Facoltà di Medicina, da Rimini replicano a Zattini: "Proseguire col modello disfattista alla Salvini non paga". La Lega: "Dal Pd manie di protagonismo"

Il consigliere regionale dem riminese, Nadia Rossi, replica così al sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini

"Proseguire con il modello disfattista alla Salvini non paga". Il consigliere regionale dem riminese, Nadia Rossi, replica così al sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, il quale, intervenendo in Consiglio comunale ha definito il primo cittadino di Rimini Andrea Gnassi il "nemico" per l'arrivo della corso di laurea di Medicina nella città mercuriale. "In piena coerenza con lo stile del suo leader, preferisce parlare di ‘nemici’ e alzare il livello di ostilità anziché raccogliere gli stimoli che arrivano dal territorio - attacca -. Anziché litigare sarebbe più utile trovare soluzioni condivise e concrete per promuovere lo sviluppo dei nostri territori, valorizzando le istituzioni ma coinvolgendo anche le forze sociali ed economiche".

Rossi plaude il progetto Città Romagna presentato lunedì da sette importanti realtà del territorio (Federalberghi Rimini, Cisl Romagna, Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, Confcooperative Ravenna e Rimini, Confindustria Forlì-Cesena, Confindustria Romagna e Legacoop Romagna) e rilancia: "Sulla scia di quanto fatto in Regione, credo si possa lavorare ad un patto per la crescita e lo sviluppo del territorio della Romagna, attraverso la condivisione da parte dei Comuni di linee guida che possano superare fratture e campanili”.

“Sul fronte dei servizi al cittadino, la Romagna ha già abbracciato da tempo la logica di area vasta, vedi l’azienda sanitaria o i servizi integrati come quelli legati ai trasporti – sottolinea Rossi – Ora è tempo di consolidare le dinamiche di rete, coinvolgendo anche gli enti territoriali di più piccole dimensioni, che devono essere coinvolti nel percorso di integrazione. Ben venga quindi ogni iniziativa che va in questa direzione, dal progetto Città Romagna al Piano strategico per la Romagna che richiede una programmazione di ampio respiro e a lungo termine. Un percorso nel quale credo sia indispensabile dare peso alle province, in modo che possano sostenere e coinvolgere adeguatamente le realtà territoriali più piccole. Una sorta di Provincia Romagna".

La replica della Lega

"Io non metto in dubbio che siano tempi difficili per il Partito Democratico, soprattutto in Romagna. Ma non capisco cosa c’entri Salvini con la facoltà di medicina a Forlì. E soprattutto non comprendo il motivo per cui il Sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, e la consigliera regionale Rossi si sentano in dovere di entrare nel merito delle questioni forlivesi e dei progetti che questa Giunta, in legittima e completa autonomia, sta cercando di portare a termine nell’interesse dei suoi cittadini e dello sviluppo del territorio". A dirlo, replicando alle recenti dichiarazioni dell’esponente piddina Nadia Rossi, è il consigliere regionale della Lega e capogruppo in consiglio comunale Massimiliano Pompignoli, che aggiunge: "Quello che trapela dall’atteggiamento e dalle dichiarazioni di Gnassi e del suo ‘entourage’, è una visione drasticamente personalistica del sistema Romagna, che dovrebbe ruotare attorno ai capricci di un sindaco piuttosto che agli interessi di una comunità. In questi mesi, in un continuo crescendo di manie di grandezza, il sindaco di Rimini non ha fatto altro che criticare, per partito preso, questioni che non lo riguardano ma su cui si è sentito ‘in diritto’, non si sa perché, di dire la sua. Abbiamo tollerato a sufficienza le ingerenze di Gnassi e i suoi giudizi".

"Questa Giunta ha intenzione di proseguire legittimamente sul proprio cammino, lavorando con gli altri Comuni per costruire un sistema Romagna che non è quello del Sindaco di Rimini, ma che può svilupparsi solo nel rispetto delle autonomie locali e delle progettualità delle singole Amministrazioni. Forlì - conclude Pompignoli - ha tutte le carte in regola per accogliere la facoltà di medicina. Il campus, le eccellenze ospedaliere del Morgagni-Pierantoni e la rete di servizi oncologici dell’Irst consentono a questo territorio di lavorare a testa bassa per migliorare e incrementare l’offerta universitaria cittadina. Lo faremo a prescindere da chi non ha altro da spendere se non l’invidia verso chi amministra con giudizio e responsabilità. Con buona pace di Gnassi e del Pd"

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