Lavoro e sostegno all'economia: come i candidati immaginano il rilancio economico di Forlì

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", ForlìToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città. Una domanda uguale per tutti i candidati

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", ForlìToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città. Una domanda uguale per tutti i candidati sindaci, per capire le loro idee, priorità e le differenze di vedute. Ecco le loro risposte (pubblicate in ordine cronologico di arrivo).

DOMANDA - Il sostegno all'economia è una delle principali richieste dei cittadini. Dire “economia” è dire tante cose: si va dal commercio al dettaglio alle start-up di giovani, dall'essere attrattivi per grandi insediamenti industriali che si vogliono ampliare o spostare in città, alla cooperazione, dagli appalti del Comune che fanno muovere commesse a facilitare le relazioni sindacali. Cosa farà e con quali priorità.

Giorgio Calderoni (centro-sinistra)

Uno dei primi atti della mia amministrazione sarà il Patto comunale per il lavoro ,sulla scia dell’analogo patto regionale, per il lavoro che c’è e per prepararsi a quello che ci sarà, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, dalle istituzioni pubbliche, dall’Università e dagli Enti di formazione, dalle istituzioni bancarie, dalla Fondazione e dal terzo settore. Il patto dovrebbe riguardare: 1) determinazione di procedure specifiche e tempi certi per miglioramento, ampliamento e nuovi insediamenti produttivi;2) realizzazione di sistemi di mobilità sostenibile per le zone industriali e artigianali; 3)riduzione della tassazione per le imprese virtuose che investono  e si certificano in sicurezza lavorativa e ambientale; 4) incentivi all’autoimprenditorialità e ai progetti di “workers buyout”; 5) azioni positive in direzione dell’economia circolare. 

La città si deve dotare di un piano strategico che guardi alla Forlì del 2030; nelle città del mondo si punta sulla qualità della vita, sull’inclusione di tutti nei processi di sviluppo e sulla capacità di usare l’innovazione per vivere meglio.  Sempre più le aziende e i grandi investitori guardano alla qualità della vita di un territorio per decidere se insediarsi e investire in esso. Per questo motivo penso di avviare il processo di certificazione della città (secondo il protocollo “Leed for Cities”) come credenziale riconosciuta a livello internazionale. 

La domanda che le imprese forlivesi rivolgono all’Amministrazione comunale è quella di dotare il nostro territorio delle infrastrutture necessarie a fare sistema in Romagna e a collegarsi più facilmente con i mercati nazionali ed esteri. L’asset più significativo, che va sostenuto, presente nel nostro territorio, per innovazione, per potenziale creazione di nuove imprese e quindi volano per l’economia, è rappresentato dal polo tecnologico aerospaziale a cui si sta affiancando la riapertura dell’aeroporto. L’intero polo aeronautico è un centro specialistico in cui ricerca e industria possono trovare il punto di incontro creando un circolo virtuoso che partendo dalle idee e dall’innovazione può produrre la nascita di start up.

Marco Ravaioli (Forlì SiCura)

Una delle prime azioni necessarie è quella di riformare lo Sportello unico delle attività produttive, oggi incapace di garantire tempistiche accettabili per i bisogni delle aziende, con lungaggini inaccettabili per le imprese che devono dare risposte immediate ai repentine ai mutamenti dei mercati. Una visione nuova, un servizio per evitare il labirinto burocratico ed accelerare le procedure amministrative, rispetto alle quali sarebbe anche importante  aprire un confronto con l’ente regionale per un’effettiva semplificazione delle stesse. Non vanno sostenute ed incentivate solo le imprese ma anche giovani e disoccupati nella ricerca di lavoro. Uno strumento sicuramente utile per realizzare questo è un servizio imprese-occupazione, per accompagnare le aziende dalla nascita allo sviluppo attraverso sgravi fiscali comunali; censire in un database i negozi e capannoni sfitti svolgendo, una funzione di intermediazione tra domanda e offerta nel ricercare soluzioni favorevoli, sia economiche che immobiliari, per ambo le parti, incentivando nuove aperture e monitorando anche la qualità delle attività recenti.

