Burocrazia, tutti la combattono eppure cresce. Come i candidati vogliono rendere il Comune più snello

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", ForlìToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", ForlìToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città. Una domanda uguale per tutti i candidati sindaci, per capire le loro idee, priorità e le differenze di vedute. Ecco le loro risposte (pubblicate in ordine cronologico di arrivo).

DOMANDA: La macchina comunale è spesso generatrice di assurda burocrazia. La lotta alla burocrazia è uno dei temi più ricorrenti di tutte le campagna elettorali, ma poi fatalmente si torna a parlare sempre della stessa cosa e pare che niente si sia mosso, perché? Come affronterà il tema della burocrazia eccessiva?

Daniele Vergini (Movimento 5 Stelle)

La pubblica amministrazione italiana soffre storicamente di “bulimia burocratica”, e sarà sicuramente una delle nostre sfide principali quella di far sì che la burocrazia comunale non sia di ostacolo ai cittadini ed in particolare a chi fa impresa. Riteniamo che il primo passo per raggiungere una vera efficienza sia l’abbandono del cartaceo, intendiamo spingere molto sull’adozione della PEC come strumento preferenziale di comunicazione, sulla dematerializzazione degli atti e sull’informatizzazione dell’attività amministrativa, permettendo a famiglie e imprese di svolgere tutti i propri adempimenti col Comune in modo digitale. Manterremo comunque un occhio di riguardo a persone anziane o non avvezze alla tecnologia e alle microimprese, che vanno accompagnate all’uso dei mezzi informatici, anche tramite un apposito ufficio a ciò dedicato.

Altro aspetto fondamentale sarà la rivisitazione completa di tutti i regolamenti comunali in ottica di semplificazione e sburocratizzazione, usando un linguaggio chiaro e semplice, ed eliminando tutte le procedure inutili o ridondanti, come ad esempio l’obbligatorietà di fornire informazioni o documentazione già in possesso dell’Amministrazione. Per non rendere poi la vita impossibile a professionisti ed imprese i regolamenti e gli strumenti autorizzativi devono essere omogenei sul territorio, c’è molto da lavorare su questo e intendiamo farlo aprendo tavoli di confronto oltre che con le amministrazioni vicine anche con le associazioni di categoria che sono quotidianamente a contatto con le imprese del territorio.  

Intendiamo poi riorganizzare gli uffici per finalità e non per materia: oggi, il cittadino che vuole, ad esempio, fare pubblicità ad una propria attività, deve rivolgersi a diversi uffici: uno per la pubblicità temporanea, uno per quella fissa, uno per la segnaletica su strada, uno per le riscossioni ed i pagamenti, ecc. Noi invece organizzeremo gli uffici basandoci su quelle che sono le reali esigenze del cittadino. Tornando al nostro esempio: si vuole fare pubblicità? Bene, in un unico ufficio il cittadino troverà la risposta a ogni tipo di esigenza egli abbia in merito alla pubblicità. Infine siamo convinti che per innescare un circolo virtuoso di miglioramento dei servizi sia necessario attivare meccanismi di riconoscimento del merito e delle premialità dei dipendenti comunali a seguito di una valutazione da parte dei cittadini e dei professionisti che utilizzano i servizi in questione.

Veronica San Vicente (L'alternativa per Forlì)

Negli ultimi anni in molti hanno proposto di semplificare l’amministrazione comunale, promettendo ai cittadini ed ai professionisti privati un accesso meno gravoso agli uffici. L’esito purtroppo è stato l’esatto contrario: con la sola parziale eccezione dello Sportello Unico per le imprese, oggi ad esempio ottenere un permesso di costruire o presentare una SCIA richiede più tempo di quanto ne servisse 10 anni fa (nonostante la forte contrazione dell’edilizia). Allo stesso tempo l’organizzazione e la realizzazione di eventi a valenza sociale ed aggregativa che fino a pochi anni fa fiorivano a Forlì grazie all’impegno dei Comitati di Quartiere, dei Circoli ricreativi, delle parrocchie e delle associazioni sono divenuti quasi infattibili e comunque troppo onerosi da realizzare per via della mole di adempimenti necessari. Non si possono ignorare le numerose norme entrate in vigore a favore della sicurezza dei cittadini e della correttezza dei procedimenti amministrativi, ma riteniamo che sia l’economia forlivese che il settore sociale ed aggregativo abbiano la necessità, nell’interesse primario dei forlivesi stessi, di trovare nel comune un alleato e non un soggetto che ostacoli la loro iniziativa. Forlì ha una splendida tradizione di partecipazione e socialità che una burocrazia asfissiante sta spegnendo.

