Lega contro il centro islamico di Terra del Sole: "Regione conferma che non può trovarsi qui"

“Nella risposta dell'assessore regionale Gualmini si conferma che questi locali non possono essere destinati a luogo di culto in quanto ubicati in una zona produttiva"

Monta la polemica sui locali destinati a centro islamico a Terra del Sole, sollevata dalla Lega Nord in Regione. “Nella risposta dell'assessore regionale Gualmini si conferma che questi locali non possono essere destinati a luogo di culto in quanto ubicati in una zona produttiva. La Gualmini, tuttavia, sostiene, appoggiando l’amministrazione di Castrocaro, che l’attività di preghiera è comunque possibile se svolta ‘a carattere decisamente saltuario’ o per pochi intimi. Insomma, si fa rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta”: è la critica che viene mossa dal consigliere regionale Massimiliano Pompignoli.

“Una risposta intrisa di un intollerabile cerchiobottismo, ma soprattutto confusa e totalmente fuori tema. Il che dimostra la difficoltà della Giunta Bonaccini a districarsi quando di mezzo ci siano associazioni islamiche a cui è consentito ciò che non sarebbe permesso ad altri”, prosegue Massimiliano Pompignoli, in replica alla risposta a firma dell’assessore regionale al Welfare, Elisabetta Gualmini.

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“L’assessore non ci spiega chi mai vada a controllare che la preghiera sia ‘a carattere decisamente saltuario’ o quanti fedeli partecipino e quali sanzioni siano previste in caso di inosservanza di questa regola che sembra inventata apposta per questo caso. Il fatto è che le amministrazioni del Pd sembrano subire, in modo succube, le pretese di queste associazioni islamiche che proliferano sul territorio senza che ve ne sia un’effettiva necessità. Amministrazioni sagge e lungimiranti andrebbero a guardarci dentro anziché giustificare e minimizzare. Esempi di irresponsabile superficialità ne abbiamo a bizzeffe in Italia e all’estero e sappiamo che ricadute possano avere. Rispedisco quindi alla Gualmini questa risposta inaccettabile, con l’auspicio che rivaluti in senso critico l’operato dell’assessore Quinto Biondi e dell’amministrazione castrocarese in questo caso specifico”. 

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