 Ancora, incentivare gli affitti per attività commerciali, artigianali e servizi del centro storico e delle frazioni, sotto i 250 mq. (30% primo anno, 20% secondo e 10 % terzo) ed agevolazioni fiscali (IMU) per stabilizzare i lavoratori precari. Fondamentale è promuovere proposte di rigenerazione urbana e commerciale per attirare investimenti e risorse anche da altri territori, nonché assistere ed incentivare la nascita di nuove opportunità imprenditoriali per lo sviluppo di tecnologie legate alle energie rinnovabili, all'economia circolare e del digitale. Vanno inoltre coadiuvati i cittadini nella ricerca del lavoro, d’intesa con le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e le agenzie per il lavoro; l'obiettivo c è rendere il territorio forlivese sempre più favorevole alle imprese, attraverso snellimento, semplificazione normativa e riduzione della pressione fiscale sulle imprese a partire dall’IMU. Uno snellimenti normativo è necessario e questo deve andare di pari passo con  una riorganizzazione della macchina comunale, una riduzione delle tasse comunali sulle imprese, una facilitazione per le imprese del territorio rispetto all’assegnazione di appalti pubblici.

Le imprese giovanili in provincia sono in diminuzione, solo il 6,7% è al di sotto della media regionale (7,5%) e nazionale (9,7%), servono nuove energie e start-up che sostengano ed accompagnino le nuove attività ed imprese più giovani, per rilanciare l’occupazione e contrastare le incertezze e i disagi in cui possono trovarsi le nuove generazione al termine degli studi.


Daniele Vergini (Movimento 5 Stelle) 

Si partirà da un potenziamento dell’assessorato per le politiche del lavoro e occupazione costituendo un tavolo di concertazione tra portatori di interessi diffusi e amministrazione locale. Il Tavolo si occuperà di analisi, di proiezioni, di progettazione e programmazione, dando un contributo anche su eventuali crisi aziendali sul territorio comunale, per le quali una possibile risposta riteniamo sia quella del “workers buyout” dove i dipendenti rilevano aziende in crisi o avviate al fallimento, dando continuità e futuro ad aziende altrimenti destinate ad estinguersi. Azioni queste che possono essere realizzate anche usufruendo del “fondo sviluppo” e del supporto di associazioni datoriali particolarmente attive in questo ambito di tipo solidaristico cooperativo. Altra peculiarità del Tavolo è il fatto che ospiterà periodicamente anche gli assessori e i tecnici degli altri Comuni del territorio perchè Forlì deve porsi come guida per il territorio, ma in modo trasparente e partecipato, superando la dimensione cittadina.

Intendiamo poi offrire incentivi economici per l’avvio di imprenditoria giovanile, stipulando, con l’università e i centri di ricerca di associazioni, confederazioni ed operatori economici, protocolli e/o impegni vincolanti per attivare collaborazioni di ricerca su nuove opportunità di lavoro e occupazione, in modo da indirizzare soprattutto i giovani verso una formazione professionale mirata alle esigenze del futuro. Verificheremo poi, in collaborazione con le associazioni di categoria, le esperienze di coworking e metteremo a disposizione postazioni di lavoro in stabili di proprietà comunale. Altro argomento di grande attualità è la riqualificazione industriale, noi intendiamo riportare la questione ambientale sullo stesso piano di quella produttiva: ci faremo garanti che i nuovi insediamenti industriali abbiano tutti i requisiti di Legge anti inquinamento, e monitoreremo che gli insediamenti esistenti abbiano attuato tutti gli adeguamenti anche grazie ad un biomonitoraggio per valutare l'esposizione umana alle concentrazioni di inquinanti presenti nell'ambiente. 

Da non sottovalutare poi il problema dei capannoni dismessi e delle aree industriali abbandonate che sono la spina nel fianco dei nostri territori e un danno sia ambientale che di immagine della città, dialogheremo con i proprietari di tali aree, attuando anche percorsi partecipativi, per trovare una soluzione che trovi l’accordo tra l’interesse pubblico e il diritto privato. 


Veronica San Vicente (L'alternativa per Forlì)

Forlì ha risentito enormemente della crisi economica degli ultimi 10 anni, 10 anni che hanno anche fatto emergere nuove criticità, tra cui il riscaldamento globale, l'aumento delle disparità sociali e delle forme precarie del lavoro.
Il Comune ha poche leve, ma deve agire per fare in modo di conciliare la ripresa economica, con il rispetto per l'ambiente e i diritti dei lavoratori. Come lista l'Alternativa, intendiamo favorire il rilancio economico attraverso incentivi mirati per le aziende che si impegnano nella transizione energetica, nella riduzione degli imballaggi, nell'uso di nuovi materiali. Questo può essere reso possibile anche grazie alla collaborazione con l'Università, i tecnopoli e i centri di ricerca presenti sul territorio, con i quali deve essere stabilito un percorso di lavoro in comune a favore dell'innovazione tecnologica. L'Alternativa propone anche una serie di misure di riqualificazione degli edifici di pertinenza comunale, di messa in sicurezza delle piste ciclabili e della loro estensione, di messa in sicurezza delle strade che contribuiranno al rilancio economico. Infine, proponiamo un tavolo permanente assieme alle associazioni di categoria e ai sindacati di monitoraggio della condizione dei lavoratori a Forlì, in particolare delle donne, dei nuovi precari e delle forme di caporalato. 

