Il M5S ufficializza il suo candidato sindaco di Forlì: "Risolvere i problemi con l'uso della logica"

La lista 5 stelle non ha ancora ottenuto la certificazione dello staff nazionale, essendo moltissimi i Comuni al voto in attesa del "via libera"

Il Movimento 5 Stelle forlivese ha ufficializzato il suo candidato sindaco: si tratta di Daniele Vergini, consigliere comunale uscente dei pentastellati. Sabato mattina si è tenuta la presentazione al pubblico. La lista 5 stelle non ha ancora ottenuto la certificazione dello staff nazionale, essendo moltissimi i Comuni al voto in attesa del "via libera". "Abbiamo individuato con un metodo trasparente e modalità pubblicate su internet le candidature, la lista dei 32 nomi è stata già individuata a dicembre e ad inizio gennaio abbiamo inviato la richiesta di certificazione, che dovrebbe arrivare a giorni", spiega il candidato a sindaco.

Che prosegue: "Tuttavia, nell'attesa, abbiamo deciso di rompere gli indugi, dato che è iniziata la campagna elettorale. Vogliamo portare a Forlì il governo del cambiamento che non è quello dei gruppi di potere che muovono da sempre i fili a Forlì". Daniele Vergini è ingegnere informatico, si occupa di software. "ll mio lavoro è risolvere i problemi con l'uso della logica, ed è quello che voglio portare in Comune, dove invece ho visto altre logiche, logiche clientelari". Contro le quali, spiega "abbiamo fatto una vera opposizione".

Chi è il candidato 

Vergini ha 41 anni, è nato e vive a Forlì, ha lavorato per alcuni anni a Telecom e da circa dieci anni lavora a Forlimpopoli come ingegnere del software. Il gruppo degli attivisti ha preso in considerazione tre candidature che sono pervenute all’interno del meet-up e, una volta messe ai voti, ha prevalso Vergini. “In questa fase abbiamo avuto anche candidature di persone esterne agli attivisti, che dopo sono rimaste come nuovi aderenti al nostro gruppo”, spiega, rilevando che non solo si è lavorato sulla candidatura, ma anche sulla messa a punto del programma. “La versione provvisoria, di circa cento pagine, è già pubblicata sul nostro sito, ci abbiamo lavorato fin dall'estate scorsa, mentre le altre formazioni politiche o non ce l’hanno o hanno solo slogan”.

Con Vergini i cinquestelle forlivesi scelgono la continuità, ma anche l’esperienza, con una candidatura che era già nell’aria e tutto sommato la più “prevedibile”. Simone Benini, l’altro consigliere comunale degli ultimi 5 anni, lo rimarca: “Senza Vergini non avremmo fatto opposizione così, abbiamo studiato, il nostro lavoro è  tutto protocollato, e sarà così con Daniele sindaco di Forlì. Mi sento di dare a Daniele le chiavi di casa mia e spero che lo sentano tutti i cittadini di Forlì”. Aggiunge il parlamentare locale del M5S Carlo De Girolamo: “La sua candidatura rappresenta l’unica possibilità di discontinuità politica a Forlì.  E’ forlivese di nascita, conosce bene la città e riuscirà a cambiarne volto. Non è un neofita, forte di 5 anni di consiliatura, ma non è neanche un politico di professione. Infine non è un candidato scelto dall’alto, ma dalla base del nostro meet-up, con una votazione dal basso”.  Anche in caso di elezione, precisa Vergini, “questo sarà in ogni caso il mio ultimo mandato secondo le regole del 5 Stelle, questo è un aspetto importante perchè significa che se sarò sindaco non perderò certamente tempo fa fare favori per farmi rieleggere, ma il mio unico obiettivo sarà realizzare il nostro programma e portare le istanze di tutti i cittadini forlivesi nel Palazzo”.

Dura critica all’attuale amministrazione e al Pd

Dice Vergini: “In questi anni in consiglio comunale ho toccato con mano i tanti disastri dell’amministrazione Drei, la lista è lunghissima,  partendo dalle consulenze pagate con soldi pubblici e date agli amici degli amici e ai parenti degli assessori, non importa la rilevanza penale o meno, ma conta la moralità di queste scelte. Per noi è un campanello d’allarme. Rilevo poi i 1,7 milioni di euro per comprare i capannoni della Fiera di Forlì con la motivazione di  protezione civile. Ebbene , dopo aver speso 1,7 milioni, subito usati dalla Fiera per azzerare il mutuo acceso con Cassa dei Risparmi di Forlì, l’amministrazione comunale è quindi entrata in possesso di strutture che però non sono a norma con le leggi antisismiche per quella destinazione d’uso. Un centro per sfollati dal terremoto in capannoni non antisismici. Queste situazioni le sanno benissimo anche gli elettori Pd, tanto che il partito mi pare che sia nel caos più totale. E sul tentativo fallito di candidare Zelli che si è sfilato all’ultimo momento la cosa più interessante da rilevare è l’evidenza che si vergognavano anche a presentarsi col loro simbolo, vediamo ora cosa tireranno fuori”.


