Manovra, Biserna commenta le parole di Morrone: "Non si può salvare in corner"

Jacopo Morrone ha parlato di una manovra che definisce “coraggiosa”, che “punta a far ripartire il Paese” nonostante la forte frenata dell’economia internazionale

L'ex vicesindaco Giancarlo Biserna, che recentemente ha sposato il progetto di "Italia in Comune", interviene sulla manovra finanziaria, replicando a quanto dichiarato dal segretario della Lega Romagna e sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, che ha parlato di una manovra che definisce “coraggiosa”, che “punta a far ripartire il Paese” nonostante la forte frenata dell’economia internazionale.

"L'amico Morrone non ha ragione - esordisce Biserna -. Evidenzia interventi alla rinfusa che visti da soli sono positivi, ma nell’insieme confondono e non ci fanno vedere la sostanza complessiva, che è di una riduzione della spesa pubblica di ben 3.5 miliardi, di un calo di fondi per investimenti di 1,4 miliardi e per la scuola di 4 miliardi. Se poi si aggiunge che le tasse totali ad personam salgono del 0.4% subito, di un altro 0.4 nel 2020 e che in assenza di miracoli, le cambiali delle clausole di salvaguardia faranno esplodere la tassazione ad personam ad oltre il 47%, come si fa a decantare così la manovra? Nel frattempo banche, grandi società e Comuni ci avranno portato via tra costi, commissioni e più tasse locali un altro bel 2%".

"Morrone non si può salvare in corner dicendo che le coperture ci sono in quanto il governo rimuove gli ostacoli; ma dagli ostacoli non vengono soldi - continua -. Si semplificano solo gli appalti, dove peraltro va messo in conto che per affidare lavori senza gara è probabile un aumento della corruzione visto che il tetto dei 40.000 euro per lavori pubblici senza gara viene portato oltre 200mila euro. E poi non si può dire che si investe quando si tolgono 400 di qua per metterli di là. Non si può dire che si investe quando si chiede ad Anas di mettere un miliardo per la manutenzione strade. Se li mette, sono di Anas".

"Non si possono autorizzare i Comuni ad aumentare le tasse locali e poi dire che non le devono mettere, altrimenti perdono le elezioni - aggiunge -. Non ci si può vantare che si riducono le tasse alle piccole ditte e poi le si aumentano alle grandi società di servizi ed alle banche, senza poi obbligarle a non scaricarle su noi ed anche alle piccole ditte. Quindi, capisco Morrone che ci invita a guardare il dito e non la luna, mal la luna c‘è, ed è molto pallida, non certo più bella delle vecchie lune. E allora come si fa a essere contenti di questo copia ed incolla di interventi che hanno lo scopo di imbrogliare noi popolo dicendo che la quota 100 e il reddito di cittadinanza non ce lo paghiamo noi con nuove tasse e che l’ Europa ha ceduto e che loro sono dei grandi statisti".

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"Ce la dicano la verità - è l'appello di Biserna -. Questi due interventi, che sono senz’altro da fare, ce li paghiamo noi italiani con i nostri sacrifici. Non ce li pagano Lega e 5 Stelle. Sono loro che devono dire grazie a noi e non noi a loro. Noi facciamo dei sacrifici accollandoci nuove tasse per queste due sacrosanti misure, ma non gettateci fumo negli occhi, dicendo che i soldi li hanno trovati altrove".

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