Ravaioli e Ravaioli e Gentilini: "La lista siamo noi, c'è stato un tradimento. Non sosteniamo Zattini"

Un fatto poco più che formale, quello della rappresentanza, che però potrebbe dare adito a vie legali, come fatto balenare da Ravaioli e Gentilini

Forlì SiCura siamo noi e al ballottaggio l'orientamento è verso Giorgio Calderoni: è questo il senso di una conferenza stampa che Marco Ravaioli, candidato sindaco della lista che ha ottenuti 1.959 voti, pari al 3,22% dei voti, e Tatiana Gentilini – assieme ad altri militanti della lista – hanno tenuto mercoledì mattina per replicare all'iniziativa di altri due componenti della lista, Mario Peruzzini e Alvaro Ravaglioli, che invece hanno indicato il sostegno della lista a Gian Luca Zattini, candidato del centro-destra, sebbene senza apparentamenti formali. Come è noto, questa scelta ha prodotto la scissione nella lista civica, dal momento che, nel giro di poche ore, 23 candidati su 33 messi in campo si sono dissociati. Difficile indicare chi è la “fronda” di chi, dal momento che entrambe le fazioni hanno indetto le rispettive conferenze stampa utilizzando il simbolo e rivendicando la titolarità a parlare a nome di tutta la lista.

Un fatto poco più che formale, quello della rappresentanza, che però potrebbe dare adito a vie legali, come fatto balenare da Ravaioli e Gentilini. “Il legale rappresentante della lista è Marco Ravaioli, e quelli che si definiscono 'delegati' della lista (Peruzzini e Ravaglioli, ndr) sono stati delegati appunto da Ravaioli”, spiega Gentilini. “E' una delega data in campagna elettorale, a firmare i documenti necessari in Comune per motivi burocratici, non certo una delega in bianco a prendere posizioni politiche senza consenso a nome della lista o della sua base associativa”, aggiunge Ravaioli. Il candidato sindaco e Gentilini respingono anche la definizione di lista frantumata: “Loro sono in quattro e uno si è anche dissociato dopo, noi siamo 23”, ironizzano. L'aspetto politico di tutta questa vicenda, invece, viene bollato come “tradimento”.

Con Ravaioli e Gentilini anche Serse Soverini, deputato di 'Italia in Comune' – la formazione politica di Federico Pizzarotti che in teoria dovrebbe fare da coordinatore delle iniziative civiche locali. “Tra Forlì SiCura e Italia in Comune c'era un accordo che era chiaro fin dall'inizio e cioè che non saremmo giunti a convergere sulla Lega”. Soverini prende atto della situazione, dove la lista di Italia in Comune a Forlì si è spezzata in due e a Cesena (Cesena Siamo Noi che ha fatto più del 9%) ha disatteso l'indicazione di apparentamento al centro-sinistra. “Purtroppo, quando si arriva al dunque, a dover scegliere di prendersi una responsabilità di governo, emergono personalismi e divisioni”, spiega il deputato. Soverini specifica anche qual è lo scopo di Italia in Comune: “E' vero che il civismo mobilita le persone in politica, ma a questo bisogna dare un orientamento e fargli prendere una posizione, se no di fronte alla prospettiva del governo fatalmente si spezza. A Cesena, per esempio, il 9% di Cesena Siamo Noi è un chiaro mandato degli elettori di andare a governare”.

Il rappresentante di Italia in Comune spiega espclitamente che il sostegno della sua formazione politica è nei confronti di Calderoni, più impliciti da Forlì SiCura, che - ne ballottaggio a due, tra Calderoni e Zattini - si limitano a indicare la loro incompatibilità con la coalizione che sostiene Gian Luca Zattini.

“Le idee non sono in svendita e camminano sulle gambe delle persone – spiega Tatiana Gentilini -. La nostra volontà è di continuare a lavorare sui progetti”. Duro Ravaioli: “C'è dispiacere per quanto accaduto: il comportamento di alcune persone ha tradito i nostri ideali, raggiungendo la diffamazione nei confronti miei e di Gentilini. Tuttora, con atteggiamenti contraddittori, questi auto-proclamati portavoce di tutti non si arrendono”. Per quale scopo? “Per ripicche, invidie personali, se invece ci dovesse essere un tornaconto, lo vedremo a breve”. E poi un'altra stoccata: “Ho stima a livello umano nei confronti di Zattini, non so come possa prenderseli”, anche perché – rileva sempre Ravaioli – ci sarebbero differenze significative nei programmi, per esempio sulla visione di centro storico. Sempre contro Peruzzini e Ravaglioli: “Poi arrogarsi la proprietà di idee e progetti, che non sono loro o nostri, ma della città, è delirante”. 

Peruzzini e Alvaro Ravaglioli imputano a Marco Ravaioli a non aver preso le distanze dal centro-sinistra, rimanendo così “attaccato alla poltrona” anche in campagna elettorale. Replica il candidato sindaco: “Cosa avrei dovuto fare? Dimettermi poco tempo prima delle elezioni per sparare su quello che avevo fatto fino al giorno prima? Non è questa etica e coerenza”. Rincara Gentilini: “Abbiamo sempre detto che siamo entrati in giunta per portare avanti dei progetti, per questo la scelta della maggioranza, in una discussione interna, era di portare avanti delle delibere importanti, tanto che chiunque verrà dopo si troverà dei progetti già finanziati o in fase avanzata”.

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