Elezioni in vista, il rapporto dei cattolici con la politica. Prima uscita pubblica del candidato Pd Calderoni

Sala Melozzo stracolma, lunedì sera a Forlì, per l’incontro sul tema “Cattolici e Politica” promosso dalla Diocesi di Forlì-Bertinoro nel contesto delle celebrazioni per il 100° anniversario di fondazione del periodico “Il Momento”

"Cattolici, ritornate nelle istituzioni per ricostruire il tessuto sociale e riportare il bene comune al centro dell’azione politica". Sala Melozzo stracolma, lunedì sera a Forlì, per l’incontro pubblico sul tema “Cattolici e Politica”. Promosso dall’Ufficio per la Pastorale Sociale della Diocesi di Forlì-Bertinoro, nell’ambito delle celebrazioni per i cento anni di fondazione del periodico “Il Momento”, ha visto gli interventi di monsignor Mario Toso, vescovo di Faenza-Modigliana e autore del libro “Cattolici e politica”, di Marco Impagliazzo responsabile della comunità Sant’Egidio di Roma e di Ernesto Preziosi, già vice presidente nazionale di Azione Cattolica e parlamentare del Pd, nonché fondatore e responsabile di “Argomenti 2000”. In sala erano presenti anche i candidati a sindaco di Forlì Gian Luca Zattini e Giorgio Calderoni.

A cento anni dall’appello ai "Liberi e Forti" di don Luigi Sturzo e dal primo editoriale sul Momento di mons. Giuseppe Prati, l’indimenticabile sacerdote rimasto nella memoria cittadina come don Pippo, i cattolici forlivesi si sono ritrovati in massa all’appuntamento, condividendo la necessità, espressa da Papa Francesco, di riprendere un percorso formativo e di confronto sui temi sociali, oltre che un impegno diretto nelle istituzioni. E’ uno sforzo che può trarre linfa dall’intenso e profondo bagaglio culturale d’ispirazione cristiana, anche in vista delle imminenti tornate elettorali. "E’ la fede - introduce don Franco Appi, responsabile della pastorale sociale diocesana nonché direttore de “Il Momento” e organizzatore dell’incontro - che ci spinge ad entrare in politica, mentre l’attenzione al prossimo è la molla per il bene comune”.

Nel loro saluto ai presenti, se il vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Livio Corazza ripropone il principio, espresso da Papa Bergoglio, che l’impegno dei laici cristiani in ambito sociale e caritativo non sia più sufficiente, dovendo necessariamente sfociare nell’azione politica ed istituzionale, il sindaco uscente di Forlì Davide Drei, forte dei cinque anni ormai trascorsi alla guida della città, rivendica la piena collaborazione fra Comune e chiesa locale nell’ascolto delle fasce più deboli della popolazione, ribadendo altresì l’importanza della buona politica a servizio della pace e della collettività. “C’è laicità se c’è uso della ragione”.

Monsignor Mario Toso prende spunto dal suo testo, imperniato proprio su “Cattolici e Politica”, per sostenere che l’essere laico cattolico, alla maniera di Benigno Zaccagnini, non è certo divisivo, anzi: “L’ispirazione cristiana rafforza l’etica laica”. Purtroppo, lo scenario politico attuale è caratterizzato da una visione parziale e fortemente individualista, laddove “tutti sono impegnati a rivendicare diritti senza alcun contrappeso dei doveri”. Se la politica italiana va rifondata sull’etica laica (e qui l’apporto dei soggetti di ispirazione cristiana è fondamentale), occorre pensare anche ad una nuova casa comune europea, reimpostata su un quadro etico-culturale di livello e che riconosca le radici cristiane. La crisi attuale della politica va di pari passo con la messa in discussione della democrazia partecipativa, ormai in balia dei populismi: “Non si fa più politica per il bene comune e il popolo è visto come massa manovrabile”.

Toso conclude ribadendo la necessità di ridare il giusto peso ai contesti di intermediazione fra base ed istituzioni: “I cattolici devono confrontarsi con la politica ed elaborare un progetto culturale condivisibile dalle associazioni e dai movimenti”. Marco Impagliazzo esordisce puntando il dito contro l’attuale politica, definita episodica e imperniata sulle emozioni, senza un progetto culturale: “Occorrono persone di buona volontà per rammendare il tessuto sociale”. Stop alle liste elettorali di scopo: “Mai come ora è necessario un tempo dell’incontro, per ricostruire una politica di valori in grado di ascoltare le istanze della società, a partire dalla famiglia”. Fortunatamente non si tratta di ripartire da zero: “Bisogna riannodare i fili e farsi carico di ciò che già esiste, rifondandolo su basi culturali e di attenzione al prossimo”.

Il presidente della Sant’Egidio rivolge un appello alle istituzioni, allo Stato, perché protegga le persone e metta in sicurezza il Paese. “Il linguaggio antagonista, della contrapposizione, non appartiene ai cattolici: occorre ripartire dal buono e dai valori, a cominciare dal rispetto dell’ambiente (vedi l’enciclica Laudato si) e dal ripristino della connessione col reale”. Ernesto Preziosi fa un rapido excursus di cent’anni d’impegno politico-sociale dei cattolici, a partire dall’appello di don Sturzo ai Liberi e Forti, per approdare alla storia del Partito Popolare e della Democrazia Cristiana: “Un partito politico ha per oggetto la vita pubblica della nazione, non per rappresentare sé stesso ma per offrire un servizio a tutti”. Detto questo, “i cattolici si devono assumere la responsabilità di rammendare il tessuto sociale: per fare ciò occorre ritrovare luoghi di dialogo e di discussione, ma anche tornare a confrontarsi sulla stima reciproca”.

Posto che per i cattolici, la politica è un modo esigente di presa in carico dei fratelli, “una fede ricca consente di rimettersi in gioco per pensare a tutti”. Preziosi individua tre passaggi per riappropriarsi dei luoghi della politica: formazione, intermediazione culturale e forma partitica. L’attualità italiana ed europea offre partiti di destra e di sinistra intrisi di personalismo: “Come sostiene Papa Francesco, noi cattolici siamo tenuti ad un supplemento di ascolto e di confronto. Dobbiamo stare nella politica, per renderla più umana in virtù della nostra vocazione al bene comune”. "L’amore ai fratelli ci chiede l’impegno nella polis; volere il bene del prossimo implica volere il bene comune". L’appello finale di don Franco Appi ai presenti, è di frequentare i luoghi della formazione e dell’ascolto, a cominciare dalla Scuola di Formazione all’Impegno sociale e politico, in programma nella Sala Melozzo dall’11 marzo al 15 aprile prossimi. 
 

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