Nostralgici a Predappio, Anpi contro il sindaco: "Voleva negarci il teatro"

"Crediamo dunque che il primo cittadino predappiese  dovrebbe esserci grato per la brutta figura evitata. Per altro, se avessimo voluto escluderlo, non l'avremmo fatto sedere con noi a mangiare, nonostante la mancata prenotazione"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Spiace leggere gli attacchi, ingiustificati, da parte del sindaco di Predappio alla nostra associazione.  
Nei giorni scorsi, durante il complicato iter che ha portato all'organizzazione della nostra manifestazione "Cantiamogliele", svoltasi poi a Predappio domenica 28, avevamo voluto evitare una polemica , sulla nostra iniziativa volta semplicemente -e' bene ricordarlo- a "dissequestrare" la giornata del 28 ottobre a Predappio dall'associazione con il lugubre ricordo del regime fascista, trasformandola invece in una occasione di festa per la liberazione della città dalla dittatura ad opera delle truppe alleate e partigiane.

Durante lo svolgimento dell'evento del 28, ci siamo inoltre impegnati a tutelare il Sindaco - anche in nome del riconoscimento del suo ruolo istituzionale - da ogni forma di contestazione che potesse essergli rivolta da numerosi fra i presenti, offesi e sconcertati dai suoi  pronunciamenti ingenerosi nei confronti dell'ANPI. Dalle sue interrogazioni retoriche sull'attualità della nostra Organizzazione (a  cui, peraltro, avrebbe potuto trovare risposta anche solo guardando fuori dalla finestra del Municipio la mattina del 28), alla kafkiana vicenda del teatro comunale, negato a "Cantiamogliele"  nonostante già il 28 ottobre 2017 avessimo manifestato la nostra volontà di tornare a Predappio in tutti i futuri anniversari della liberazione della citta' accampando peraltro  la scusa di  una dimenticanza (il che sarebbe  gravissimo, visto che vorrebbero dire  aver dimenticato il  giorno della liberazione di Predappio dal nazifascismo) e poi, "improvvisamente" ritornato disponibile dopo l'intervento di questura e prefettura,  per arrivare infine alla  richiesta di poter intervenire in teatro, fatta all'ultimo momento e del tutto  tardivamente, come a dire "se tutto va bene arrivo" mentre suonavano le ultime note dei cori. E, per altro non ci è parso di vedere alcuna fascia.

Crediamo dunque che il primo cittadino predappiese  dovrebbe esserci grato per la brutta figura evitata. Per altro, se avessimo voluto escluderlo, non l'avremmo fatto sedere con noi a mangiare, nonostante la mancata prenotazione obbligatoria,  anche alla cena serale.  

Più in generale contestiamo al  Sindaco anche la tesi che l'unico argomento contro il fascismo sia la cultura,  per altro declinata in maniera neutra e asettica, col rischio di strumentalizzazioni e  interpretazioni  di comodo, in una realtà in cui fanno bella mostra di sé lungo le strade diversi negozi di souvenir fascisti,  L'assenza di una ferma, netta e  dura condanna di  ogni forma di apologia  del passato regime, ci pare una abdicazione e una rinuncia all'antifascismo militante, che tanti predappiesi hanno esercitato e esercitano.  

Da ultimo ci spiace che un'altra Sindaca, quella di Castrocaro, confonda una banale cena con la tagliatella antifascista. Il riferimento culturale c'è, ed è fortissimo, nel ricordo dell'enorme banchetto, a base di pastasciutta, offerto,  all'indomani del 25 luglio, da papà Cervi, per festeggiare la caduta del fascismo con i compaesani.
Invitiamo la Sindaca a documentarsi sulle luminose figure di Alcide Cervi e dei suoi sette eroici figli e ad unirsi a noi per la "tagliatellata" che -possiamo già assicurarlo- faremo a Predappio anche l'anno prossimo, di modo che possa  constatare di persona il valore culturale della iniziativa e la sua importanza come momento di partecipazione democratica ed espressione di civismo nel solco dei valori costituzionali. Questo perché se il diritto di critica è doveroso per tutti, riteniamo nondimeno che le critiche pregiudiziali, fatte senza tentare nemmeno di conoscere o sperimentare le cose sulle quali si emettono giudizi negativi, non faccia bene ne' a noi né alla Sindaca e squalifichi solo il livello del confronto . Per altro, ridurre un evento che su scala locale ha visto la presenza di oltre 300 persone in teatro, tra cui parlamentari del PD e di Leu, e che ha riunito attorno a un tavolo 236 commensali antifascisti, di cui due partigiani, ancora lucidissimi pare errore politico grave, specie se tanti tra i commensali e i volontari dell'ANPI appartengono al partito della sindaca.

Per quanto riguarda l'indignazione, anche se tardiva,  sulla portatrice della maglietta Auschwitland, non si può non concordare. Ma fare dell'ex candidata sindaca di Budrio un capro espiatorio, facendo finta di non vedere che quella maglietta è una punta dell'iceberg di fasce con svastiche, magliette che vanno da “onore al duce”  all'esaltazione dei torturatori della X MAS è limitativo.
Di quella manifestazione va vietato tutto, perchè tutto è indecente e tutto è in contrasto con la legislazione vigente e l'ordinamento costituzionale.


ANPI provinciale Forlì Cesena

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