Pensioni sociali agli immigrati, Bartolini (Pdl): "Un milione all'anno"

Il consigliere regionale Luca Bartolini, assieme ai colleghi del gruppo consiliare del Popolo della Libertà, torna sul tema delle pensioni sociali agli immigrati, che nella provincia di Forlì Cesena sono 148

Il consigliere regionale Luca Bartolini, assieme ai colleghi del gruppo consiliare del Popolo della Libertà, torna sul tema delle pensioni sociali agli immigrati, che nella provincia di Forlì Cesena sono 148, a fronte di 847 stranieri residenti con più di 65 anni, per un costo di un milione e 60mila euro all'anno, chiedendo con una nuova risoluzione presentata in Consiglio Regionale, misure più stringenti sull'obbligo di ritirare l'assegno in prima persona da parte del pensionato che gode del vitalizio.

La risoluzione presentata dal Pdl, quindi, si arricchisce di nuovo e importante punto. “Abbiamo chiesto di prevedere l'obbligo di ritirare personalmente l'assegno sociale alle Poste, con l'obbligo per il pensionato immigrato di firmare un apposito registro - spiega Luca Bartolini - e bisognerebbe introdurre, come ha fatto la Francia, controlli accurati nei Paesi d'origine degli immigrati al fine di accertare la situazione finanziaria, contributiva, bancaria e pensionistica degli ultra 65enni richiedenti la pensione sociale in Italia".

Possono chiedere questo vitalizio, lo ricordiamo, gli stranieri con 65 anni compiuti e redditi sotto la soglia dei cinquemila euro annui. A queste persone viene garantito un assegno sociale dell'Inps pari a 550,50 euro per tredici mensilità, per un totale di 7.156 euro all'anno esentasse. “In molti casi - fa notare il consigliere regionale del Pdl - una volta ottenuta la pensione sociale, questi over 65 ritornano nel loro Paese d'origine, dove, con il vitalizio pagato dai cittadini italiani, vivono agiatamente. Non dimentichiamoci che in Tunisia, Marocco, Albania o Romania, un assegno di 550 euro al mese è il doppio di uno stipendio medio. Ma in questo modo si tolgono ogni anno ingenti risorse al territorio, al nostro sistema pensionistico, è un'ingiustizia vera e propria che va fermata, anche perché l'Italia non se la può più permettere. Ricordiamo che grazie all'intervento del Governo Berlusconi, che ha modificato la legge 388/2000 che garantisce la pensione sociale a questi immigrati, a partire dal 1 gennaio del 2009 è stato richiesto il requisito di almeno dieci anni di permanenza continuativa e legale in Italia per godere del vitalizio. Grazie all'intervento del centro-destra si sono ottenuti risultati notevoli. In Emilia Romagna, per esempio, gli assegni sociali liquidati agli stranieri, che non hanno mai versato un solo contributo all'Inps, erano il 37 per cento del totale, mentre nel 2010 sono scesi al 21 per cento".

Con la risoluzione presentata dal Pdl, si chiede di impegnare l'Assemblea legislativa e la Giunta regionale per “sensibilizzare il Governo Monti a proseguire nel solco del rigore adottato dal precedente Governo di centro-destra, senza cedere alle pressioni di una sinistra irresponsabile che ha scaricato sulle spalle dei contribuenti italiani, con effetti deleteri per il sistema pensionistico, il tentativo di conquistare con ogni mezzo il consenso elettorale degli immigrati".