Meldola, Stradaroli su via Bruno: "Tratto pericoloso, necessario intervenire"

Lo segnala Mattia Cedioli, rappresentante degli abitanti di via Giordano Bruno che, a Meldola, è uno dei tratti più praticati, prolungamento di via Mazzini che porta al ponte dei Veneziani

"Dopo più di un anno dalle segnalazioni l'amministrazione non è ancora intervenuta per ripristinare il manto stradale il cui abbassamento è causa di forti vibrazioni e di incidenti". Lo segnala Mattia Cedioli, rappresentante degli abitanti di via Giordano Bruno che, a Meldola, è uno dei tratti più praticati, prolungamento di via Mazzini che porta al ponte dei Veneziani. "Di recente si è verificato l'ennesimo incidente rilevato dai carabinieri - racconta Cedioli - un ragazzo in motore è caduto a terra dopo aver superato il pezzo critico, ma non è il solo, anche i ciclisti sono vittime del dislivello".

"Tutto risale allo scavo fatto da Telecom per la fibra ottica - spiega Cedioli - finito l'intervento, proprio di fronte a casa mia al civico 19/A, hanno chiuso con una gettata che poi si è abbassata dopo circa venti giorni. In quel caso l'amministrazione fece un'ulteriore toppa. In seguito, nonostante avessi segnalato ai vigili e all'ufficio tecnico il problema e la necessità della messa in sicurezza, il responsabile del servizio mi ha liquidato dicendomi che non è competenza comunale, ma di Telecom".

A quanto pare, dopo diversi mesi, il disagio è diventato insopportabile e, vista la risposta negativa del Comune, i cittadini si sono rivolti alla candidata sindaco Laura Stradaroli che in passato era intervenuta sulla pericolosità dei bidoni in strada e il degrado della via. "In quel tratto c'è il limite dei 30 km orari, ma la maggior parte degli automobilisti non lo rispetta e lo percorre ad alta velocità - afferma Stradaroli - soprattutto i mezzi pesanti che, a tutte le ore del giorno, compresa la notte, passano sopra lo scavo e impediscono la tranquillità e il sonno di chi vi abita. Nella via G.Bruno ci sono anche tre uscite importanti: quella della scuola elementare De Amicis, quella della chiesta di San Francesco e quella delle attività dello scoutismo; punti di attraversamento sensibili dove pedoni e ragazzi sono costantemente a rischio. Per ovviare al problema sarebbero necessari dei rilevatori di velocità all'inizio e alla fine della via. Fotografia e sanzione, infatti, sembrano essere l'unico deterrente per stimolare il senso civico dei cittadini".

Il tratto stradale è stato oggetto più volte di rimostranze anche per quanto riguarda il posizionamento dei bidoni (ex Hera) che sbordavano sull'asfalto in maniera impropria secondo quanto recita il codice stradale e il dosso attivato sull'incrocio con una pendenza a scalino che, seppur in forma contraria, presenta lo stesso problema denunciato da Mattia Cedioli. “La posizione del dosso è praticamente sopra l'incrocio e secondo l'amministrazione è conforme - continua la candidata di "Un sogno per Meldola" -, ma non lo sono i disagi che crea alla circolazione, rende difficoltose le svolte, pericoloso l'attraversamento, alimentando anche in questo caso fastidiose ed eccessive vibrazioni”. La via G.Bruno andrebbe, secondo Stradaroli “riqualificata anche in termini di verde pubblico, pavimentazione dei marciapiedi, ridistribuzione equa dei parcheggi che oggi ostruiscono gli stessi marciapiedi creando vere e proprie barriere architettoniche per i diversamente abili e i pedoni".

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"Questo intervento è sicuramente oneroso - conclude - ma la sicurezza dei cittadini dovrebbe essere al primo posto nei progetti dell'amministrazione, cosa che invece ancora non risulta dall'elenco lavori in previsione entro il 2019, data di scadenza del mandato della Giunta Zattini".

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