Il neo-deputato Morrone: "Aeroporto e strade". Già pronta la ricetta per il governo di Forlì

“La Romagna cambia colore, il centro-destra è la prima formazione politica in tanti comuni, è una  responsabilità che cresce per noi della Lega"

“La Romagna cambia colore, il centro-destra è la prima formazione politica in tanti comuni, è una responsabilità che cresce per noi della Lega, che siamo il partito che traina la coalizione”: è l'analisi di Jacopo Morrone, che nella notte ha avuto l'ufficializzazione della sua elezione alla Camera dei Deputati. Per tutta la giornata di lunedì non aveva rilasciato alcuna dichiarazione, ma più per scaramanzia dal momento che essendo capolista nel listino plurinominale ed avendo avuto la Lega un exploit elettorale, la sua salita in Parlamento era più che certa. Morrone è avvocato e segretario della Lega in Romagna, uomo di macchina del Carroccio romagnolo fin da quando la Lega nel Forlivese prendeva percentuali poco più che da prefisso telefonico. Un pensiero va a Gianluca Pini di cui Morrone prende il testimone come leadership romagnola: “Pini mi ha insegnato a fare politica, mi ha dato tanti consigli utili e continuerà a darmeli”.

VIDEO - I propositi di Morrone appena eletto in Parlamento

Morrone ricorda che “in Emilia-Romagna abbiamo lo stesso numero di parlamentari del PD. Questa svolta ha risvegliato l'entusiasmo di tante persone che si erano demoralizzate a vedere amministrazioni locali sempre dello stesso colore. Ora più nulla è più scontato, e fin da subito ci siamo caricati della responsabilità di cercare le formazioni migliori per cambiare le amministrazioni attuali locali. Il nostro è un risultato storico: in Romagna abbiamo circa il 18%, viene premiato quello che da anni facciamo sul territorio. A Forlì abbiamo avuto un ottimo risultato nel collegio uninominale e per 1600 voti non abbiamo strappato il seggio a Di Maio, ma la competizione è solo rimandata”. Di Maio e Morrone si conoscono da molti anni, essendo entrambi di Carpinello e avendo iniziato a fare entrambi politica a partire dalla loro frazione su fronti opposti. “Con Marco ci siamo sentiti e fatti auguri a vicenda”, spiega Morrone.

I primi propositi per le sue battaglie parlamentari? “Col 17.52% la Lega a Forlì ha ottenuto un risultato importante, più alto di alcune città lombarde. La gente ci chiede ora di passare dalle parole ai fatti. E come detto cercheremo di dar gambe ad alcuni punti espressi in campagna elettorale, col rilancio aeroporto di Forlì tentando un accordo con la Sea, la società di gestione degli aeroporti di Milano, un collegamento degno di questo nome tra il porto di Ravenna, Forlì e il suo aeroporto, la via Emilia bis. Speriamo di avere dalla nostra parte anche gli altri parlamentari, la Romagna deve fare blocco su alcuni progetti comuni”. Idee sul possibile prossimo governo? “Non spetta a me dire cosa dovrà fare il segretario Salvini. Non si transige sul programma e è vero che si sono dei punti condivisi col M5S è anche vero che si sono punti essenziali come immigrazione e sicurezza che la Lega non è disposta a mediare”.

Lo sguardo di Morrone ora si posa anche sulle prossime amministrative in città: “In tanti hanno ripreso l'entusiasmo con questa vittoria, il risultato ha fatto nascere in tanti la voglia di rimettersi in gioco. Da oggi siamo già operativi nel percorso per dare al governo di Forlì una coalizione diversa dal centro sinistra. Non so se il sindaco Drei, visto il malgoverno della città, le sue vicende giudiziarie e la girandola di assessore che ha avuto, possa portare al termine la legislatura, serve una svolta il prima possibile”. La ricetta per Forlì Morrone sembra averla già pronta: “Coinvolgere un determinato mondo delle imprese e alcuni amministratori di esperienza provenienti dai comuni limitrofi, assieme ad un civismo che a Forlì è molto forte”.

Il neo-deputato non sembra neanche intimorito dal M5S: “Non è radicato sul territorio,  a livello nazionale ha fatto molti voti ma poi alle amministrative in passato ha dimostrato di andare male o neanche di presentarsi come è successo alle ultime elezioni di Rimini e Ravenna”. D'altra parte gli fa eco il capogruppo in Consiglio comunale Daniele Mezzacapo: “se Drei continuerà nel suo mandato da rinviato a giudizio farà solo un favore alla Lega”. E conclude il consigliere regionale Massimiliano Pompignoli: “Anche il governo della Regione è contendibile. L'Emilia-Romagna non è più rossa ma di centro-destra, segno che anche le politiche del presidente Bonaccini sono fallimentari”.

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