"Il conflitto Drei-Balzani è inconcepibile e irrealistico"

"Il conflitto Drei-Balzani è al tempo stesso inconcepibile e irrealistico, spiegabile solamente con un indecente conflitto di potere e di poltrone"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Di che stupirsi? Era prevedibile che dopo qualche schermaglia iniziale, si passasse all’artiglieria pesante. E’ quello che hanno fatto il nostro attuale sindaco Drei ed il suo ex padre spirituale Balzani sulle pagine dei giornali in questi giorni. Attorniati da una opposizione incapace di concepire un pensiero completo nemmeno per sbaglio e da un partito di maggioranza relativa che, dopo averne dette e fatte di cotte e di crude, ha iniziato a snocciolare comunicati stampa in cui si ricordano le “cose da fare”, i due principali protagonisti della vita politica forlivese degli ultimi anni, hanno pensato bene di passare al lancio dei piatti.

E per farlo, non hanno trovato di meglio che le pagine dei giornali locali, con 2 interviste “gemelle” nelle quali hanno deciso di abbandonare ogni fair play politico per passare definitivamente alle maniere forti. Uno spettacolo che non esiteremmo a definire imbarazzante, se non fosse che le vere vittime di questo scontro “generazionale”, siamo noi cittadini e nessun altro. Tra padri che diseredano i figli e figli per nulla riconoscenti dell’eredità ricevuta, Forlì sta assistendo alla disgregazione veloce e definitiva del partito che ancora afferma – ma ormai ci crede solo lui - di incarnare i valori della sinistra.

Il conflitto Drei-Balzani è al tempo stesso inconcepibile e irrealistico, spiegabile solamente con un indecente conflitto di potere e di poltrone; il Pd chiedeva certe cose e Drei non le ha volute concedere (o non ancora, o non più, chissà). Ha fatto un gesto forte, con la dimissione dell’intera giunta, ed uno debole, “imbarcando” due delle tre liste di coalizione, in un disperato tentativo di mettere in tasca qualche voto consiliare in più. Tanto è debole la soluzione, che la stessa fronda dei balzaniani, solleva più di un dubbio e di un sopracciglio quando parla dei novelli “salvatori della patria” (le liste di appoggio, appunto). E la domanda che tutti si fanno è solo una e sempre la stessa: quanto durerà questa rediviva alleanza?

A nostro avviso, invece, il punto è un altro: potrà durare un mese o tre anni – poco importa – ma c’è da chiedersi cosa potrà realmente fare, schiacciata com’è tra i ricattucci di chi cerca l’ultima chance per avere un po’ di rinnovata visibilità politica e chi, al contrario, vorrebbe continuare a fare esercizio di potere senza concedere nulla agli avversari. E con un opposizione capace di cantare sempre lo stesso vuoto ritornello “A casa, a casa”, l’unica vera possibilità che resta, è quella di riorganizzare le fila di una sinistra democratica, che deve tornare ad essere protagonista in questa città".

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