“Zattini e Centrodestra sono in continuità col Pd e i potentati”

Sempre il candidato grillino: “Il secondo motivo che mi ha convinto è che non si può rischiare nemmeno di dare la città in mano al candidato del centrodestra Zattini, a capo di una coalizione sconclusionata che va dai fascisti ai repubblicani, e dove tutti dicono il contrario di tutto, un esempio chiarissimo è il tema dei rifiuti dove Zattini dice una cosa e la Lega l’esatto opposto, mentre Forza Italia compie giravolte passando da una posizione contraria ad Alea ad una favorevole nel giro di 24 ore. Come potranno governare una città se litigano già adesso?  Zattini dice poi di non gradire gli urlatori, ma ne ha uno in casa e se lo tiene stretto: Minutillo di Fratelli d’Italia che ha offeso la memoria di un partigiano e definito “cattocomunista” il nostro vescovo”. Sempre Vergini: “Zattini, al contrario di quello che dice, rappresenta la perfetta continuità del modo di agire dall’attuale amministrazione Pd, è il tipico uomo che va bene per tutte le stagioni, ex Democristiano, prima vicino all’area berlusconiana, poi, scelto e protetto dalla Lega, ora, ma allo stesso tempo anche grande amico di Marco Di Maio del Pd, con il quale saliva sui palchi durante le elezioni politiche dell’anno scorso”.

VIDEO - Il M5S recupera il fuori onda di Zattini: "Ci si può fidare di lui?"

“Un forestiero a Forlì”, lo bolla Vergini, che tira fuori l’imbarazzante “fuori onda” del 2017 in cui Zattini venne “pizzicato” da Striscia La Notizia nella gaffe di difendere un dentista abusivo a Meldola, storia che all’epoca aveva portato a minacce e bullismo nei confronti della paziente che lo aveva segnalato.”Ditemi voi se i forlivesi possono fidarsi di una persona così. Di uno che davanti alle telecamere dice una cosa, tipica del politico navigato, mentre a telecamere spente (o meglio, lui pensava fossero spente) si smentisce”. E conclude: “Tramontata l’era Pd ecco che si cerca di preparare quella del centrodestra di Zattini in perfetta continuità, tanto che lo stesso Zattini ha già promesso nel suo discorso di presentazione che lui non farà distinzione fra buoni e cattivi, chissà cosa intendeva con quella frase sibillina”.

Programma del M5S

Spiega Vergini: “Per la a la prima cosa che faremo sarà riportare la gestione della Polizia municipale sotto il comune di Forlì. Questo è un passaggio fondamentale per farla funzionare, il nostro Comune ha subìto lo scippo di questo servizio trasferito nell’Unione dei Comuni, un ente che non funziona come dovrebbe, e questo a causa della scellerata decisione del sindaci Balzani prima e Drei poi, appoggiata da tutti i sindaci dell’Unione, Zattini compreso ovviamente. Una volta ripreso in mano il Corpo, provvederemo immediatamente ad incrementare l’organico che al momento è di 70 unità sotto il minimo di legge, questo ci permetterà di fornire un servizio h24, costituire delle pattuglie appiedate e motorizzate che controlleranno, giorno e notte, piazze, strade, parchi del centro storico e delle periferie. Non un solo agente dovrà restare in ufficio, dietro una scrivania a fare lavori amministrativi, ma saranno impiegati tutti a fare quello per cui sono stati assunti: ridarci quella sicurezza che ora un po’ ci manca”.

Ed ancora, sul centro storico aggiunge Vergini: “Il rilancio della città passa dal rilancio del centro, desertificato a causa degli errori dell’attuale e delle precedenti amministrazioni, che hanno preferito dare il via libera a numerosi centri commerciali cosa che ha distrutto i piccoli esercenti e il tessuto economico locale. Questo è il vero problema che non si risolve certo con qualche luminaria. Noi invece  riqualificheremo il centro facendolo tornare un luogo accogliente e sicuro, in modo tale che i forlivesi tornino a vivere e ad abitare nel cuore cittadino. Come? Attraverso un progetto di defiscalizzazione delle ristrutturazioni dei palazzi e degli appartamenti, non solo come spot prima delle elezioni, ma strutturale finchè il risultato non sarà raggiunto. Parallelamente all’abitativo prevederemo defiscalizzazioni anche per gli esercenti, in particolare per facilitare nuove aperture a giovani imprenditori, ma anche aiuti agli attuali esercenti per rimanere in centro”. Ed ancora: “Per le periferie prevediamo infatti la ristrutturazione di tutti i parchi, anche delle periferie, che dovranno essere rimodernati, ripuliti, inseriti giochi per bambini funzionanti, e garantita la sicurezza”. Sulla viabilità promette un piano urbano del traffico per avere un disegno degli interventi e più attenzione alle piste ciclabili. “Intendiamo poi potenziare il bike sharing sperimentando soluzioni senza le stazioni prefissate, ma con le bici libere che si possono lasciare ovunque e il pagamento tramite app smatphone. Io e Benini lo usiamo abitualmente da 5 anni per andare in consiglio comunale e anticipo già da ora che se sarò sindaco continuerò ad andare in municipio sempre in bici per dare il buon esempio”.

Altro punto: “Col M5S al governo della città non vedremo più gli incarichi agli amici degli amici, non vedrete mai affidamenti o nomine a parenti. Anzi approveremo proprio un apposito regolamento per vietare questa pratica. Inoltre tutti gli incarichi importanti saranno affidati unicamente a persone competenti, con i titoli di studio adeguati, quindi basta nomine senza le lauree obbligatorie come fece il sindaco Drei con una signora che era candidata nelle liste del Centrodestra”. In generale il candidato 5 stelle spiega che è sua intenzione “cambiare le regole, per fare affidamenti più giusti all’esterno,  secondo giustizia e rotazione e non certo per vendetta, con un’attenzione anche a sistemare la burocrazia amministrativa dell'ente, una macchina ingessata. Denunceremo sempre cosa è Illecito, come quando ci siamo auto-denunciati in autotutela sulla questione dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali”. Conclude De Girolamo: “Ci etichettano come ‘quelli dei no’, ma noi diremo dei gran bei ‘sì’ per appoggiare scelte dove c’è dialogo e partecipazione dei cittadini”. 
 

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