"Nevicata fuori dalle previsioni, abbiamo militarizzato il Comune"

Il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, ricostruisce i primi giorni dell'emergenza neve senza nascondere alcune difficoltà: quelle incontrate l'1 e il 2 febbraio, con la chiusura del casello e il treno bloccato

Roberto Balzani con il comandante Elena Fiore

Una nevicata come quella avvenuta a febbraio a Forlì “viene descritta dalle cronache solo per l'anno 1887, quando si registrarono i 190 cm”. A dirlo è Roberto Balzani, nella sua illustrazione al consiglio comunale sull’emergenza neve che ha colpito dal 1° al 12 febbraio Forlì e la Romagna. “E’ il secondo fenomeno piu intenso nell'ultimo secolo e mezzo”, ha aggiunto, “e solo tra l’1 e il 2 febbraio sono caduti in città 67 cm di neve”. Il sindaco non nasconde che per gestirlo “ad un certo punto abbiamo dovuto militarizzare la città e la gestione delle operazioni”, affidate al controllo del comandante dei vigili urbani, Elena Fiore.

PREVISIONI - Un fenomeno che in questa intensità non era stato previsto neppure dalla Protezione civile. “La protezione civile fino alla mattina del 1º febbraio stimava per la pianura di Forlì 30-40cm di neve”. Il sindaco non vuole però giocare allo ‘scaricabarile’ come avvenuto in altre zone d’Italia. “La valutazione della protezione civile stava dentro le medie secolari, neanche lei poteva immaginare un evento storico di questa portata. Non ho difficoltà ad ammettere che di fronte a previsioni così sballate io avrei detto la stessa cosa”.

COSA NON HA FUNZIONATO – Che qualcosa non abbia funzionato nel piano neve, il sindaco non lo nasconde. Soprattutto al mattino e al pomeriggio del 1° febbraio, con due grosse criticità. “Prima l’ordinanza del prefetto al mattino che ha bloccato l’accesso al casello autostradale e allo stesso tempo imposto ai tir di uscire dall’A14 – ha spiegato – e poi nel pomeriggio il treno rimasto bloccato tra Forlì e Forlimpopoli fino alle 22”.

Due emergenze che hanno provocato non poco subbuglio nella macchina dei soccorsi. La chiusura del casello e l’ordinanza del prefetto sui Tir, ha provocato “un blocco sostanziale della circolazione, impedendo ai mezzi dislocati nella città di intervenire per la pulizia immediata degli assi viari principali”, ammette Balzani. Che poi aggiunge di aver avuto anche “un problema organizzativo e logistico, perché i tir usciti dall’autostrada bisogna collocarli da qualche parte”.

IL TRENO BLOCCATO – “L'emergenza del pomeriggio è stato il treno bloccato tra Forlì e Forlimpopoli  attorno alle 15.30 – spiega il sindaco -, mentre la prefettura lo è venuto a sapere verso le 17 e quasi per caso, grazie agli sms e telefonate di alcune delle 600-700 persone che erano all’interno del treno che stavano contattando propri amici, parenti e familiari”.

Dunque con centinaia di persone dentro ad un convoglio che stavano ghiacciando, la macchina dei soccorsi ha di nuovo subito un contraccolpo. Non riuscendo ad avere notizie certe dalle Ferrovie, “il prefetto ha chiesto al Comune di cercare di organizzare l’evacuazione del treno”. Operazione non facile perché avrebbe richiesto l’impiego di moltissimi uomini e mezzi “per aprire un varco nella neve, che consentisse di far scendere le persone e trasportarle in un luogo da riscaldare, che avrebbe potuto essere la fiera”.

Al terzo tentativo fatto con le Ferrovie dello Stato, però, finalmente queste ultime “si sono attivate con locomotore e hanno portato il treno a Forlì in stazione, dove è arrivato attorno alle 22”. Nel frattempo, mentre una buona fetta delle risorse destinate alla gestione dell’emergenza veniva impiegata in queste operazioni, la neve scendeva copiosa su Forlì.

STRADE E GHIACCIO - “In quelle ore si è formato il pacchetto di ghiaccio sulle strade – spiega il sindaco – e ci siamo resi conti che con il piano neve tradizionale che avevamo approntato, non saremo riusciti a gestire la pulizia delle arterie”. Così è scattata quella che il sindaco ha definito la “militarizzazione della macchina dei soccorsi”, con il comando affidato nelle mani del Comandante della polizia Municipale, Elena Fiore, che ha gestito “il dispiego dei treni rompi-ghiaccio necessari per la rimozione dello strato gelato dalle strade” consentendo così “in 36-40 ore di ribaltare la situazione e agevolare il ripristino della situazione urbana”. Partendo dagli assi principali, quelli “che sono vitali per garantire la funzionalità di una città”, per poi dedicarsi “a quelli secondari”.

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