Aeroporto, le posizioni dei candidati sindaci: sistema regionale degli scali e paletti sul rumore

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", ForlìToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", ForlìToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città. Una domanda uguale per tutti i candidati sindaci, per capire le loro idee, priorità e le differenze di vedute. Ecco le loro risposte (pubblicate in ordine cronologico di arrivo).

DOMANDA: Spieghi bene la sua posizione dell'aeroporto. Cosa deve fare il sindaco e quali paletti invece porrà ai gestori la sua eventuale futura amministrazione? 

Giorgio Calderoni (centro-sinistra)

La storia recente dell’aeroporto forlivese, traumatica per la città e per lo stesso Comune, non va dimenticata. Dopo la chiusura del capitolo SEAF  e dopo l’incresciosa “sceneggiata americana”  il futuro dell’aeroporto forlivese dipende ora da un gruppo di imprenditori che nei loro campi di attività hanno dimostrato serietà, capacità e successo.  Il Comune può contribuire, per le proprie competenze, a favorire le migliori condizioni di contesto affinché l’impresa svolga la propria libera attività aeroportuale, nel proprio contesto regolatorio e di mercato. Sono altresì convinto che il Comune e l’intero territorio romagnolo possano giovarsi di un’infrastruttura importante come un aeroporto, però la possibilità di operare e svilupparsi dipende da fattori fuori dal controllo del Sindaco: in primo luogo per quanto riguarda la vocazione di questo scalo all’interno del sistema aeroportuale della nostra Regione (complementarietà con Bologna? Voli principalmente commerciali? Attività di manutenzione degli aeromobili?, mix di queste opzioni?). Mi impegno comunque a favorire come facilitatore la possibilità che l’aeroporto di Forlì possa riaprire nel più breve tempo possibile, non solo per il sostegno che ne deriverebbe all’economia e al turismo, ma anche per i molti lavoratori già professionalizzati che attendono di poter essere occupati nuovamente in quel sito.

Marco Ravaioli (Forlì SiCura)

L’aeroporto è una struttura fondamentale per la Romagna, sviluppa lavoro con una ricaduta economica in ogni settore per centinaia di milioni di euro attirando turisti da tutta Europa.Il comune deve essere al fianco dei gestori perché è un servizio di mobilità proiettata al futuro con investimenti per le infrastrutture, insieme alla Regione.

Enac nel bilancio 2015, prevedeva nei successivi 20 anni il raddoppio del traffico passeggeri, da 150 milioni a 300 e in questi anni le percentuali sono state superiori alle stime. La Regione ed i comuni devono sostenere lo sviluppo di tutti gli aeroporti (Forlì, Parma e Rimini) altrimenti 8 milioni di persone andranno in altre regioni con perdite economiche in ogni settore. Bologna da anni è costretta a seguire costosi progetti di ampliamento che non potranno mai sostenere la prospettiva di raddoppiare quei volumi, dove li mettono 16 milioni di passeggeri se oggi con 8,5 ml ed è in grande difficoltà ? La regione non può continuare a negare l’evidenza. Nel Master Plan 2016/2019 tra Sab/Enac sono stati previsti investimenti per 112,4 milioni di euro, è quindi miope ed improduttivo concentrare gli investimenti solo a Bologna. Si deve creare un sistema regionale con tutti gli aeroporti (Bologna, Rimini, Forlì e Parma) altrimenti si rinuncia nei prossimi anni a sviluppare turismo, attività culturali, produttive e commerciali, penalizzando anche i produttori locali.

Gian Luca Zattini (centro-destra)

Prima di tutto voglio ringraziare lo sforzo e la capacità progettuale di F.A. S.r.l. (la società composta da una cordata di imprenditori forlivesi che si è aggiudicata il bando indetto da Enac per la gestione dello scalo aeroportuale Luigi Ridolfi) e la professionalità dei suoi vertici, nei quali ripongo la massima fiducia, ma anche l’attuale Governo, che ha sostenuto un progetto lungimirante a vantaggio di tutto il territorio romagnolo. La complessità e l’enormità dello sforzo economico-industriale, dettato da questa sfida, si intreccia infatti con l’opportunità che la riapertura dello scalo offre non soltanto al comprensorio forlivese e all’economia locale, ma all’intera Romagna. È chiaro che di questa prospettiva un’Amministrazione responsabile non può che esserne orgogliosa, lavorando a testa bassa, con coraggio e determinazione, in sinergia con gli Enti locali e le istituzioni di questa Regione per far sì che il Ridolfi, nella sua indipendenza e autonomia gestionale, si inserisca in un sistema integrato regionale dove Rimini, Parma, Bologna e Forlì si sviluppino in parallelo, nell’intento di coprire bacini di utenza differenti ma non concorrenti e una mobilità aerea in costante aumento. La dimensione e la localizzazione geografica del Ridolfi, oltretutto, gli permette di sviluppare servizi commerciali di qualità ma anche percorsi didattico-professionali in sinergia con il polo scolastico dell’istituto aeronautico. Viste le prospettive di crescita del traffico aeroportuale sia su scala nazionale che su quella regionale, l’Amministrazione di Forlì ha l’obbligo di guardare con fiducia al futuro del proprio scalo partendo dalla consapevolezza che quelli con cui ha a che fare sono interlocutori seri e responsabili, che vanno aiutati in un percorso di investimenti e di potenziamento della piattaforma infrastrutturale circostante. L’indotto creato da uno scalo aeroportuale è dimostrato influire su tutta l’economia dell’area di riferimento ed è dovere di un Sindaco esercitare ogni sforzo nel perseguire lo sviluppo del territorio amministrato. Le amministrazioni precedenti hanno agito in tal senso?

