Quale destino per Alea? Tutti i candidati andranno avanti con la nuova società, "ma con correttivi"

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", ForlìToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", ForlìToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città. Una domanda uguale per tutti i candidati sindaci, per capire le loro idee, priorità e le differenze di vedute. Ecco le loro risposte (pubblicate in ordine cronologico di arrivo).

DOMANDA: Negli ultimi mesi Forlì ha visto la rivoluzione dei rifiuti con l'entrata in servizio di Alea, che ci siano stati gravi disservizi è cosa evidente a tutti. Cosa fare per il futuro? Alea è uno strumento da smontare, rivedere in profondità o come modello base va bene? In tal caso quali correttivi vuole apportare?

Marco Ravaioli (Forlì SiCura)

Lo smaltimento differenziato è un obbligo al quale sono tenuti tutti i cittadini e indietro non si può e non si deve tornare. L'organizzazione di Alea va certamente rivista e razionalizzata, affinché si raggiunga una maggior efficienza ed il sistema sia più vicino alle esigenze dei cittadini, sia in termini di tempi di ritiro dei rifiuti, sia di costi. Soprattutto per le imprese i costi rischiano di moltiplicarsi e, nell'attuale situazione di crisi imprenditoriale, é un aspetto che un'amministrazione deve considerare.

L'obbiettivo principale che avrà la nostra amministrazione sarà quello di "educare" i cittadini a ridurre sempre di più i propri rifiuti, soprattutto quelli indifferenziati, attraverso una politica di educazione civica e corretta informazione all' acquisto, che dovrà partire dalle scuole e diffondersi poi agli uffici o ambienti pubblici. In concerto vogliamo prevedere  incentivi per le aziende che vorranno investire nella filiera del riciclo, sia come non produzione, sia come smaltimento e questi  importanti investimenti  potranno essere stanziati attingendo dai bandi europei. Il Comune, si impegnerà a promuovere progetti mirati a ridurre i consumi energetici (impianti per il metano criogenico, ricarica mezzi elettrici tramite rinnovabili, flotte aziendali in condivisione, illuminazione pubblica a led, gestione calore degli edifici pubblici) le emissioni inquinanti e a contrastare fenomeni di inciviltà sociale, come l'abbandono dei rifiuti. Altro primario obbiettivo è ridurre e poi interrompere, l'invio di rifiuti da altri comuni, arrivando alla chiusura del termovalorizzatore quanto prima.

Gian Luca Zattini  (centro-destra)

Alea nasce con tutti i buoni propositi del mondo, occorre differenziare i rifiuti per il futuro degli abitanti della Terra, non solo per i Forlivesi. Purtroppo però l’amministrazione ha compiuto alcuni errori sulla pelle dei cittadini e questo per due motivi principali. Il primo è che i forlivesi sono cittadini del tutto atipici, obbligati a convivere da decenni con inceneritori integrati nel proprio centro abitato, e questo ha accumulato un senso di rancore e impotenza che può anche prevaricare la nobiltà del progetto. Per questa ragione occorre che si moltiplichino gli sforzi comunicativi, di ascolto e di partecipazione per far sì che ognuno di noi comprenda quanto sia importante e giusto differenziare, a prescindere dalla battaglia (che continueremo con il massimo impegno) per limitare gli inceneritori.

Il secondo motivo è legato alla natura del nostro centro storico e dei suoi reali residenti. Il sistema di raccolta rifiuti è basato sull'effettiva residenza degli abitanti e sulla composizione dei vari nuclei familiari. Siamo sicuri di conoscere la reale situazione abitativa del nostro centro? E' possibile che famiglie straniere o italiane abbiano condiviso la propria residenza con amici o parenti? E' possibile che ci siano situazioni di affitti non controllati o sub-affitti fuori controllo? Esiste un reale censimento della popolazione del centro storico? Tutti gli abitanti non in regola che strumenti avrebbero per liberarsi dei propri rifiuti? Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Le nostre vie più belle stanno diventando delle discariche a cielo aperto, i fossati della Rocca di Ravaldino sono pieni di sacchi dell'immondizia e i bidoncini presi d'assalto. Tutto questo è inammissibile.