La lista L’Alternativa per Forlì propone che il funzionamento degli uffici comunali sia riformato così da limitare al massimo gli adempimenti richiesti: va data piena attuazione al principio per cui è il comune a dover reperire i dati già a sua disposizione. Gli addetti degli uffici comunali dovranno essere messi in condizione di coadiuvare i professionisti ed i soggetti sociali nell’approntare gli elaborati necessari. Per i Quartieri andranno verificate tutte le possibilità a disposizione affinché determinati adempimenti possano essere approntate dagli uffici tecnici di concerto con la partecipazione.

Infine crediamo che la macchina comunale potrà funzionare meglio se si metteranno i dipendenti in condizione di operare con serenità: da troppi anni i lavoratori del Comune vivono un clima aziendale pesante, frenato da difficoltà operative e dall’onnipresente timore di responsabilità gravose. Il Municipio di Forlì dispone di ottime professionalità: vogliamo valorizzarle rendendole in grado di esprimere al meglio le loro competenze e favorendo la crescita dei più giovani con il passaggio di esperienza da parte dei funzionari e dei tecnici più anziani.

Giorgio Calderoni (centro-sinistra)

Qualsiasi processo di cambiamento deve partire in primo luogo da se stessi: questo vale anche per il Comune di Forlì se vuole chiamare i cittadini e la sua comunità a un nuovo rapporto governanti/governati, a una democrazia collaborativa, alla responsabilità civica. Un Comune “semplificato”: 1) modificare la regolamentazione comunale, laddove essa risenta di impostazioni culturali non più al passo coi tempi o risulti il frutto di un approccio “ipernormativo”; 2) snellire le procedure interne, al fine di snellirle e orientare anche gli uffici comunali all’ottica della collaborazione e della co-progettazione Questi processi riformatori garantiscono legalità e trasparenza effettive nell’azione dell’amministrazione comunale e nel ruolo comunale di presidio della legalità all’interno del proprio territorio.

Il metodo: a) la dimensione orizzontale e il lavoro per progetti devono essere sempre di più il modo di lavorare degli Uffici comunali; b) Il vertice amministrativo del Comune va riorganizzato, unificando le figura del Segretario generale e del Direttore generale, e istituendo uno staff unico e flessibile per tutta la Giunta. I risparmi così ottenuti potrebbero essere indirizzati alla creazione di un piccolo Ufficio di ricerca incaricato di contribuire al disegno della Forlì del 2030; c) Un Sindaco che “governa”, perché l’ascolto e la collaborazione non significano rinviare le decisioni ma un metodo trasparente per l’assunzione delle responsabilità da parte di tutti.

Il Comune fuori dal palazzo comunale: istituzione di un ufficio dedicato esclusivamente ai rapporti con i Quartieri, diretto da un Dirigente unico e costituito da “impiegati di strada” che si rapportino con i Quartieri “scendendo” periodicamente nel territorio per ascoltarne le esigenze, agendo come mediatori, costruttori di relazioni partecipate, generatori di risposte e soluzioni. Un Comune “facilitatore”: creazione di uno sportello comunale che in sinergia e collaborazione con le strutture esistenti (come Assiprov) aiuti soprattutto i gruppi informali a realizzare le iniziative di ogni tipo (aggregativo, sportivo, ricreativo, educativo) rivolte alla comunità (accordi quadro con gli istituti assicurativi e SIAE; interlocuzione con gli organi preposti alla sicurezza come VV.FF, AUSL, forze dell’ordine).

