Poste Italiane, parla Di Maio: “Il Governo intervenga o si rischia di incorrere anche in sanzioni"

Poste Italiane sta procedendo ad un piano di riorganizzazione, che ha già portato, in diverse zone del paese, al cosiddetto modello di recapito a giorni alterni

Poste Italiane sta procedendo  ad un piano di riorganizzazione, che ha già portato, in diverse zone del paese, al cosiddetto modello di recapito a giorni alterni. Il piano di recapito a giorni alterni riguarderebbe anche gli invii prioritari come le raccomandate Inps, gli avvisi dell’Agenzia del Territorio e di Equitalia, i telegrammi, i quotidiani e i settimanali con prevedibile disagio per l'utenza come si è verificato anche in molti comuni della Romagna dove la vicenda è stata portata persino al Tar. Il deputato romagnolo Marco Di Maio, ha presentato assieme ad altri colleghi parlamentari un'interrogazione rivolta ai ministri di Economia e Finanze, dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e dei trasporti,  chiedendo “di intervenire per evitare di incorrere in sanzioni da parte della Unione Europea”.

Nella risoluzione sulla applicazione della Direttiva sui servizi postali, infatti, si sottolinea anche  "l'importanza di fornire un servizio universale di alta qualità a condizioni accessibili, comprendente almeno cinque giorni di consegna e di raccolta a settimana per tutti i cittadini, in evidente contrasto con la modalità di consegna della corrispondenza a giorni alterni prevista dal piano di riorganizzazione delle Poste Italiane – spiega il parlamentare -. Del resto, la stessa Direttiva individua la fornitura dei servizi postali come essenziale per lo sviluppo regionale, l'inclusione sociale e la coesione economica e territoriale della UE, in particolare nelle zone remote, rurali e scarsamente popolate nelle quali è importante mantenere un numero sufficiente di punti di accesso”.

Marco Di Maio, insieme agli altri deputati firmatari dell'atto, chiede se il Governo “non ritenga di dover attuare, opportune forme di monitoraggio e controllo affinché la ristrutturazione di Poste Italiane non metta a repentaglio i posti di lavoro e i servizi di recapito postale e di sportello”. Inoltre si chiede al Governo di “garantire la permanenza in piena attività, comprensiva del servizio di sportello e di recapito giornaliero della corrispondenza, proprio in quei Comuni in cui gli stessi Uffici rappresentano un presidio territoriale strategico e offrono il servizio ad una popolazione sempre più anziana”.

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