Code eterne in ospedale e nei nuclei di cure primarie: le proposte dei candidati contro i disagi

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", ForlìToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", ForlìToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città. Una domanda uguale per tutti i candidati sindaci, per capire le loro idee, priorità e le differenze di vedute. Ecco le loro risposte (pubblicate in ordine cronologico di arrivo).

DOMANDA: Uno dei disagi più sentiti dalla popolazione in tema di sanità, al di là della qualità del servizio, sono le lunghe code, i disagi per ore perse in burocrazia e pagamenti, per quanti riguarda le prestazioni. Non diversa è la situazione dei nuclei di cure primarie, nei quali spesso anche solo raggiungere telefonicamente le segreterie è un'impresa e dove si moltiplicano le code anche solo per riuscire a incontrare il medico di base. Come snellire il servizio?

Daniele Vergini (Movimento 5 Stelle)

Premesso che ovviamente un sindaco non ha il potere di gestire direttamente aspetti riguardanti i nuclei di cure primarie e in generale la Sanità, di competenza Ausl e quindi Regionale. E’ però vero che può esternare i propri suggerimenti e posizioni all’interno della Conferenza Territoriale Socio Sanitaria, organo di indirizzo e controllo in ambito sanitario. A differenza di altri territori nel nostro la politica è molto più autoreferenziale, e le decisioni vengono prese in conferenza socio-sanitaria solo per appartenenza politica, senza consultare i professionisti del settore, noi siamo contrari a questa impostazione ed il primo obiettivo del nostro programma è quello riportare il medico al centro delle decisioni in sanità, lo faremo chiedendo la presenza all’interno della conferenza socio-sanitaria dei rappresentanti l'Ordine dei medici e delle professioni ospedaliere che potranno finalmente dare i propri pareri nella sede idonea. Riteniamo che questo sia il primo passo per cominciare a parlare di soluzioni serie.

Riguardo invece all’annoso problema delle code al pronto soccorso, che ogni tanto si ripropone, abbiamo una proposta già annunciata più volte: oltre a potenziare la Guardia Medica per le giornate prefestive e festive si dovrebbe insediare, in locali contigui al pronto soccorso, uno speciale Nucleo di Cure Primarie attivo 12 ore al giorno, nel quale i medici di medicina generale di Forlì svolgeranno turni di 4 ore 2 volte al mese nelle giornate lavorative. Questo nuovo presidio potrà assicurare l’assistenza a tutti i codici verdi e bianchi che erroneamente si presentano al Pronto Soccorso, evitando lunghe file d’attesa e permettendo al personale ospedaliero di dedicarsi più agevolmente alla gestione dei codici rossi e gialli. Si tratta di una proposta realizzabile a costo zero perchè il contratto di lavoro dei medici di base prevede già l’obbligo di effettuare alcune ore mensili di servizio presso un Nucleo di Cure Primarie, basterebbe solo concentrare tutte le ore in questo speciale Nucleo. Altro aspetto fondamentale è la vicinanza del Nucleo al pronto soccorso, perchè è evidente che un paziente con codice verde o bianco ha sbagliato a rivolgersi al pronto soccorso ma non gliene si può fare una colpa, dopo il triage questi pazienti difficilmente si recano dal proprio medico e preferiscono invece continuare la fila creando a volte code, ma se bastasse invece fare pochi passi per arrivare ad un Nucleo di cure primarie situato nelle immediate vicinanze allora le cose cambierebbero.

Marco Ravaioli (ForlìSicura)

Con l'unificazione dell'Azienda Sanitaria in USL della Romagna, la distribuzione delle risorse sul territorio romagnolo è il risultato di un delicato meccanismo di trattativa tra l'Azienda e i quattro sindaci. Forlì è l'area territoriale più piccola e paradossalmente quella che, a seguito di queste trattative, è cresciuta meno. Il nuovo sindaco assumerà responsabilmente il ruolo di garante della salute dei cittadini del suo territorio e esigerà ciò che è dei forlivesi di diritto, senza per questo togliere risorse ai territori limitrofi. Tali risorse oltre a potenziare il pronto soccorso, dovranno essere parimenti destinate a garantire la disponibilità del medico di base e del pronto soccorso pediatrico 24 ore su 24, per sette giorni, perché il cittadino non dovrà mai essere lasciato solo.

Non dimentichiamo che la garanzia della salute deriva da un processo di collaborazione tra l'istituzione sanitaria e il cittadino. Risale alla mia infanzia il noto andante "prevenire è meglio che curare". Purtroppo invece l'approccio culturale alla sanità è più riparativo che preventivo: non è ovvio per tutti che preferiremmo non avere il male piuttosto che poterlo curare? L'obiettivo sarà quello di avviare di concerto al distretto ospedaliero, ai  medici di base e ai pediatri, un percorso di formazione all'autocura. I cittadini saranno quindi meglio in grado di prendersi cura di se stessi e di avere più consapevolezza dell'accesso al pronto soccorso, snellendo in questo modo ulteriormente le code.