Daniele Vergini (Movimento 5 Stelle)

La nostra posizione sull’aeroporto può essere sintetizzata nel seguente slogan: “porte aperte alla cordata degli imprenditori, ma forzieri pubblici chiusi”. Riteniamo che l’aeroporto sia una infrastruttura che possa creare un forte indotto sul territorio e ottime opportunità economiche a partire dal turismo. Siamo quindi orgogliosi che si sia formata una cordata di imprenditori locali, siamo disponibili ad interloquire con loro ed a fornire tutto il supporto possibile, però allo stesso tempo siamo molto chiari nel dire che siamo contrari ad investire ulteriori soldi pubblici, perchè nelle precedenti gestioni ne sono stati buttati fin troppi, circa 40 milioni di euro fra fondi comunali e regionali sono finiti nel “buco nero” di Seaf per il quale stiamo ancora pagando i debiti. Soldi che, se fossero stati investiti sul territorio in sviluppo economico, probabilmente avrebbero reso molto di più. Quindi è proprio per una questione di serietà verso i cittadini ed i conti pubblici che il nostro ok alla riapertura è condizionato al fatto che il progetto si autosostenga dal punto di vista finanziario. Gli altri, unici, paletti che porremo saranno quelli inerenti la salute pubblica, per garantire che non si sforino i parametri di Legge per inquinamento dell'aria ed acustico. Il Comune darà poi sicuramente il suo contributo progettando e realizzando collegamenti migliori con la stazione e con l’autostrada per quanto di sua competenza. In un’ottica di futura espansione bisognerebbe poi considerare un collegamento su ferro che arrivi direttamente in aeroporto, questo permetterebbe di dare una valenza molto maggiore allo scalo.

Come amministrazione comunale saremo quindi di supporto ma vigileremo nel verificare la presenza e l’attuazione di un progetto industriale che possa essere realmente concretizzato, perchè già troppe figuracce sono state fatte in passato con l’americano Halcombe, il cui progetto fu definito da Marco Di Maio del Pd “solido, serio, credibile, concreto”, ma poi abbiamo visto tutti com’è finita... e poiché non siamo abituati a “vendere favole” terremo anche un atteggiamento più sobrio di quello dei leghisti, e ci baseremo unicamente sui fatti.

Veronica San Vicente (Alternativa per Forlì)

L’aeroporto di Forlì, nel passato, ha generato ingenti spese per il Comune, senza generare un indotto compensativo. L’aeroporto di Forlì si trova a metà strada tra quelli di Bologna e Rimini, con i quali non può competere sui voli commerciali per turismo. È tuttavia necessario a garantire il suo funzionamento per le scuole di volo presenti sul territorio e per le attività di ricerca legate al tecnopolo aerospaziale. Dopo i fallimenti di nuova gestione degli ultimi anni, la nuova società che è venuta a costituirsi deve trovare una sua specificità di target (cargo? Collegamenti a specifiche zone geografiche? Formazione e ricerca? Ancillare di Bologna?). Il Comune non deve tuttavia investire direttamente nell’aeroporto, la città in questo momento ha altre priorità quali il rilancio del centro storico, garantire un welfare di qualità e un’educazione aperta a tutti. Il ruolo di pubblico, e del Comune in particolare,  è quello di garantire un contesto favorevole allo sviluppo dell’aeroporto, con collegamenti veloci e frequenti con la stazione, eventualmente anche con gli aeroporti di Bologna e Rimini, con un sistema burocratico snello. Si aggiunge infine, la necessità di tenere anche in conto il forte impatto ambientale di un aeroporto, in particolar modo sia a livello acustico che atmosferico su quei quartieri attraversati dalle rotte degli aeroporti, tra i più popolosi di Forlì (Bussecchio e Ca' Ossi).

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