Inceneritore, infuria la polemica: "I rifiuti di Ravenna saranno bruciati a Forlì"

L'assessore Gazzolo sull'impianto di Forlì sottolinea che "non ci sarà alcun aumento della capacità massima prevista". Ma non smentisce, come ha fatto per Modena, il fatto che i rifiuti ravennati potrebbero essere bruciati a Forlì

La chiusura dell'inceneritore di Ravenna al centro del question time in Aula di Andrea Galli di Forza Italia, che vuole sapere dove verranno conferiti ora i rifiuti prima smaltiti nell'impianto romagnolo. "Con lo spegnimento dell'inceneritore di Ravenna vi sarà un incremento, o di certo non una diminuzione, del conferimento dei rifiuti negli altri impianti regionali di smaltimento, primi fra tutti quello di Forlì e di Modena". Per il consigliere azzurro l'annuncio della Giunta risulterebbe quindi "una presa in giro, o per lo meno, un travisamento della realtà" perché potrebbe esservi un incremento dei tassi di inquinamento nei territori che smaltiranno i rifiuti del ravennate "con la possibilità di arrecare danni ambientali non uniformemente distribuiti sul territorio regionale".

La risposta dell'assessore Gazzolo

"I rifiuti conferiti a Modena? Un'ipotesi che è semplicemente fantascienza", ha risposto in Aula l'assessore Paola Gazzolo, che sull'impianto di Forlì sottolinea che "non ci sarà alcun aumento della capacità massima prevista". Secondo l'assessore, invece, la programmazione regionale sulla gestione di rifiuti sta garantendo autosufficienza all'Emilia-Romagna, scongiurando situazioni emergenziali. "Qui chiudiamo gli impianti che non servono e pianificando quelli necessari, se lei mi sta chiedendo di programmare nel 2020 un nuovo impianto a Ravenna, che graverebbe sulle tariffe dei cittadini, troverà la Regione sempre contraria". Una risposta che lascia completamente insoddisfatto il consigliere di Forza Italia: "Questa non è una risposta- ha replicato Galli- non si ha nemmeno il coraggio di dire ai cittadini di Forlì che la quantità di rifiuti smaltiti nel loro impianto aumenterà".

Pompignoli (Lega): "Quindi a Forlì bruceranno i rifiuti di Ravenna"

Sull’argomento è intervenuto anche il consigliere regionale della Lega Pompignoli manifestando crescente preoccupazione: “l’equazione è semplice. Il termovalorizzatore di Coriano verrà utilizzato per smaltire i rifiuti indifferenziati provenienti dalla provincia di Ravenna fino al raggiungimento della capacità massima consentita dall’impianto stesso (120mila tonnellate annue). Se è vero che non ci saranno incrementi di quantitativi in termini assoluti, è altrettanto vero che l’impianto forlivese verrà sfruttato al massimo, cosa che al momento non avviene, con un conseguente incremento degli indici di inquinamento sul comprensorio cittadino. C’è da aggiungere che l’Ass.re Gazzolo ha dichiarato che non è prevista in alcun modo la programmazione di un nuovo impianto a Ravenna. Benissimo, ma non si capisce per quale motivo dovrebbero essere le altre province romagnole a prendersi in carico i rifiuti ravennati, considerato che alcuni Comuni, come quello di Forlì, sono impegnati da anni nella promozione del porta a porta e nell’abbattimento progressivo dei livelli di indifferenziata”.

“Ci spieghi il Presidente Bonaccini perché a subire il contraccolpo dovranno essere gli altri territori romagnoli, soprattutto quelli più virtuosi in termini di politiche ambientali” – conclude il leghista – “ci spieghi anche perché i forlivesi dovrebbero ammortizzare l’incapacità del capoluogo ravennate di far partire e mettere a regime un sistema virtuoso di raccolta differenziata. Quella presa dalla Regione Emilia-Romagna è una scelta per così dire ‘politica’ che premia, non si sa perché, il territorio ravennate a discapito degli altri. Il Piano regionale dei rifiuti, rivelatosi fin da subito deficitario, mostra oggi tutti i limiti”.

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