Regione, Forlì resta senza assessore. Balzani: "Evitati personaggi scomodi"

Fuori i due nomi indicati dall'ex sindaco di Forlì e sfidante di Bonaccini alle primarie Roberto Balzani, ovvero Alberto Bellini e Nicola Dall'Olio

Nella nuova giunta regionale annunciata lunedì pomeriggio dal neo presidente della Regione, Stefano Bonaccini, non ci sono rappresentanti della provincia di Forlì-Cesena. Fuori i due nomi indicati dall'ex sindaco di Forlì e sfidante di Bonaccini alle primarie Roberto Balzani, ovvero Alberto Bellini e Nicola Dall'Olio. "Vorrei anzitutto fargli un grande in bocca al lupo, perché lo aspettano mesi ed anni purtroppo assai difficili, e dovrà navigare in mari perigliosi", ha esordito il professore in un post sulla sua pagina di Facebook.

"Quanto alla composizione, riconosco che - viste le premesse politiche da cui partiva la sua candidatura, eredità ingombranti e patti leonini inclusi - egli ha cercato di costruire una sua via, con alcuni segnali di interesse - osserva Balzani -. Se avrà il coraggio di proseguire con indipendenza e libertà, non gli mancherà il mio contributo. Certo, io credo vi fosse già la possibilità di spingere di più sulle competenze della compagine assessorile: e noto che - sull'ambiente, ad esempio - candidati dotati di adeguate conoscenze e di peso politico sarebbero stati disponibili (anche su altri versanti, peraltro: Forlì ha mantenuto fede nella proposta a questa linea di rigore)".

Per Balzani "è prevalsa una logica in molti casi giocata su altre variabili (amicali, di fedeltà, di corrente, di territorio: secondo tradizione) e sui comprensibili veti di alcuni autorevoli, influenti convitati di pietra: e quindi trovo inevitabile - in questo quadro - l'esclusione di individui che hanno/avrebbero rappresentato una posizione forse troppo scomoda e dissonante. Nonostante ciò, auguro davvero a Stefano di procedere con decisione: il predominio assoluto del Pd in Assemblea legislativa gli offre un'occasione da non mancare".

MORRONE - Ironizza invece il segretario provinciale della Lega, Jacopo Morrone: "Un grazie di cuore anche ai nostri sindaci, Davide Drei di Forlì e Paolo Lucchi di Cesena, ma anche all’ex Roberto Balzani, se il nostro territorio non sarà rappresentato nella Giunta regionale. La nostra provincia, non da oggi, appare come la ‘cenerentola’ dell’Emilia-Romagna. Abbiamo posto questo problema durante la scorsa legislatura e lo riproporremo, dall’opposizione, al neo presidente Bonaccini. Purtroppo però i sindaci del territorio nulla hanno fatto in passato per invertire questa tendenza. Anzi, hanno dimostrato tutta la loro debolezza non sollecitando la scelta di un rappresentante locale nell’esecutivo regionale, al contrario delle altre province romagnole, esattamente come si sono dimostrati acquiescenti, nel recente passato, di fronte a scelte calate dall’alto, come per esempio lo spostamento del Macfrut o l’Ausl unica della Romagna. Ed è veramente penosa, in questo scenario, la lettera inviata in questi giorni dal sindaco Lucchi  Bonaccini, in cui il primo cittadino di Cesena cerca di crearsi uno spazietto da protagonista, sostenendo che è pronto ad affiancare il neo presidente nell’impegno a trasformare “la creazione di lavoro nell’ossessione positiva della comunità regionale”. Meglio avrebbe fatto Lucchi non solo a sostenere un candidato locale, veramente forte, che operasse in Giunta per il rilancio del nostro territorio, ma anche  promuovendo, in prima persona, politiche diverse e positive per la sua città".

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