Elezioni regionali, Vaccari (Pd): "Il Pd ha per la prima volta eletto più donne che uomini"

"Nelle elezioni regionali dello scorso 26 gennaio, il Partito Democratico ha per la prima volta eletto più donne che uomini (12 su 22 consiglieri)"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Sono trascorsi 75 anni da quando è stato riconosciuto in Italia il diritto di voto alle donne che lo poterono esercitare per la prima volta il 2 giugno 1946 in occasione del Referendum Repubblica-Monarchia. Il primo fondamentale passo di un lungo cammino verso la rappresentanza paritaria delle donne nella vita politica e nelle istituzioni del nostro Paese, che trova ancora oggi tanti ostacoli e che richiede una costante attenzione perchè le spinte regressive sono sempre in agguato.


Nelle elezioni regionali dello scorso 26 gennaio, il Partito Democratico ha per la prima volta eletto più donne che uomini (12 su 22 consiglieri), ma ricordo bene quando nel 2011 (neanche 10 anni fa!) alla neonata Conferenza delle Donne Democratiche, in merito alla richiesta di parità di genere nelle liste delle amministrative, fu risposto: “le donne non portano voti”! I risultati in termini di preferenze di queste regionali (le più votate in 7 collegi su 9, 6 tra i primi 10 eletti) hanno, speriamo definitivamente, smentito questo luogo comune, ma ci sono voluti anni di faticoso lavoro nel partito e nella società perchè le donne avessero pari opportunità di spazio e azione politica e non fossero più semplicemente considerate nomi per riempire le liste a pochi giorni dalle elezioni.

Forlì è stata tra le prime città in Italia in cui il Partito Democratico, già dal 2009, ha raggiunto la parità di rappresentanza nel gruppo consiliare e in giunta. Tuttavia nessuno di questi risultati, che nel 21° secolo dovrebbero essere considerati la normalità, si possono dare acquisiti per sempre.

Recente esempio negativo è stato l'uso strumentale delle pluricandidature femminili a favore di quelle maschili nelle elezioni politiche del 2018 che fece crollare la presenza delle donne nei gruppi parlamentari del PD da oltre il 40% a meno del 30%. Inoltre ogni giorno le donne che ricoprono incarichi pubblichi sono oggetto di attacchi sessisti e di violenza verbale da parte di colleghi uomini e di semplici cittadini, leoni da tastiera dietro la cortina dei social, per il solo fatto di essere donne.


Le battaglie per la democrazia paritaria non possono però mai essere distinte da quelle culturali, sociali ed economiche contro gli stereotipi di genere, la disparità salariale e la violenza sulle donne. I dati presentati in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario sono drammatici, anche nella nostra Regione: a fronte di un lieve calo degli omicidi, rimane tristemente stabile il numero dei femminicidi e aumentano i reati contro le donne. Il Codice Rosso sembra scarsamente efficace in mancanza di coperture economiche a sostegno delle donne che denunciano e finora ha portato solo ad un aggravio del lavoro della Polizia e della Procura.

A livello nazionale, solo nel mese di gennaio sono state uccise 12 donne da compagni o mariti, una strage, ma per molti la vera emergenza è il coronavirus e la corsa all'accaparramento delle mascherine. Alla luce di queste riflessioni, l'impegno del Partito Democratico di Forlì non può che continuare sulla strada tracciata in passato: tutela dei diritti e della dignità delle donne, sostegno delle misure economiche e sociali che promuovano concretamente la parità di genere, contrasto alle discriminazioni e alla violenza sulle donne, promozione della cultura del rispetto e delle diversità. Tra i prossimi appuntamenti, il rinnovo, a lungo atteso, della Conferenza della Donne Democratiche.

Maria Teresa Vaccari - Segretaria Unione Comunale Forlì

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