparto di dialisi. Da poche settimane, inoltre, si è formalizzato l'accordo con Ausl, Comune di Santa Sofia e Romagna Acque (in veste di proprietaria dell'area) per l'elisoccorso h24 già attivo in località Capaccio".

“Quelli elencati sono interventi che hanno richiesto l'investimento di molte centinaia di migliaia di euro, a dimostrazione dell'attenzione verso servizi fondamentali per i cittadini delle aree montane - aggiunge il sindaco - Ma soprattutto, in questi 5 anni, con la giunta Bonaccini, l'esistenza del Nefetti non è più messa in discussione come, invece, era stata in passato: oggi è una struttura in rete con tutti gli altri ospedali del nostro territorio. È facile fare leva sugli umori negativi dei cittadini, sfruttare situazioni di sofferenza personale, magari dovuti inevitabilmente anche ad episodi negativi. Avrei preferito che la Lega, e Andrea Cintorino, avessero affrontato certe questioni anche in passato e non solo in campagna elettorale, magari visitando le strutture di cui parlano come facciamo io e l'assessora Ilaria Marianini, decine di volte all'anno. Sarei disponibile ad accompagnare Cintorino, se lo volesse, e se questo fosse utile per migliorare ulteriormente i servizi per i cittadini dell'Alto Bidente!”.

Paolo Zoffoli: "I processi si governano, non si improvvisano"

“La sanità - aggiunge Paolo Zoffoli, ex sindaco di Forlimpopoli, ex presidente del Comitato di Distretto di Forlì, figura di primo piano nel dibattito e nel processo di unificazione delle Asl romagnole, Presidente della Commissione sanitaria nella scorsa legislatura regionale - è, per tanti motivi abbastanza ovvi, il settore che sta più a cuore ai cittadini. Tant’è vero che la campagna elettorale in corso per le elezioni regionali, si sta giocando soprattutto su questo terreno. Ma se ciò è, ripeto, giusto e comprensibile, la cosa che dispiace è che tanti candidati lo facciano in modo strumentale e falso e spesso fanno lunghi sproloqui snocciolando numeri di cui non conoscono neanche il significato non essendosene mai occupati. Viene da sorridere, se non fosse una cosa molto seria, che oggi la Cintorino, candidata alle Regionali per la Lega, voglia “rianimare il Pronto soccorso e l’Ospedale di Forlimpopoli”! Lo sanno anche i bambini che a Forlimpopoli il Pronto soccorso e l’Ospedale non ci sono più da tempo, mentre esiste una Casa della Salute e un Ospedale di Comunità che vengono a studiare da tutto il mondo per quanto sono innovativi e molto ben funzionanti. Due cose vanno immediatamente chiarite: non è vero che la nostra sanità è allo sbando e non è vero che va bene "nonostante" la politica. La prima assurdità è smentita dai dati, dalle statistiche e dalle indagini che ben conosciamo: l’Emilia Romagna è la prima Regione d’Italia ed è, in tante cose, il modello a cui fare riferimento. Molti vengono a curarsi nelle nostre strutture, da altre Regioni e persino dall’estero! La seconda teoria è pretestuosa e infondata: un sistema sanitario funziona bene se al suo interno i professionisti, e le eccellenze che essi rappresentano, lavorano in maniera coordinata e coerente, anche con una guida che, oltre al singolo reparto e alla singola specializzazione, vede la situazione nel complesso e la bilancia opportunamente. Questo non significa certo che ci si può adagiare sugli allori e pensare di “essere arrivati”, con le eccellenze del territorio (Ospedale ed IRST ad esempio), le ottime risposte dell’assistenza domiciliare, la diffusione di percorsi personalizzati, la presa in carico di tutte le esigenze, l’ottimizzazione della spesa (con l’economia fatta sulla grande quantità e non sulla qualità degli acquisti)".

“Il compito della Regione e della politica – aggiunge Zoffoli – è quello di guardare all’equilibrio di un intero sistema, in cui vogliamo sempre più accogliere tutte le esigenze, con grandi eccellenze e vicinanza territoriale per le malattie meno gravi o croniche. Dobbiamo continuare le politiche del personale sostenute fino ad ora che hanno visto, in cinque anni, la stabilizzazione di tanti lavoratori e l’incremento di oltre mille operatori, al netto dei pensionamenti, in tutta l’Azienda. Circa un terzo di questi nuovi assunti sono impiegati nella provincia di Forlì – Cesena. Dobbiamo continuare gli investimenti per decine di milioni di euro in nuove strutture e mantenimento dell’esistente, oltre che nell’acquisto di apparecchiature elettromedicali sempre più all’avanguardia. Ma dobbiamo anche andare oltre ricercando una maggiore coesione tra i territori, oltre che una maggiore valorizzazione per le esperienze positive e le specificità di ogni singola area, in accordo e collaborazione coi singoli comitati di distretto. Proprio ai distretti deve essere data più autonomia nella gestione del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza che, va ricordato, in Emilia-Romagna contempla somme più alte di quello nazionale ed è una preziosissima risorsa per il welfare dei nostri Comuni. Bisogna spingere a fondo l’acceleratore sulle Case della Salute, sul modello di quella di Forlimpopoli che è un esempio importante e funzionale, nonché su tutto l’ambito delle cure intermedie per dare risposta al problema emergente della cronicità e dell’invecchiamento della popolazione. Dobbiamo sempre più investire sulla medicina Territoriale per rispondere nell’immediato ai problemi della gente, soprattutto per le persone fragili e in difficoltà. Dobbiamo investire tanto nella prevenzione, nella qualità della vita e nella educazione perché ogni singolo cittadino si prenda cura di sé ancora prima di ammalarsi o avere problemi. Solo così faremo un grande servizio ai nostri cittadini”. Insomma: soddisfatti dei risultati raggiunti, ma pronti a lottare per nuovi importanti obiettivi. Non promesse elettorali, ma proposte concrete e realizzabili, con l’impegno e la competenza necessari”

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