Se il canale di ascolto fosse stato tale e avesse funzionato, se il monitoraggio del territorio fosse stato capillare e se il Sindaco di questa città fosse intervenuto, di volta in volta, per evitare il ripetersi di gravi episodi di inciviltà e frustrazione, forse ci troveremmo a discutere di altro e l’emergenza rifiuti non sarebbe tale. Ma così non è stato e a ricordarcelo sono, con pericolosa frequenza, l’acuirsi delle tensioni e delle proteste in tutto il forlivese, il degrado urbano e il senso di abbandono che accomuna molti cittadini. Nell’attuazione progressiva del porta a porta, spiace ricordarlo, questa Amministrazione ha dato prova non solo di cecità politica ma anche, e questo è l’aspetto più grave, di indifferenza applicativa. È mancato il senso di responsabilità e la volontà di sanare, con i fatti, tutte quelle situazioni di estrema criticità che ancora si registrano nel territorio. I roghi per strada, l’immondizia gettata dalla auto in corsa e i sacchetti di rifiuti abbandonati lungo i marciapiedi, sono il combinato disposto di una buona dose di superficialità amministrativa e di inciviltà pubblica. Perché se è vero che chi si sbarazza dei propri rifiuti, gettandoli in un fosso o abbandonandoli per strada, è senz’ombra di dubbio un maleducato e un incivile, e merita la nostra condanna, è altrettanto vero che questa Amministrazione, nella gestione del sistema Alea, ha latitato. Per non dire di peggio.

Noi cambieremo le cose. Invertiremo il senso di marcia e, partendo dall’ascolto, metteremo al centro dell’azione di Governo i cittadini e loro istanze. ‘Pattuglieremo’ le zone più critiche, risolveremo le situazioni più lacunose e, con azioni puntuali, interverremo per colmare quel difetto di sorveglianza lasciatoci in eredità dal PD. Potenzieremo i centri di informazione, aumenteremo il numero degli operatori, saneremo le singole inefficienze e ci metteremo a tavolino con i vertici di Alea per rivedere i termini del contratto di gestione e garantire condizioni più efficienti di erogazione del servizio. Perché di una cosa siamo estremamente convinti: un’Amministrazione, prima di tutto, deve essere al servizio dei cittadini, e non viceversa.”

Daniele Vergini (Movimento 5 Stelle)

Vorrei focalizzare la vostra attenzione sulla parola “strumento”, è vero: Alea è uno strumento, il cui scopo è ridurre al massimo il rifiuto indifferenziato secco non riciclabile, l’unico rifiuto che va smaltito in discarica o inceneritore. Non è vero quello che ha detto Zattini al confronto in CNA, cioè che non è possibile spegnere gli inceneritori, al contrario questo avverrà proprio se la raccolta differenziata spinta verrà adottata in gran parte del territorio nazionale, questo permetterà in prospettiva di spegnere gradualmente gran parte degli inceneritori, ma serviranno ovviamente azioni a tutti i livelli: nazionale, regionale, comunale. Fatta questa premessa, bisogna però ammettere che nella partenza di Alea qualcosa non ha filato liscio, e l’abbiamo detto più volte che secondo noi i problemi sono avvenuti perchè la politica ha accelerato forzatamente la transizione dal bidone stradale al bidoncino in soli 6 mesi, invece che in 2 anni come successe nel trevisano, il territorio dal quale abbiamo copiato il modello. Probabilmente i sindaci avevano inizialmente pensato di giocarsi politicamente il raggiungimento del risultato visto che erano imminenti le elezioni, ma hanno ottenuto solo un “effetto boomerang”, visti gli inevitabili disservizi e la conseguente ira di molti privati e aziende.

Quali correttivi applicare? Sicuramente non nel modello di raccolta, che è riconosciuto a livello europeo per i risultati ottenuti, inavvicinabili da qualsiasi altro modello, mentre sicuramente incrementeremo il dialogo e l’informazione alla cittadinanza per accompagnare questa transizione che per noi è inevitabile ma per essere accettata deve tradursi anche in un minor costo per i cittadini, quindi bollette più basse, sappiamo che questo è possibile perchè è già successo con Contarina nel trevisano, succederà anche qui se gestiremo noi Alea. Ma per per sfruttare a pieno l’opportunità che offre Alea bisogna fare altri passi: i famosi “dieci passi verso rifiuti zero”, ideati dallo studioso americano Paul Connett che abbiamo avuto l’onore di ospitare ad un nostro convegno qui a Forlì qualche anno fa, e il passo fondamentale che è finora mancato a Forlì è la nascita di un vero distretto del riciclo, cioè aziende locali che operano nel mercato del “riciclo” e del “riuso” e che sarebbero alimentate dal materiale raccolto da Alea generando sia un risparmio per Alea nei trasporti (e quindi la possibilità di abbassare ulteriormente le tariffe), ma anche un importante indotto nel tessuto economico locale e sicuramente anche uno sviluppo di occupazione locale.

