Nuovo polo Ferretti-Querzoli, il PD: ”Lega e M5S vogliono favorire un modello di ‘decrescita territoriale’”

Nel Consiglio comunale di martedì è stata votata la modifica dell’accordo di programma “Querzoli – Ferretti”. L'astensione di Lega e M5S non è piaciuta al Partito Democratico

Nel Consiglio comunale di martedì è stata votata la modifica dell’accordo di programma “Querzoli – Ferretti”. Un’importante delibera che consentirà la riqualificazione di un’area - oggi in disuso - già destinata ad insediamenti produttivi– situata nella zona industriale di Villa Selva, in cui si insedierà un nuovo polo industriale della green economy, un progetto innovativo nel campo della produzione di leghe polimeriche, che garantirà l’assunzione di oltre 200 lavoratori.

Il tutto garantendo al Comune di Forlì anche di percepire importanti oneri, di generare nuove prospettive per lo scalo merci adiacente e quindi ulteriori prospettive occupazionali, di gettare le basi per la nascita un polo per il riutilizzo di materie di scarto organiche provenienti dalla raccolta dei rifiuti all’interno del nostro distretto, di potenziare l’impegno di uno dei due soggetti attuatori, il Gruppo Ferretti, a investire su Forlì nei prossimi anni.

“Non possiamo che essere soddisfatti per l’esito della delibera - affermano i consiglieri comunali del Pd - passata con ampia condivisione, avendo incassato, ragionevolmente, sia i voti favorevoli di tutta la maggioranza compatta, che di parte della opposizione. Tuttavia stona, in questo contesto, l’astensione del M5S e della Lega Nord, ormai allineati anche nel favorire un modello di ‘decrescita territoriale’. Atteggiamento di fronte al quale non possiamo che essere, per l’ennesima volta, stupiti - proseguono  i consiglieri del Partito Democratico - I consiglieri gialloverdi, con l’astensione di martedì, a differenza degli altri gruppi di minoranza, hanno deciso non tanto di negare la condivisione verso un progetto dell’Amministrazione, quanto piuttosto di voltare le spalle a nuove possibilità di sviluppo, al rilancio di una zona strategica ma abbandonata, alla creazione di nuovi posti di lavoro, vista la previsione di nuove assunzioni per duecento lavoratori  (a cui fanno capo altrettante famiglie), molti dei quali provenienti dall’ex gruppo Querzoli. Quanto sopra, nonostante i buoni propositi di cui si riempiono la bocca, salvo poi praticare il solito atteggiamento strumentale e sfascista che ormai denota marcatamente l’azione politica di queste forze politiche”.

“Siamo, per contro, fermamente convinti - conclude il gruppo PD - che il modello che queste forze propongono, ossia il modello della decrescita territoriale, sia fallimentare, in particolare nella nostra terra, la Romagna, che sempre si è caratterizzata, insieme ai suoi abitanti, per la sua spiccata vocazione produttiva e di sviluppo virtuoso. A questo modello, pertanto, ci opporremo, come Partito Demoratico, con tutta la nostra forza, impegnandoci sempre a favorirne uno alternativo che consenta a lavoro ed impresa di trovare ulteriore radicamento e sviluppo nel territorio forlivese, consapevoli che questo è quanto ci chiedono i cittadini, con cui condividiamo la passione per la nostra città, per il suo rilancio, per il suo futuro”.

La replica del M5S

Replica il consigliere M5S Daniele Vergini: "Capiamo che il Pd ci veda ormai come il fumo negli occhi, ma criticarci per una astensione ci pare francamente eccessivo! Per noi l'unica decrescita necessaria è quella degli sprechi generata da questa amministrazione e dalle precedenti dello stesso colore politico! Con la nostra astensione non abbiamo in alcun modo ostacolato il progetto dell'imprenditore Carfagnini per dare nuova vita all'area che sulla carta sembra veramente interessante: polimeri innovativi da scarti alimentari, trasporto dei prodotti su ferro tramite lo scalo merci di villa selva, e lavoro per 200 persone. Abbiamo invece detto che al posto dell'attuale maggioranza avremmo inserito qualche vincolo in più per tutelare maggiormente l'interesse pubblico e avremmo scritto diversamente la delibera che non contempla il caso improbabile (ma non impossibile) che Ferretti non venda a Carfagnini dopo lo sblocco del divieto di vendita dei terreni. Forse al Pd non è andato giù il fatto che abbiamo ricordato loro il fallimento totale dell'accordo di programma originale del 2005, che trasformò vaste aree da agricole ad edificabili consegnando oltretutto la zona all'abbandono e al degrado, dopo 13 anni per metà costruita e per metà no e senza nessuna impresa avviata. Noi non esistevamo all'epoca ma non saremmo mai stati d'accordo. Di fatto ora ci si trovava in una situazione di empasse di difficile soluzione, causata da un grosso azzardo determinato anni fa dal Pd e, solo per mera fortuna, è arrivato l’imprenditore Carfagnini che potrebbe togliere le castagne dal fuoco, ci auguriamo quindi che il suo progetto di economia circolare possa realizzarsi, per far si che gli enormi sacrifici ambientali di quella zona almeno non siano stati vani".

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