Pugno duro di Facebook contro Forza Nuova e Casapound: cancellate le pagine locali dei due partiti di estrema destra

Pugno duro di Facebook e Instagram contro CasaPound e Forza Nuova. A sorpresa nel pomeriggio di lunedì sono scomparse dai social tutte le pagine

Pugno duro di Facebook e Instagram contro CasaPound e Forza Nuova. A sorpresa nel pomeriggio di lunedì sono scomparse dai social tutte le pagine 'istituzionali' dei movimenti, a cominciare dalle pagine principali 'CasaPound Italia' e 'Forza Nuova Italia', "certificate" con tanto di spunta blu, e decine e decine di profili personali di militanti.

Oltre alla pagina nazionale, Facebook ha eliminato (e non semplicemente bloccato) tutte le pagine territoriali di CasaPound e i profili di decine e decine di militanti e dirigenti, tra cui la pagina di 'Forza Nuova Ravenna' e il profilo di Desideria Raggi, coordinatrice regionale di Forza Nuova. Questa la dichiarazione dei due social network: "Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Per questo motivo abbiamo una policy sulle persone e sulle organizzazioni pericolose, che vieta a coloro che sono impegnati nell'"odio organizzato" di utilizzare i nostri servizi. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia. Gli account che abbiamo rimosso oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti su Facebook o Instagram".

Forza Nuova

"Una vera e propria censura falsa e ideologica, un attacco alla alla libertà di espressione del proprio pensiero, un attacco spinto da questo nuovo governo così democratico che non ha dato possibilità di nuove elezioni, così democratico che sta usufruendo di qualsiasi mezzo, lecito ed illecito, per eliminare chiunque provi a contestarlo - commenta senza mezzi termini Desideria Raggi - Un governo le cui priorità saranno in scala: accoglienza business, Ius soli, adozione coppie gay, gender ed eliminazione di ogni movimento nazionalista, come Forza Nuova. L'ufficio legale del nostro movimento è già al lavoro per procedere contro Facebook Italia, mentre stiamo già organizzando manifestazioni apartitiche in varie città italiane. Per quanto riguarda la nostra regione, sabato 21 invitiamo tutti i movimenti e i cittadini italiani a scendere assieme armati di tricolori, contro questo governo e contro le censure, in una manifestazione che verrà indetta a Ravenna".

Casa Pound 

Stesso discorso per Casapound. Non ha fatto eccezione la pagina Facebook della sezione di Forlì-Cesena di Casapound, rimossa dal social network, come conferma Antonio Barzanti, candidato sindaco del movimento di estrema destra alle ultime comunali a Cesena. Una decisione che ovviamente, non trova d'accordo Barzanti, la cui pagina pubblica personale non è stata invece cancellata: "Non può lasciare indifferenti una significativa coincidenza; scendiamo in piazza contro il governo, a Roma insieme a migliaia di italiani, e lo stesso giorno vengono bloccate le pagine nazionali e locali di CasaPound. E’ stato un vero attacco politico, che ha colpito dirigenti, consiglieri comunali e coordinatori, oltre a militanti ed iscritti".

Secondo Barzanti: "Un attacco ben orchestrato, che ha coinvolto anche le pagine di onlus che si occupano di volontariato nazionale ed internazionale (Solid e Salamandra) e quella del Blocco Studentesco l’organizzazione che opera nelle scuole, con rappresentanti regolarmente eletti.  Ci accusano di diffusione di odio, ma in nessuna delle nostre pagine può essere ravvisata questa condotta. Infatti è in corso una “class action”, i nostri legali sono già all’opera". Secondo l'esponente cesenate di Casapound: "E’ un chiaro segnale di censura, che non preannuncia nulla di buono per chi si opporrà a questo governo. Oggi siamo noi ad essere colpiti, ma ad essere avvisata è tutta l’opposizione. Se ci sentiamo presi di mira? E’ un dato di fatto. Noi vogliamo una nazione forte e sovrana, e la costituzione di un fronte sovranista. A qualcuno questo non piace e non si fa scrupoli ad utilizzare il bavaglio mediatico".  Barzanti conclude ricordando che una misura di questo tipo ha dei precedenti: "Nella scorsa campagna elettorale furono cancellate decine di pagine Facebook di nostri esponenti".

I plausi all'iniziativa

"Spiace che il divieto normativamente espresso di apologia del fascismo non sia fatto rispettare dallo Stato Italiano (la Polizia Postale ha precisato di essere estranea alla decisione) ma da una società privata, oltretutto con sede all’estero - commenta Massimo Manzoli, capogruppo in consiglio di Ravenna in Comune - Tuttavia salutiamo positivamente la decisione, nella speranza che il neocostituito esecutivo, che si fa vanto di voler riportare l’antifascismo nella propria azione di governo, non si fermi alle parole e faccia veramente finire la stagione dell’odio".

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