Giorgio Calderoni (centro-sinistra)

Come ho già avuto modo di evidenziare lunedì 6 maggio al confronto tra i candidati Sindaco organizzato da CNA, quanto al modello e consultando il bilancio di sostenibilità 2017 di Contarina (l’ultimo approvato) si vede che quella società gestisce anche impianti di trattamento e trasformazione dei rifiuti quali l’impianto di selezione per il recupero del rifiuto secco riciclabile, l’impianto di trattamento del secco non riciclabile per la produzione di combustibile solido secondario; l’impianto per il riciclo dei prodotti assorbenti per la persona, un impianto di compostaggio per la lavorazione del rifiuto umido e vegetale (30.000 tonnellate all’anno). E poi gestisce altri impianti, quali un parco fotovoltaico, un impianto di cremazione, alcune discariche esaurite, oltre che altri servizi rivolti ai Comuni (gestione cimiteriale integrata, verde pubblico, video sorveglianza), offerti sul mercato (smaltimento di vari rifiuti sanitari, agricoli e amianto). Questo fa sì che le entrate siano differenziate e pur provenendo, ovviamente, per la maggior parte dalla tariffa rifiuti comprendano altre voci significative derivanti dalla commercializzazione dei rifiuti riciclabili e dalla fornitura degli altri servizi sopraindicati.

Inoltre, il bacino della Società Contarina comprende un’area di 1.300 chilometri quadrati su cui vivono 554 mila abitanti; ALEA su un territorio di 1.014 kmq (appena 1/3 in meno) con 183mila abitanti (3 volte di meno). Questo semplice confronto indica di per sé notevoli differenze di fondo che impongono, ferma restando la scelta della raccolta differenziata e della tariffa puntuale, di metter mano decisamente e rapidamente al piano industriale e alla stessa governance di ALEA: perché - se per varie ragioni economiche (di investimenti fatti, ecc.) e giuridiche (atti e impegni pluriennali sottoscritti) - non è pensabile, a questo punto, tornare indietro, i due obiettivi primari sono garantire una migliore qualità del servizio (le cui maggiori criticità continuano in questa fase a riguardare le imprese e le attività economiche) e la sostenibilità economica nel tempo della società. Il Comune di Forlì ha il dovere di proporre per primo linee guida operative e di cambiamento nelle direzioni sopraindicate: sarà una delle prime azioni del mio mandato se sarò eletto.

Veronica San Vicente (Alternativa per Forlì)

Alea è stata attivata in modo frettoloso e senza un vero accompagnamento dei cittadini e una adeguata formazione dei dipendenti. La raccolta porta a porta e la tariffa puntuale non sono in discussione. È però da rivedere immediatamente il suo piano industriale, in modo da prendere in conto da una parte l’intera filiera dei rifiuti (in particolare il riuso) garantire i diritti dei lavoratori diretti e dei subappaltatori e fare chiarezza sui servizi ai cittadini. Vanno riviste interamente le tariffe, sia quelle dei privati, che delle persone con bisogni speciali, che delle aziende in modo da non penalizzare ingiustamente gli utenti e occorre evitare ulteriori disagi a chi già vive in condizioni di difficoltà.  Inoltre, è necessario che il Comune, in accordo con gli altri poteri pubblici, Regione e Stato, si attivi per una politica di riduzione dei rifiuti a monte, senza la quale la pratica della differenziata non ha futuro.
L’ambiente non può essere un argomento “spot”, necessita  di investimenti che incrociano tutte le politiche, da quelle economiche a quelle sociali e sanitarie. La differenziata è una parte fondamentale di un processo che va affrontato nella sua totalità.
 

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