Marco Ravaioli (Forlì SiCura)

Il tema della burocrazia eccessiva va affrontato in primo luogo considerando il quadro nazionale, non ci si può illudere che il contesto locale possa autonomamente e in modo solitario, trainare una semplificazione e riduzione della burocrazia, senza uno snellimento della legislazione già vigente. I Comuni e le Province possono certamente dare l'esempio ma in prima battuta deve senza dubbio intervenire il legislatore. Premesso ed assodato questo, un primo intervento utile è quello di calibrare il lavoro, l'apertura e gli orari degli uffici comunali, considerando le esigenze dei cittadini. Vanno eliminati i tempi inutili, le code infinite e la difficoltà che le persone riscontrano nel fare la più banale delle azioni di compilazione di un modulo, piuttosto che di avviamento di una pratica; gli uffici devono rispondere nel minor tempo possibile e in modo più esaustivo.

Per intervenire su questi e molti alti punti deboli e fattori di criticità della pubblica amministrazione, è necessario modificare i regolamenti comunali che sono ormai molto vecchi e non rispondono più alle esigenze dei cittadini e della collettività. Uno degli esempi più chiari di questa vetustà è il Regolamento di Igiene Pubblica, che va obbligatoriamente aggiornato dopo più di trent'anni anni dalla sua prima applicazione e che ora mostra tutti i suoi limiti, così come quello sulla Civile Convivenza, cinquant'anni  e quello che si riferisce all'Edilizia nel Centro Storico, trent'anni.  Non è però solo il livello comunale a dover essere alleggerito da pratiche ed incombenze amministrative,anche il settore privato necessita di semplificazioni ad esempio nella sfera contrattuale e per  le stesse regole di produzione. Il cittadino non può essere sommerso da documenti, richieste e permessi da compilare e presentare, altrimenti il rischio è quello di disincentivare qualunque slancio verso innovazione e proposte nuove, restando invischiati appunto nella burocrazia. Servono banche dati aggiornate, sistemi digitali che funzionino e siano conosciuti dai cittadini, così che una richiesta possa essere inoltrata all'ufficio competente senza per forza doversi recare fisicamente in quell'ufficio. In questo modo il cittadino può essere maggiormente elastico nella gestione dei propri orari, non più vincolati a quelli dello sportello e allo stesso tempo si alleggerisce il carico di lavoro dell'ufficio stesso, che può avvalersi di un sistema informatico efficiente e completo delle informazioni necessarie al singolo operatore.

A Forlì esiste un distretto produttivo importante che va incentivato poiché produce ricchezza; deve essere pensato uno sportello unico (ad esempio riorganizzando il Suap) grazie al quale l'impresa abbia una corsia preferenziale e una risposta esaustiva in tempi rapidi e certi ,senza dovere perdere troppo tempo. Dobbiamo in prima istanza mettere nelle condizioni di lavorare chi già fa impresa o vuole intraprenderla.

Gian Luca Zattini (centro-destra)

Il più grande ostacolo di un Comune come quello di Forlì è la burocrazia. La miopia di alcuni Amministratori ha accentuato il groviglio di normative che regolano lo svolgimento di un pubblico esercizio o la gestione di esercizio commerciale. Ci sono regolamenti che si accavallano tra loro e dispositivi che non rispecchiano più le esigenze di un tempo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un cittadino o un imprenditore, alle prese con il deposito di una pratica, è costretto a rivolgersi a un professionista esterno, per cercare di districarsi nel labirinto di moduli e permessi che l’Amministrazione di Forlì richiede al pubblico. Ma il Comune non può essere una chimera. Un Sindaco deve mettersi al servizio delle imprese, dei cittadini e dei commercianti che investono sul territorio. E lo deve fare snellendo la macchina burocratica, creando percorsi interlocutori facili e veloci, con servizi all'avanguardia, una tecnologia efficace ed efficiente e Assessori che mettano al centro il cittadino e non viceversa. I tempi di licenziamento di una pratica devono essere dimezzati e semplificati per fare di Forlì un punto di riferimento nella gestione della macchina comunale. Mettiamoci al passo dei cittadini a stiamo al loro fianco per costruire, insieme, un Comune che metta al centro le loro esigenze e lo sviluppo del territorio.

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