In Piazza Saffi c'è Calenda per Calderoni: "A Forlì piccolo pezzo di una battaglia più grande"

Protagonista della serata di giovedì l'ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e fondatore di "Siamo Europei"

Dopo Matteo Salvini martedì sera per Gian Luca Zattini, un altro big è arrivato in Piazza Saffi. Questa volta però per tirare la volata al candidato sindaco del centrosinistra, Giorgio Calderoni. Protagonista della serata di giovedì l'ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e fondatore di "Siamo Europei", entrato nell’Europarlamento grazie a 275mila preferenze. Prima dell'inizio del comizio, Calenda si è intrattenuto con il pubblico presente tra selfie e strette di mano. A precedere l'ingresso sul palco il brano di Mengoni "Credo negli essere umani" e l'inno di Mameli, cantato mano sul cuore. Al fianco il deputato Marco Di Maio, il sindaco uscente Davide Drei, il segretario territoriale Valentina Ancarani, oltre ai sindaci del centrosinistra, tra i quali Roberto Cavallucci di Meldola, successore di Zattini. Circa un migliaio i presenti al comizio. 

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Di Maio: "Il nostro palco non volta le spalle a Saffi"

"Questo palco non dà le spalle ad Aurelio Saffi e alla nostra storia", ha tuonato subito Di Maio. "Siamo orgogliosi di essere forlivesi e della nostra identità, non nascondiamo i volti dei nostri alleati e candidati. Questa Piazza ci dimostra che questo risultato si può fare. La partita che giocheremo domenica vede contrapporsi la Lega e dall'altra parte il candidato sindaco Calderoni, con un programma che va oltre il centrosinistra. E' vogliamo costruire un futuro senza paura". Di Maio è stato un fiume in piena sulle "visioni diverse della campagna elettorale", rimarcando "la totale mancanza di rispetto delle regole dei nostri avversari, dai manifesti alle auto con l'altoparlante". Invece "fin dal primo giorno il nostro candidato sindaco ha rispettato le regole, questa fa capire anche quale sarà dopo la sua amministrazione". La stima che Di Maio dà dei presenti è questa: "Siamo in duemila. Siamo più vivi che mai e con questo spirito vinceremo", ringraziando Marco Ravaioli e Veronica San Vicente, candidati sindaco al primo turno rispettivamente per Forlì SiCura e L'Alternativa per Forlì, "che hanno indicato il sostegno in Calderoni, e scelto la Forlì del futuro". Il suo intervento si è chiuso con un video di sostegno a Calderoni di Lucia Annibali, la donna sfigurata da un'aggressione con l'acido. "Chi sostiene il disegno di legge Pillon vuole dare a noi lezioni". 

Calderoni: "Chi è il loro candidato, Zattini o Salvini?"

"Marco ha dato una bella carica, ci provo anche io, ma sapete che non è uguale - ha esordito Calderoni scherzando -. Non volevo parlare di Salvini, ma se l'hanno chiamato non è un indice di forza, ma di debolezza. Se si punta sul leader nazionale non si è sicuri di quello locale. Mi chiedo chi sia il vero candidato sindaco di Forlì, se Zattini o Salvini. Quello che è certo è che la Lega è stato il motore e la regia della campagna di Zattini e che quest'ultimo si è consegnato al Carroccio". Poi un altro attacco: "Non ci sono bambini qui sul palco, il mio nipotino è in mezzo a voi in Piazza". Dalla Piazza è partito l'urlo "Giorgio, Giorgio": "La vittoria è alla nostra portata", ha esclamato il candidato sindaco. "Sono tranquillo e determinato, perchè non ho mai avuto paura di perdere", citando il tennista Björn Borg. "Non vedo l'ora di cominciare a fare il sindaco da martedì", è stato l'ultimo appello al voto di Calderoni.

L'intervento di Calderoni: "Due volte Salvini  Forlì, non si fidano del loro candidato?"

Calenda: "Perderannno, l'Italia è più forte di chi la vuole debole"

"Amministrare è un lavoro faticoso e doloroso - ha esordito Calenda -. Non è fatto di slogan, urla, proclami, dirette Facebook o dimostrazioni di forza, la Patria si serve con serietà. E senza serietà non c'è patriottismo. E non ci facciamo spaventare da atteggiamenti bulli. Li sappiamo contrastare. Non c'è niente di forte e serio in quello che esprimono. E perderanno per questo". Calenda ha quindi parlato di "senso dell'istituzioni", "in un anno l'Italia è scivolata, finendo con Ungheria e la Polonia, paesi che negano lo stato di diritto". "I democratici sono forti, ma devono essere convinti di farcerla e non si devono dividere - ha proseguito -. Qui abbiamo una battaglia per la democrazia da combattere per i prossimi dieci anni". Ed ancora: "Crescita ed investimenti sono importanti certo, ma educazione e cultura vengono prima di tutto. e se mi dicono che è un discorso di elite, rispondo che intere generazioni si sono affrancate con l'educazione e la cultura, e hanno fatto grande questo Paese, partendo da condizioni di povertà", ha arringato ancora il fondatore di "Siamo Europei". "Sotto attacco", ha aggiunto, "è l'etica del nostro Paese. Ora bisogna combattere perchè non se ne può più". Finale per Calenda: "Una vittoria della Lega avrebbe una significato simbolico. Ma perderanno, perchè non conoscono l'Italia della generosità. Ma l'Italia è sempre e più forte di chi la vuole debole".

Un riferimento di Calenda è andato ancora una volta alla "balconata" di Salvini dal municipio. L'ex ministro, indicando il balcone sopra di lui ha aggiunto che Salvini "scimiotta chi si è affacciato da lì". Un riferimento è andato alla fine alla moglie, nata a Forlimpopoli: "Si è ammalata di leucemia ed è stato necessario il trapianto del midollo.Ha subito una chemioterpaia che ti azzera. E' successo mentre ero ministro, e nonostante questo non ho mai saltato un tavolo di crisi, lo dico a Salvini e Di Maio che non sono mai nei loro uffici di ministri. Mia moglie è stata curata da uno dei 20 migliori medici al mondo e sapete quanto è costato tutto questo? Zero. Mi batto perchè tutto questo, la sanità pubblica, resti ai miei figli". Fiorella Mannoia, con la cover di "Ho imparato a sognare" dei Negrita, e l'abbraccio tra Calderoni e Drei ha sancito la fine del comizio.

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