Enac smentisce Candiani: "Usate le mail di sempre", Di Maio: "Basta baggianate"

L'ente per l'aviazione civile replica alle accuse del sottosegretario Candiani, che aveva imputato lo stop all'apertura dallo scalo a "email che si sono perse"

Enac non ci sta e replica, con una nota sobria ma netta, alle accuse mosse nei suoi confronti dal sottosegretario al ministero dell'Interno, Candiani, che a proposito dei ritardi nell'assegnazione dei vigili del fuoco necessari per aprire l'aeroporto di Forlì, ha detto che il problema sarebbe stato legato al fatto che Enac avrebbe sbagliato indirizzi mail per le proprie comunicazioni. "Tutte le comunicazioni intercorse - scrive l'ente - già dal dicembre dello scorso anno, sono avvenute, come da prassi della Pubblica Amministrazione, attraverso posta certificata, e sono state indirizzate agli indirizzi PEC risultanti dai siti delle rispettive amministrazioni coinvolte nel procedimento". Come a dire: è da dicembre che abbiamo segnalato il problema, oggi evidenziare che c'è una criticità sull'invio delle email è quanto meno singolare. L'ente nazionale per l'aviazione civile, comunque, "esprime soddisfazione per lo sblocco della procedura frutto dell'intensa e costruttiva attività di collaborazione intercorsa in questi mesi con le competenti strutture del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dell'Interno - Dipartimento del Vigili del Fuoco"

Sul tema interviene anche il deputato Marco Di Maio, da sempre in prima linea sulle vicende che riguardano l'aeroporto "Ridolfi". "Dopo pressioni, insistenze e una nuova possibile campagna elettorale imminente - scrive sul proprio profilo Facebook -, il sottosegretario Candiani si presenta in città per dire che “l’iter è cominciato”. Quando finirà? Chi lo sa, nessuno si è preso un impegno preciso. Bene comunque che sia iniziato, con un ritardo di mesi, ma bene. Positivo che alla fine abbiano ammesso che il servizio antincendio tocca a loro, dopo averlo negato per mesi".

"La cosa più buffa - prosegue - è la nuova giustificazione, dopo le tante sentite fin qui: “l’Enac ha sbagliato indirizzo mail per le comunicazioni”. Una battuta a cui non crede nessuno, neppure il sottosegretario che, stando a quanto riportato dalla stampa, ha commentato con una risata la cosa. Del resto prima di questa erano state almeno 5-6 erano le versioni fornite - aggiunge -: dalla colpa ai privati che non avevano fatto "l'istanza" alla "vertenza" tra ministeri come detto dal ministro Salvini in conferenza stampa dall'autorevole sede istituzionale del Papeete Beach. Tutte baggianate".

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