Verso il 2019, nasce "Italia in Comune": "Siamo l'alternativa agli annunci di Lega e M5S"

Tra i primi aderenti forlivesi ci sono tra gli altri Gabriella Carbonari, Paola Castellini, Patrizia Garelli, Ida Schiassi, Roberta Zoli, Giancarlo Biserna e Stefano Oronti

Nella foto l'ex vicesindaco Biserna, tra i primi aderenti al nuovo progetto politico

Si è costituita in Forlì la sezione del partito "Italia in Comune", di cui è presidente nazionale il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Tra i primi aderenti forlivesi ci sono tra gli altri Gabriella Carbonari, Paola Castellini, Patrizia Garelli, Ida Schiassi, Roberta Zoli, Giancarlo Biserna e Stefano Oronti. "Diverse adesioni sono ancora in corso di formalizzazione e a breve provvederemo a strutturare in modo ufficiale il nostro partito - spiega Carbonari -. Riteniamo importante comunicare subito la nascita di "Italia in Comune" anche a Forlì, perchè è necessario anche nella nostra città costruire da subito un' alternativa forte, nuova, piena di idee e di progetti di vero cambiamento, che sappia contrastare davvero e in modo efficacie le politiche approssimative e pericolose, fatte di annunci più che di sostanza,  di Lega e 5 Stelle.

"Italia in Comune - continua Carbonari - si propone veramente di essere al servizio di tutte le cittadine e di tutti i cittadini nella ricerca del bene comune attraverso una guida delle  città trasparente, responsabile e col senso dello stato. Le adesioni finora sono di tante persone e di oltre 400 amministratori tra cui numerosi sindaci che stanno lavorando bene e con impegno nelle loro comunità. Come elettori non ci sentiamo rappresentati dagli slogan di Lega e 5 Stelle troppo presi ad annunciare ed a comunicare sui social anzichè a governare il paese. E riteniamo che non esista al momento una opposizione degna di tale nome come si può vedere da un PD, soprattutto impegnato a farsi la guerra in casa  e a non riconoscere e superare i tanti errori capitali fatti".

"La nostra città è uno specchio di tutte queste contraddizioni con il Pd, mai in ascolto, bloccato dalla paura di perdere le prossime elezioni e con le opposizioni che  fanno soprattutto polemiche, utili solo ad acchiappare qualche "mi piace"  senza dissociarsi mai dai guasti dei loro capi nazionali - prosegue Carbonari - Mentre in Europa si parla di smart cities (città intelligenti), a Forlì, per esempio,  si disquisisce all'infinito sulle rotonde di Porta Schiavonia. Riteniamo che "Italia in Comune, con l'esperienza del buon governo di tante amministrazioni locali, tra cui in regione Parma, Budrio, Cento, Comacchio e con le continue aperture di sedi in Italia, e da noi a Imola, Bologna e Parma, possa rappresentare quella concretezza che altrove non si vede".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Un improvviso malore non gli lascia scampo: è morto Dino Amadori, direttore scientifico emerito dell'Irst

  • Coronavirus, ufficiale: asili nido, scuole, università e manifestazioni chiusi fino al primo marzo in Emilia-Romagna

  • Coronavirus, tutto quello che c'è da sapere: sintomi, modalità di trasmissione e animali da compagnia

  • "Era dolce e solare": addio alla storica negoziante del centro, si è spenta a 49 anni

  • Coronavirus, gli ultimi aggiornamenti: 23 contagi, nel riminese il primo caso in Romagna

  • Coronavirus, l'ultimo aggiornamento: casi in aumento in Emilia legati al focolaio lombardo. Nessuno in Romagna

Torna su
ForlìToday è in caricamento