Gian Luca Zattini (centro-detra)

La nuova amministrazione vuole innanzitutto lasciare lavorare chi investe: vogliamo smettere con un’amministrazione che spadroneggia su chi vuole lavorare ed investire. Dobbiamo cambiare mentalità, ed iniziare ad essere attrattivi per gli investimenti, creando le basi per convogliare progetti importanti nel territorio: portare un’attitudine dinamica ci permetterà di diventare propositivi e rendere il territorio, il più interessante possibile attirando idee, capitali e investimenti.

Dobbiamo Programmare: vogliamo governare bene con le competenze giuste, quindi ragioniamo in prospettiva, guardando al futuro, cestinando il vecchio atteggiamento altezzoso dell’amministrazione comunale: noi siamo al servizio del cittadino, non è il cittadino che subisce i capricci di chi elegge. Occorre da questo punto di vista rimodulare l’imposizione fiscale locale anche tramite sgravi per investimenti privati sul territorio. E' necessario ridurre il peso della burocrazia locale, snellire i tempi con un'integrazione nel territorio ed un ruolo forte del comune di Forlì; armonizzare e semplificare i regolamenti comunali per ridurre il peso della burocrazia tra i vari comuni del territorio.

Noi guardiamo oltre i confini e ci interessa rendere la città partecipe di reti nazionali ed internazionali per innescare un circolo virtuoso di investimenti e sviluppo. vogliamo agevolare gli investimenti e sviluppare una task force del Comune per nuovi progetti e finanziamenti internazionali, creando rete con città europee, a partire da quelle gemellate. Vogliamo introdurre un approccio internazionale nelle diverse scelte di sviluppo economico del territorio.

E' necesssario inoltre superare i limiti territoriali per lo sviluppo complessivo della Romagna a partire dalle infrastrutture, ad oggi ancora freno allo sviluppo economico, ed occorre facilitare lo sviluppo di start up e investimenti in infrastrutture digitali. Allo stesso tempo vogliamo il rilancio del settore agroindustriale, punto solido della nostra economia: lo sviluppo economico della città di Forlì passa necessariamente dalla valorizzazione del suo territorio agricolo e dalle sue imprese agricole ed agroindustriali.

Vogliamo collegare l’università con la città e rendere tale presenza una risorsa trainante per arricchirla, quindi è necessario stabilizzare la presenza degli studenti come prospettiva di vita in città: vogliamo migliorare la sinergia tra offerta universitaria e il mondo del lavoro, coinvolgendo le aziende del territorio. Ci interessa sviluppare tutte le potenzialità dell’economia circolare per la trasformazione delle frazioni di rifiuti provenienti dalla raccolta porta a porta, favorendo lo sviluppo di nuove imprese sul territorio comunale.

Inoltre riteniamo importante lo sviluppo di nuove imprese e iniziative di sostegno per le attività che si occupano di riutilizzare beni e prodotti usati. A Forlì è presente una delle maggiori attività a livello regionale che riutilizza beni e prodotti usati, con effetti benefici di tipo sociale ed ambientale di rilevanza territoriale.  Economia vuol dire anche lavorare sullo sviluppo del turismo e del centro, per beneficiare di importanti ricadute economiche oltre che soclali: una progettualità di lungo periodo per le piazze centrali, con il coinvolgimento degli esercenti, favorendo l’attrazione di nuovi investimenti per creare aree di crescente, così come valorizzare la nostra storia per renderla un vero asset turistico. Forlì può e deve proporsi per il turismo culturale e naturale, offrendo la possibilità di permanenze superiori alla giornata, sviluppando sinergie a partire dai comuni della Romagna Forlivese e con il turismo di riviera su Cervia e Cesenatico tramite le proprie infrastrutture, e cooperando per un allargamento dell’offerta territoriale su ampia scala, con benefiche ricadute sulla nostra economia

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