Elezioni, Sansavini (Forli Bene Comune): "Il complesso museale sia la nuova piazza della cultura cittadina"

Questa una delle proposte in tema culturale di Massimo Sansavini, candidato nella lista Civica Forli Bene Comune

"Vogliamo anche destinare un fondo per arricchire le collezioni di arte pubblica, acquisendo opere degli artisti locali". Questa una delle proposte in tema culturale di Massimo Sansavini, candidato nella lista Civica Forli Bene Comune. "La prima proposta è una pratica diffusa in buona parte di Europa che consiste nel realizzare le residenze d'artista periodi di uno o due mesi, dove vengono invitati artisti internazionali a soggiornare a Forlì, per potere lavorare a progetti culturali in sinergia con il territorio e le realtà locali, per poi produrre una mostra del lavoro realizzato", esordisce Sansavini.

Il candidato spiega il suo ragionamento: consiste nell'"offrire la copertura delle spese all'artista e realizzargli una mostra vuole dire sostenere l'industria culturale e in cambio la Città di Forlì rimarrà in possesso dell'opera creata. Uno scambio alla pari, dove il prestigio di potere essere esposti in una sede museale importante fa si che la città possa creare una sua collezione di arte contemporanea. Allora, se ci pensiamo bene, non inventiamo nulla di nuovo, perché più o meno questo lavoro lo aveva fatto già nel 1950 Giuseppe Verzocchi, quando commissionò agli allora giovani artisti dell'epoca i famosi 70 quadri, opere poi divenute nella maggior parte dei casi di valore inestimabile per la specifica particolarità".

"Vogliamo anche destinare un fondo per arricchire le collezioni di arte pubblica, acquisendo opere degli artisti locali, in quanto Forlì dagli anni 60 presenta in gran parte un vuoto nella propria Pinacoteca relativamente a tutta quella generazione di artisti della seconda metà del novecento e crediamo che sia dovere della città mantenere una memoria anche sulle rappresentanze artistiche più recenti, rendendo partecipi di questo progetto tutti gli enti pubblici del territorio affinché anche i luoghi di lavoro di questi Enti possano ospitare opere d'arte".afferma Sansavini.

"Vogliamo poi creare il museo partecipato, fare cioè del nostro Complesso Museale la nuova piazza della cultura cittadina, rendendo gli spazi vivi e fruibili con attività settimanali, di incontri, letture, musica, arte, portare la musica classica e il balletto dentro al San Giacomo, realizzare una didattica e dei laboratori per i più piccoli, con ampi spazi per ristoro e bookshop, creando l'associazione Amici del San Domenico come ormai succede in moltissime realtà museali in tutto il mondo", conclude.

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