Fiere, Morrone (Lega Nord): "Gioco al massacro con Rimini"

"Fondere le tre fiere di Forlì, Cesena e Rimini e svendere il 51% di questa presunta nuova società al polo riminese è uno fra i più grandi errori strategico-politici che questa classe dirigente del PD stia per commettere"

"Fondere le tre fiere di Forlì, Cesena e Rimini e svendere  il 51% di questa presunta nuova società al polo riminese è uno fra i più grandi errori strategico-politici  che questa classe dirigente del PD stia per commettere”: interviene duramente il segretario Provinciale della Lega Nord Jacopo Morrone.

“Stento a credere – dice - che Bulbi, Balzani e Lucchi siano coscienti di questa loro strategia politica e delle gravi ripercussioni socio-produttive che ne derivano. Mi auguro che almeno i segretari politici del PD Di Maio e Zoffoli che sul tema sono latitanti, si ravvedano quanto prima."

"Si sta regalando a Rimini un ingente patrimonio locale che porta ricchezza e lavoro sul territorio – fa notare Morrone -. Togliere anche questo servizio alla Provincia di Forlì – Cesena costituisce un ulteriore impoverimento occupazionale per l'intero comprensorio provinciale.”

"E’ un gioco al massacro – continua Morrone – è una visione politica miope quella dei nostri rappresentanti istituzionali – non mi capacito come il Sindaco Lucchi possa essere contento nel regalare il Mac Fruit a Rimini – allo stesso modo rimango scioccato nel constatare l'immobilismo politico del primo cittadino Forlivese Balzani, incapace di fare le barricate contro un progetto che da qui a breve scipperà  anche la Fiera Avicola alla città di Forlì."


"Gli interrogativi sono tanti e assolutamente poco chiari - conclude Morrone – chi e con quali competenze fra Balzani, Lucchi e Bulbi ha deciso che la fiera di Rimini debba avere una quota maggioritaria rispetto a Forlì e a Cesena?” Il dato certo è che i tre amministratori locali stanno attuando una scelta che danneggia pesantemente il nostro territorio a favore della Provincia di Rimini. Quella che si sta concretizzando non  è altro che l’ennesima scelta politica suicida che va a colpire il patrimonio produttivo ed occupazionale dei cittadini forlivesi e cesenati”.
 

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