Zattini: "L'addetta stampa di Calderoni vittima di sessismo". La replica: "Solo divergenze professionali"

Il centro-destra, che porta con un comunicato stampa sotto i riflettori pubblici il dissidio tra Giorgio Calderoni e la sua ex addetta stampa Deborah Dirani

L'ultima settimana di campagna elettorale si apre, come era prevedibile, senza esclusione di colpi. E' il centro-sinistra lunedì mattina ad esultare per l'oscuramento di diversi manifesti elettorali di Gian Luca Zattini, affissi sulle plance dedicate ai manifesti elettorali prima dell'assegnazione da parte della Prefettura. Infatti, dopo le elezioni del 26 maggio, le plance già montate vanno assegnate nuovamente ai candidati ancora in corsa, quelli cioè del ballottaggio. Secondo lo staff di Calderoni le affissioni sarebbero avvenute prima dell'assegnazione e quindi  abusive. Il centro-sinistra lamenta come illecito anche l'utilizzo dell'auto con altoparlanti che ha girato domenica per Forlì per annunciare il prossimo comizio di Salvini.

Lo sfogo dell'ex addetta stampa di Calderoni

E dato che di comunicazione elettorale si parla, a rintuzzare è il centro-destra, che porta con un comunicato stampa sotto i riflettori pubblici il dissidio tra Giorgio Calderoni e la sua ex addetta stampa Deborah Dirani, che ha lasciato l'incarico all'indomani del primo turno. In un post su Facebook di venerdì sera intitolato “Kiss my ass” (letteralmente: “Baciami il c...o”) Dirani si sfoga ricordando che “giusto una settimana fa rassegnavo le mie dimissioni dall’ufficio stampa di un candidato sindaco, spiegando con i miei soliti modini garbati che se uno mi paga per lavorare io pretendo di fare il mio lavoro che, per la cronaca (!), non è inviare comunicati stampa sgrammaticati e francamente impubblicabili scritti (oibò), incidentalmente, solo da uomini. Giusto una settimana fa nel mio modo ruvido e sgarbato ribaltavo una scrivania quando, per ovvie ragioni di comodità, avrei potuto continuare a starci seduta e vedere come andava a finire (magari bene). Da una settimana cerco di trovare qualcosa di buono in un’esperienza professionale che, a conti fatti, mi ha vista messa in disparte (chiedetemi se al mondo esiste qualcosa che mi faccia soffrire di più), professionalmente relegata a “postina”, umanamente isolata. Da una settimana provo a passare in rassegna questa storia e il mio atteggiamento (che è quello che fa di me la persona che sono, anche o forse soprattutto, sul lavoro). E il risultato ultimo a cui sono giunta si sintetizza in un sontuoso: KISS MY ASS (e se avete capito KICK MY ASS avete semplicemente dimostrato che siete dei vecchi maschilisti egoriferiti)!” 

Il centro-destra: "Sinistra sessista"

In una fase finale rovente di campagna elettorale non può che diventare un assist in mano al contendente di Calderoni, che ha espresso solidarietà a Dirani, qualificandola come “vittima di maschilismo”. Riporta una nota dell'ufficio stampa di Gian Luca Zattini: “Vecchi maschilisti egoriferiti: è questa la sintesi del post pubblicato qualche giorno fa dall’ex responsabile dell’ufficio stampa del candidato Sindaco del PD Giorgio Calderoni, dimessasi per motivi che lei stessa spiega con piccato rigore, che non lasciano spazio a commenti di alcun genere se non a una condanna senza eccezioni di una sinistra forlivese bieca, ottusa e sessista. E credo che a poco valga il nuovo look artefatto che è stato appiccicato a Calderoni e che contrasta con la natura intrinseca della sinistra forlivese, radicata sul ‘trono di superiorità intellettuale’ che da sempre la caratterizza. Esprimo la mia solidarietà alla Dott.ssa Dirani che ho avuto modo di conoscere in questi mesi, anche se da avversario. Nulla è più deprecabile di mettere in disparte una professionista, relegandola a ‘postina’, per il solo fatto che è donna. Per quanto ci riguarda noi continueremo a stare in mezzo alla gente e a parlare di una Forlì che metta al centro la donna e le sue capacità. A differenza di chi le isola e le sminuisce”.

Le reazioni

 Il post di Dirani accusa su Facebook ha poi ricevuto il 'like' anche di un candidato della lista personale di Giorgio Calderoni, Lodovico Zanetti, il secondo più votato con 153 preferenze. Diversi i messaggi pubblici di sostegno di amici e conoscenti, ma anche critiche secondo cui “non si sputa nel piatto in cui si mangia” e che “così, prima del ballottaggio, danneggi il tuo cliente e ne sei consapevole”. La diretta interessata ha contrattaccato aggiungendo: “Sul maschilismo di sinistra, invito a parlare con un po' di 'compagne'”.  Insomma, la campagna elettorale di Forlì svolta "all'americana" con i retroscena dallo staff che prendono veste pubblica.

La replica di Calderoni

Respinge l'accusa Giorgio Calderoni: "Quando si lavora capita di non trovarsi, io ho il mio modo di parlare e di esprimermi. Credo che un candidato Sindaco abbia il diritto di decidere che impostazione e che toni dare alla propria comunicazione in campagna elettorale. I dissensi con la dottoressa Deborah Dirani hanno riguardato esclusivamente questi ambiti e sono stati solo di ordine  professionale. La cultura maschilista non mi è mai appartenuta e non mi appartiene. Come tutti sanno la nuova addetta stampa fino al ballottaggio è una 
donna”. 

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