Il Popolo della Famiglia contro la proposta di legalizzare la prostituzione

Commentando la proposta del leader della Lega Matteo Salvini, il Popolo della Famiglia richiama l’attenzione "sulla delicatezza di situazioni troppo spesso liquidate con colpevole leggerezza"

Il Popolo della Famiglia di Forlì contro la proposta di legalizzare la prostituzione. Commentando la proposta del leader della Lega Matteo Salvini, il Popolo della Famiglia richiama l’attenzione "sulla delicatezza di situazioni troppo spesso liquidate con colpevole leggerezza. Difficilmente qualcuno auspicherebbe per la propria figlia o sorella il “mestiere” della prostituta, ma se la cosa riguarda le "altre" donne, senza volto né nome nè dignità alcuna, e la cui presenza nelle nostre strade ci ostiniamo a considerare un fenomeno necessario e inevitabile,  addirittura da disciplinare anziché debellare, tutti diventiamo complici di un problema di cui non vogliamo o sappiamo farci carico, salvo riscuoterci i quando fatti di cronaca lo sbattono sulle prime pagine dei giornali".

Viene citato accaduto anche a Forlì nell'estate 2016 in zona Portici: "la prostituzione, le aggressioni e il degrado umano, a nostro avviso assai più grave di quello urbano - viene evidenziato -. Tutti problemi non certo risolti ma semplicemente spostati in altri luoghi, meno visibili e scomodi. Non è nascondendo un problema che lo si può ritenere risolto". Il Popolo della Famiglia ritiene "che lo sguardo della politica debba essere innanzi tutto sulle persone, senza falsità, senza camuffare quelle che sono delle vittime dietro una grottesca maschera di “libere imprenditrici”. Ogni forma di mercificazione del corpo non è una scelta ma una necessità, quando non una vera e propria costrizione".

Inoltre "condanna fermamente la riduzione delle persone in cose, evidente nella prostituzione, e il tentativo pilatesco di nascondere dietro un legalismo di facciata la propria incapacità di risolvere questo dramma. La nostra priorità è piuttosto accogliere e dare sostegno alle migliaia di ragazze che vengono sfruttate, togliendole dalla strada e  dalla malavita che ne abusa barbaramente, senza dimenticare di punire i clienti che  alimentano questo mercato ignobile. Non dobbiamo togliere le ragazze dalla strada perché “non è bello da vedere”, dobbiamo toglierle "dal mestiere" perché ridare dignità a queste donne è una questione di civiltà".

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