Imu, la Confedilizia: "Il Comune farà scomparire gli affitti calmierati"

Lunedì prossimo la Giunta Balzani potrebbe mettere l'aliquota della nuova tassa Imu al 9,8 per mille su tutte le seconde case. Lo annuncia l'Ape-Confedilizia , che rappresenta la piccola proprietà edilizia. E' duro il presidente Carlo Caselli

Lunedì prossimo la Giunta Balzani potrebbe mettere l’aliquota della nuova tassa Imu al 9,8 per mille su tutte le seconde case. Lo annuncia l’Ape-Confedilizia , che rappresenta la piccola proprietà edilizia. E’ drastico il presidente Carlo Caselli: “Questo determinerà la progressiva scomparsa dal mercato delle locazioni dei contratti "calmierati", ponendo fine alla lungimirante apertura operata nel maggio del 2004 dalla Giunta Rusticali che, aderendo alle richieste concordi della Proprietà Edilizia e dei Sindacati Inquilini, aveva concesso la riduzione dell'aliquota ICI dal 7 allo 0,5  per 1.000 per tali contratti”.

Paventa una situazione di grave difficoltà per i nuclei famigliari più disagiati, la Confedilizia: “ Il Comune di Forlì, di fronte alla pressante richiesta di alloggi a canoni ribassati da parte di tante famiglie in difficoltà, non potendo soddisfare alla richiesta con la disponibilità di alloggi pubblici, aveva scelto allora l'unica strada percorribile: quella di premiare, con l’abbattimento dell’aliquota ICI, quei proprietari che si uniformavano agli standard concordati dalle Organizzazioni della Proprietà e dell'Inquilinato. E che la scelta fosse stata azzeccata lo ha dimostrato il progressivo estendersi di questa contrattazione, all'inizio non presa in considerazione quasi da nessuno, mentre oggi assorbe fra il 60-70% del mercato delle locazioni abitative”.

Ma “dopo otto anni Forlì si avvia a perdere un'opportunità che l'ha resa esempio, non solo a livello regionale, di effettiva apertura verso il "sociale". Due ripetuti, circonstanziati appelli al Sindaco con lettera protocollata il 27 dicembre, con la richiesta di applicare l'aliquota al 4 / 1.000 per le case concesse in locazione, ed il 2 febbraio, con l'elencazione puntuale della valenza dei contratti "calmierati" e di quanto l'A.P.E.-Confedilizia ci abbia creduto, rinunciando per ben due volte, nel 2007 e nel 2010, a rivedere al rialzo gli importi alla base della contrattazione, sembrano non aver raccolto alcun ripensamento da parte del Comune”.

E conclude Caselli: “Questo decreto "salvaitalia", lo abbiamo già detto ripetutamente, probabilmente non riuscirà a salvare il Paese in mancanza di coraggiosi e drastici tagli dello spreco pubblico, ma sicuramente oltre ad "affondare" le Famiglie dei Proprietari affonderà le Famiglie degli Inquilini più in difficoltà rendendo Forlì più grigia e senza speranza”.
 

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