Giorno del ricordo con polemica politica: spunta un cartello al sacrario dei caduti

L'assessore Sara Samorì mette così a tacere la polemica, scatenata dal cartello affisso con lo scotch al sacrario nel chiostro di San Mercuriale, da parte di Fratelli d'Italia-Allenza nazionale

Foto tratta da Facebook

Il giorno del ricordo si tramuta in uno scontro politico. Martedì mattina alle 12 una delegazione di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, guidata dal segretario provinciale Francesco Minutillo e dal capogruppo in consiglio comunale di Forlì Davide Minutillo si è recata al sacrario dei caduti del chiostro di San Mercuriale e ha deposto una corona di alloro davanti ad un cartello affisso per l’occasione. Il cartello ha scatenato la polemica e la reazione dell'assessore comunale Sara Samorì.

Il cartello recitava: “In ricordo di tutti gli italiani vittime nelle foibe istriane dell'odio dei partigiani comunisti”. Samorì scrive sulla sua pagina Facebook: “La giornata del Ricordo è una giornata troppo importante per essere lasciata ai provocatori. Martedì mattina abbiamo ricordato le vittime delle foibe e i sacrifici dei profughi istriani, fiumani e dalmati con una cerimonia civica in via Martiri delle Foibe insieme ai famigliari, alle istituzioni, alle associazioni, agli studenti e a numerosi cittadini. È triste la provocazione apparsa, invece, sotto una targa nel chiostro di San Mercuriale, che anziché avere a cuore una pagina drammatica della nostra storia, ha l'unico obiettivo di provocare e offendere la memoria dei caduti per la libertà e delle vittime della guerra. Il cartello provocatorio è stato prontamente defisso dalla Polizia municipale che si occuperà degli opportuni accertamenti".

“Oggi vogliamo ricordare un capitolo buio della storia Italiana – ha detto Francesco Minutillo – e che non si insegna a scuola. La storia di decine di migliaia di Italiani, uomini donne e bambini, vittime di un conflitto ideologico che non gli apparteneva. Violentati massacrati ed infoibati dai partigiani comunisti mentre erano ancora vivi, nel buio e nella profondità del Carso e dell’odio. Con la colpa di essere soltanto Italiani. Per noi non esistono morti di serie A e B: onoriamo e ricordiamo tutti i morti senza distinzione alcuna e senza alcuna differenza, al contrario di quanto sta facendo il sindaco Drei – attacca Minutillo - che ha celebrato la giornata di oggi a denti stretti e con imbarazzo riservando la pompa magna solo ai “suoi” soliti partigiani comunisti”.

“Con il gesto altamente simbolico - ha detto Minutillo - abbiamo voluto sensibilizzare il sindaco circa l’assenza di un degno posto dove poter celebrare il 10 febbraio. Anche martedì mattina Drei si è dovuto recare a posare la sua corona di alloro, quasi di nascosto, presso un palo toponomastico in una via della periferia di Forlì. Chiederemo in Consiglio Comunale che l’anno prossimo sia posta una idonea lapide commemorativa nel chiostro di San Mercuriale dove poter finalmente ricordare, con il rispetto che meritano, gli italiani trucidati dai partigiani comunisti”.

RIFONDAZIONE COMUNISTA - Sulla questione ha preso la parola anche Nicola Candido, di Rifondazione Comunista: "Si è passati, quindi, dalla violazione simbolica dei luoghi della memoria e della Resistenza all’imbrattamento delle lapidi e allo sfregio materiale del Sacrario. In pieno giorno e sotto le telecamere di San Mercuriale i teppisti della destra nostalgica hanno agito indisturbati senza che nè la Polizia Municipale (alle dipendenze del Comune), né le forze dell’ordine alzassero un dito. Del resto, siamo abbastanza sicuri che, anche per un gesto così grave, gli autori resteranno impuniti e che, come sempre, non sarà preso alcun serio provvedimento contro chi, in barba alla Costituzione e alla legge, si dichiara e agisce da fascista".

Chiosa Candido: "L’attacco alla Resistenza e agli Antifascisti è ormai sempre più palese e deliberato, basta ricordare il ferimento, da parte di militanti di Casa Pound, di un compagno a Cremona o le aggressioni di matrice fascista a Rimini, oppure gli innumerevoli episodi di violenza politica contro esponenti di sinistra che, sempre più spesso, avvengono in giro per l’Italia. Purtroppo, di fronte a questa escalation, iniziata con l’apertura di Casa Pound a Forlì, le Istituzioni locali sono inermi e inconsistenti, le forze dell’ordine e il Prefetto, invece, fanno finta di non accorgersi di nulla e lasciano mano libera alle provocazioni e agli imbrattamenti".

Conclude l'esponente di Rifondazione: "In questo clima e di fronte a questi avvenimenti così gravi chiediamo a tutte/i le/i antifasciste/i di Forlì e della provincia di mobilitarsi in difesa della Costituzione affinché questi episodi vengano immediatamente fermati e non si ripetano più. Inoltre, chiediamo al Sindaco e all’Amministrazione comunale di convocare il prima possibile un Consiglio Comunale straordinario e aperto ai cittadini e alle forze politiche e sociali della città, per assumere tutte le misure possibili affinché, nell’anno del 70° Anniversario della Liberazione d’Italia, anche la città di Forlì sia liberata dalle prepotenze e dalle provocazioni dei fascisti".

Particolare-2

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • "Terrona", il caso della lite condominiale finisce in tv: "Non sono razzista, insulti sotto l'effetto dell'ira"

  • Il maggiordomo vince in tribunale ed eredita 4 milioni di euro

  • Escort e over 45, la trasgressione non ha età: il lato piccante e proibito di Forlì

  • Dopo la collisione cade sull'asfalto, le auto lo schivano: paura in A14 per un centauro

  • Oltre un milione di spettatori per il servizio sull'ospedale di Forlì in onda su Rai Tre

  • La "Panda" diventa un'auto stupefacente: la droga era nascosta nel pianale, tre arresti

Torna su
ForlìToday è in caricamento