Open day al centro islamico, Ragni (Fi): "Iniziativa pubblicitaria. Il problema rimane"

"Questa apertura con relative visite guidate è programmata  per le giornate di sabato e domenica dalle 10,30 alle 12.30”.

“L’Associazione Amicizia e Fratellanza di Forlì che ha in gestione il Centro di cultura islamica di via Fabbretti, dopo le nostre continue osservazione, dopo che i cittadini che abitano nella via hanno lamentato disagi e problemi di ogni tipo a causa dell'afflusso incontrollato nello stabile, soprattutto durante il mese del Ramadan, si dice pronta ad aprire le porte della struttura  "per favorire una maggiore conoscenza della realtà dei cittadini musulmani di Forlì". Questa apertura con relative visite guidate è programmata  per le giornate di sabato e domenica dalle 10,30 alle 12.30”. E’ quanto si legge in una nota di Fabrizio Ragni, di Forza Italia. 

“Ovvero, quando è minore l'afflusso di persone nei locali di via Fabbretti. E' noto a tutti infatti che in coincidenza con la preghiera serale e relativo maggiore afflusso dei fedeli al culto si moltiplicano i disagi per i residenti. Per non parlare del fatto che il giorno in cui i musulmani si recano alla moschea per le preghiere comuni, pubbliche e di maggior afflusso, è il venerdì - prosegue l'esponente azzurro -. E non il sabato o la domenica, giorni canonici semmai per i fedeli di religione ebraica e cattolica. Questa apertura delle porte del Centro islamico di via Fabbretti, oltre ad essere una chiara mossa pubblicitaria, sembra più che altro  una presa in giro”.

“E inoltre, i responsabili della moschea dovrebbero fare chiarezza e ammettere pubblicamente che ai locali accedono solitamente centinaia di persone, come testimoniano i forlivesi che abitano in zona, mentre motivi di sicurezza e abitabilità limitano a una novantina le persone che potrebbero affollare la sala - chiosa -. Per non parlare degli assembramenti rumorosi, degli schiamazzi notturni,  fino ad arrivare alle provocazioni se non addirittura alle velate intimidazioni - come alcuni cittadini ci hanno espressamente riferito - dei residenti che si lamentano dei fastidi  da parte di chi non soltanto rivendica l'osservanza della religione mussulmana ma vorrebbe imporla anche agli altri, a tutti noi, che ereditano da  duemila anni la civiltà e la fede cristiana”.

“In via Fabbretti irregolarità e disagi sono stati rilevati 9 mesi fa anche dai carabinieri.E da allora la situazione è peggiorata. Non c'è bisogno di pubblicità per il Centro di cultura islamica di via Fabbretti ma di rigorosi controlli e applicazione delle leggi, perché fino a prova contraria l'area di quel capannone non gode di extraterritorialità e gli abitanti della zona meritano di essere tutelati. Come tutti gli italiani chiedono che vengano difesi i loro diritti”, conclude Ragni.

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