Patrimonio artistico, Ragni (Fi): "Convocare gli Stati generali della cultura e rilanciare i beni di Forlì"

A lanciare la sfida è il capogruppo comunale e coordinatore di Forza Italia a Forlì, Fabrizio Ragni, nel giorno del vernissage della mostra sull’Ottocento al San Domenico

"Ritengo che uno dei primi atti della nuova amministrazione comunale di Forlì, posto ed assodato che a fine maggio il centrodestra garantirà il ricambio politico dopo più di mezzo sessant’anni di potere comunista e di sinistra, dovrà essere la convocazione degli Stati generali dei beni culturali di Forlì e del comprensorio, con la nostra città come guida delle località limitrofe. Un atto necessario, perché la gestione del patrimonio artistico possa produrre concretamente un ritorno turistico  e benefici economici ed occupazionali". A lanciare la sfida è il capogruppo comunale e coordinatore di Forza Italia a Forlì, Fabrizio Ragni, nel giorno del vernissage della mostra sull’Ottocento al San Domenico.

"Una mostra fantastica - commenta  Fabrizio Ragni -, che si trova d’accordo con le prime esternazioni di Vittorio Sgarbi. Una bellissima mostra che dovrebbe, però, essere affiancata ad un rinnovato impegno pubblico di coordinamento  e slancio dei soggetti (associazioni, circoli, fondazioni, comitati e singoli artisti) che ruotano attorno al mondo delle belle arti. L’ente pubblico, a fronte di una delega in bianco che è stata concessa dalle amministrazioni della sinistra ai tanti soggetti diversi ed esterni  (dalla fondazione e direttori artistici di mostre e teatri), potrebbe riacquistare un ruolo importante nell’ innalzare i forlivesi ad una più alta considerazione del loro patrimonio storico-artistico, troppo spesso: dimenticato, abbandonato o in forte stato di degrado".

"La città è governata, ma sarebbe meglio dire sgovernata, dal Pd da così tanti anni che nella gestione dei beni culturali siamo alla stasi, siamo addormentati - conclude il capogruppo comunale e coordinatore di Forza Italia a Forlì -. Succube di un sistema politico clientelare  che ha svenduto a Bologna ed all’Emilia un ruolo che ci competeva per storia e blasone. Necessita una ripresa di coscienza e una riscoperta dell’  identità locale in una proiezione regionale, nazionale ed anche universale senza alcun complesso di inferiorità. La nostra città, anche in ambito storico-culturale, deve riconquistarsi  il suo spazio in Emilia-Romagna".   

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