Giorgio Calderoni (centrosinistra)

Occorre distinguere le fasi del percorso del paziente che accede al Pronto Soccorso. Per i codici bianchi e verdi i tempi lunghi sono, invece,determinati dall'essere continuamente scavalcati dai codici gialli e rossi che si inseriscono" a pettine" ai vertici della lista dei pazienti in attesa e dalla una valutazione in"triage" (osservazione evolutiva dello stato patologico)con gli annessi accertamenti diagnostici,prima che il medico di P.S. assuma la decisione definitiva.Osservazione che può richiedere anche svariate ore. Una volta completata la fase diagnostica e presa la decisione del ricovero, i tempi conseguenti (per tutti i codici colore, ma con l'assoluta prevalenza dei bianchi e dei verdi)derivano dalla capacità di accoglimento da parte delle singole unità operative specialistiche (molto spesso non in grado di rispondere tempestivamente).

Dunque, che fare? In primo luogo, ridurre il flusso in ingresso dei pazienti cerando alternative extra ospedaliere per accogliere le situazioni meno impegnative (codici bianchi e verdi) che possono essere trattati in sede ambulatoriale. Le alternative sono: le" case della salute" di medie/grandi dimensioni a Forlì non ce ne sono ancora) che dispongono di nuclei di medici composti da 12/13 a 9/20 unità e che possono gestire una" osservazione breve” da parte di personale infermieristico ,oltre che di un"set" completo di diagnostiche per immagini di 1° livello.Ciò consente ai medici m.g., visitato il paziente,di trattenerlo invece che di inviarlo al P.S.) e ai P.S.di dirottare i pazienti verso le case della salute durante le 12 ore diurne(ove si è realizzato questo da qualche anno i ricoveri al P.S. sono diminuiti fino del 40%).

Piccoli ambulatori di osservazione breve", a conduzione infermieristica" per controllare le situazioni border line presentate da molti anziani, prima di procedere ad ulteriori interventi- Occorre, inoltre,che le unità operative specialistiche mettano obbligatoriamente a disposizione,ogni giorno, programmaticamente,in accordo con la Direzione di Presidio, "enne" posti letto da destinare ai ricoveri richiesti dal P.S..Oltre a ciò,nelle situazioni più critiche,si può pensare alla attivazione di un'unità operativa una ventina di posti letto, a "turn over" rapido,gestita in modo flessibile e polipatologico, allo scopo di consentire un ricovero dignitoso in attesa della destinazione presso la specialità"elettiva" (si eliminano,così,i ricoveri posticci e le barelle nei corridoi). Infine, durante i periodi epidemici e emergenziali, occorre aumentare,soprattutto di notte, il numero degli ambulatori di P.S.attivi (da due a quattro ad esempio).

Per quanto concerne le attese telefoniche esistono già dei correttivi tecnologici che possono evitare le richieste di ricettazione (gran parte dell'oggetto delle telefonate). Attivando il”fascicolo sanitario elettronico" si può richiedere e ricevere la prescrizione on-line;si può prenotare una visita specialistica on  line;si ricevono i referti digitalmente, "in doppio" con il m.m.g. che ha quindi sempre aggiornato il quadro clinico del paziente senza doverlo convocare e visitare,etc. Le prescrizioni farmacologiche ripetitive si possono già ottenere via" whats app". Tutto ciò consente di by passare la telefonata con il medico.

Occorre tenere, inoltre, presente che molti di tali contatti sono del tutto impropri, alla ricerca di rassicurazioni piuttosto che di una risposta terapeutica.  La crescita dimensionale dei" nuclei delle cure primarie", con più medici in ambienti più spaziosi,consentirebbe, inoltre,di ampliare l'azione di filtro/risposta realizzabile sia dagli amministrativi (da 1 a 2) sia,soprattutto dagli infermieri (che possono realizzare osservazioni brevi e erogare numerosi, piccoli, interventi). Infine, in tali Nuclei si possono collocare organicamente anche operatori sociali comunali in grado di farsi carico di quei bisogni relazionali a base ansiogeno/depressiva così presenti in larga parte della popolazione anziana.

