Giorno della Memoria, "occasione per sconfiggere l'indifferenza"

Il 27 gennaio del 1945 vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz. Al di là di quel cancello, oltre la scritta «Arbeit macht frei» apparve l’inferno. "Il mondo vide per la prima volta da vicino quel che era successo"

Il 27 gennaio del 1945 vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz. Al di là di quel cancello, oltre la scritta «Arbeit macht frei» apparve l’inferno. "Il mondo vide per la prima volta da vicino quel che era successo, conobbe lo sterminio in tutta la sua realtà; conobbe la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico. La Shoah è stata un evento d’una gravità unica e qualitativamente inconfrontabile con qualunque altro; proprio questo suo carattere, che la pone al centro di quel grande-tragico secolo che è stato il Novecento, la rende emblema e obbligo non solo al ricordo costante e profondo di quel che è avvenuto. La eleva a simbolo di tutti gli orrori, le sofferenze, le tragedie del mondo e della storia, che pretende di essere conosciuta e ricordata" ricorda Marco Di Maio, consigliere comunale e candidato alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico.

"La memoria è la garante della nostra identità. Come diceva Platone, sapere è ricordare: se non ricordiamo, non sappiamo niente; peggio, non siamo nessuno. Ma la memoria, lasciata a se stessa, da sola, non serve a nulla e svanisce in un batter d’occhio. Essa deve essere sorvegliata, educata, razionalizzata. Il Giorno della Memoria deve rappresentare, oggi più che mai, un atto di riconoscimento di questa storia: come se tutti ci affacciassimo ai cancelli di Auschwitz per vedere il male che è stato. Non deve essere meramente un omaggio alle vittime, ma una presa di coscienza collettiva del fatto che l’uomo è stato capace di atrocità che non possono e non devono ripetersi; e nemmeno deve essere la pietà per i morti ad animare questa giornata, ma la consapevolezza di quel che è accaduto. Che non deve più accadere, ma che in un passato ancora molto vicino a noi, nella civile e illuminata Europa, milioni di persone hanno permesso che accadesse".
 
"Possiamo ricordare in diversi modi, leggendo libri, ascoltando ex deportati che raccontano la loro esperienza - dice ancora il giovane esponente del PD - Possiamo vedere film e documentari, visitare i luoghi dove si sono verificati questi massacri, ascoltare testimonianze o partecipare a manifestazioni in onore di quei 6 milioni di innocenti. Dobbiamo fare qualcosa che ci faccia pensare e riflettere per far si che la Shoah rimanga un ricordo fisso del passato e non diventi mai più presente. Dobbiamo trasmettere queste riflessioni a chi è più giovane di noi. Non possiamo permettere che le generazioni future vivano ancora una tragedia simile e per questo abbiamo l'obbligo di tramandare.  Per non cancellare e non rimanere nell’apatia; perché l’indifferenza è uno dei mali peggiori della nostra società. L’Europa di 70 anni fa ha scelto il silenzio, noi, oggi, dobbiamo riflettere, parlare, raccontare. Impegnarci perché la fiamma della memoria alimenti un futuro più consapevole e migliore".

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