Veronica San Vicente (Alternativa per Forlì)

Il sistema sanitario forlivese e romagnolo è un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. In particolare, l’Ospedale Pierantoni e l’IRST sono due centri all’avanguardia sia per le loro attrezzature che per il loro personale. Il fenomeno a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, è tuttavia une progressivo depotenziamento e definanziamento. Meno risorse al pubblico significa meno personale e servizi meno efficienti. I servizi offerti dai nuclei di cure primarie vanno moltiplicati e resi più efficaci con l'aumento del personale dedicato, questo permette di rendere il servizio più fruibile ai cittadini, che in questo modo possono ricorrervi per le necessità meno gravi, evitando di intasare il pronto soccorso. I dati di accesso al pronto soccorso, si parla di un’attesa media per i codici gialli di 37 minuti, per i codici verdi 107 e per i codici bianchi circa 112 minuti. È chiaro che in un pronto soccorso il fattore umano, e quindi la presenza di personale è la chiave di volta per avere un servizio veloce (laddove non si mette in dubbio la qualità). Le attese al pronto soccorso non sono certamente imputabili esclusivamente ai codici di minor gravità, ma la prima causa , anche in questo caso, è la mancanza di personale, sottodimensionato per fare fronte ai bisogni dei cittadini. Il personale medico e di supporto è sottoposto a carichi di lavoro pesanti, a causa dell’insufficienza di organico. Nei prossimi anni, inoltre, si assisterà ad un pensionamento massiccio del personale, che sarà difficilmente sostituito in ragione della politica del numero chiuso per l’accesso alle specializzazioni mediche. Ciò avrà una forte incidenza sia sui servizi, che sul personale rimasto che dovrà sopportare carichi di lavoro già oggi troppo pesanti.

Forlì deve presidiare la conferenza socio sanitaria affinché i servizi sanitari rispondano con efficacia alle esigenze della popolazione, pretendendo i giusti finanziamenti e dotazioni di organico. È necessario non disperdere le eccellenze locali e lavorare assieme a tutta la AUSL Romagna per mettere al centro del servizio gli utenti e i professionisti che garantiscono l'alta qualità del nostro servizio. Per farlo sarà anche necessario per Forlì recuperare autorevolezza nel contesto di area vasta sanitaria, dopo l'isolamento a cui ci si è relegati in questi anni.

Aggiungiamo la necessità di rendere maggiormente accessibile l'ospedale agli utenti autonomia, rafforzando notevolmente la cadenza degli autobus dal centro e pensando a navette a chiamata dai quartieri.
 

Gian Luca Zattini (centro destra)

Gli appesantimenti burocratici sono purtroppo uno dei fardelli che appesantisce il nostro paese in tutti i settori, compreso quello della sanità. Un sindaco non può chiaramente intervenire nelle specificità di un settore che non governa direttamente, quale quello sanitario ma può e anzi deve definire le linee di indirizzo in materia sanitaria del proprio territorio soprattutto in ambito di Conferenza Socio Sanitaria. In merito ai tempi di attesa riferibili sia al Pronto Soccorso che alle prestazioni ambulatoriali, non si può prescindere dall'associarli all'appropriatezza degli interventi.

E' ampiamente dimostrato che nelle organizzazioni complesse, quali quelle sanitarie l'offerta crea la domanda e l'unico modo per farne fronte in un sistema che non è a risorse infinite e di offrire ai cittadini i servizi di cui necessitano nei setting assistenziali e nei tempi corretti. Questo lo si può fare attraverso la presa in carico dei pazienti a tutti i livelli sia di territorio che di ospedale applicando modelli organizzativi innovativi con l'impiego dove necessario anche di risorse aggiuntive. Per esempio per agevolare i flussi in Pronto Soccorso si possono istituire percorsi di così detto fast track, ovvero passaggio diretto dal triage allo specialista di competenza, attualmente carenti presso il nostro ospedale o ancora come descritto nel nostro programma, attivare ambulatori specialistici con la possibilità di un contatto diretto da parte  del medico di medicina generale per intervenire rapidamente in quelle situazioni che interessano soprattutto la popolazione anziana, quali per esempio disidratazione, anemizzazione, ritenzione urinaria, al fine di prevenire gli accessi in pronto soccorso.

E' importante inoltre dare completa applicazione a quanto già definito nel piano di riorganizzazione della rete ospedaliera dell'AUSL Romagna in termini di posti letto e di valorizzazione delle eccellenze presenti, che negli ultimi anni non hanno avuto esito anche per assenza di una voce incisiva da parte dell'attuale amministrazione.
La sanità del territorio forlivese ha raggiunto con l'Ospedale Morgagni-Pierantoni e con IRST-IRCCS livelli di eccellenza riconosciuti a livello nazionale ed internazionale, grazie ai professionisti   che vi operano quotidianamente con competenza, passione e dedizione e grazie all'approccio di presa in carico del paziente da parte di euipès multidisciplinari e multiprofessionali. L'amministrazione comunale ha il dovere di mantenere e dove serve di recuperare tali livelli di eccellenza intervenendo con determinazione negli appositi tavoli decisionali.

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