Rifiuti del Faentino bruciati a Forlì, "Le parole del sindaco non ci rassicurano"

Il Comitato Mille Papaveri Rossi contesta le decisioni prese dalla giunta Bonaccini e le parole dell'assessore Regionale alla difesa del suolo e alle politiche ambientali, Paolo Gazzolo.

"La notizia che sarà l'inceneritore di Forlì (insieme a quello di Granarolo in provincia di Bologna) a trattare i rifiuti che non possono essere conferiti nella discarica "Tre Monti" di Imola (dopo che il Tar ha annullato la delibera che ne autorizzava la soprelevazione, mettendo in evidenza le difficoltà della Regione sulle politiche ambientali) ci preoccupa". Il Comitato Mille Papaveri Rossi contesta le decisioni prese dalla giunta Bonaccini e le parole dell'assessore Regionale alla difesa del suolo e alle politiche ambientali, Paolo Gazzolo.

"Quando si parla di discariche, di inceneritori (anche se al Partito Democratico piace chiamarli "termovalorizzatori"), di ambiente, di territorio e quando ci sono situazioni di emergenza, le belle parole non bastano . viene sottolineato -. Il fatto che il provvedimento sia di competenza "esclusiva" della Regione non ci rassicura. La dichiarazione sul conferimento straordinario dei rifiuti, per la durata di dieci giorni (il tempo necessario per individuare altre soluzioni e ci chiediamo a questo punto quali siano le soluzioni alternative) e nei limiti stabiliti per l’inceneritore di Forlì, non ci rassicura. Soprattutto sapendo che quel limite (120.000 tonnellate) viene raggiunto ogni anno. E non ci rassicurano le parole del sindaco Drei su "quantitativi ridotti, che l'inceneritore è in grado di sopportare questo ulteriore carico". Lo stesso dicasi dell'amministrazione comunale, che nel merito della questione, non esprima nessun atto o indirizzo".

"Noi siamo per una nuova politica dei rifiuti, che indirizzi la produzione delle merci verso la recuperabilità, disincentivando i prodotti non riciclabili e usa e getta, per la gestione pubblica dell’impiantistica e del ciclo di smaltimento, per la messa al bando dell’incenerimento attraverso l’eliminazione degli incentivi, per investimenti su raccolta differenziata, recupero, riuso, riciclo, riduzione, realizzando la strategia "Rifiuti Zero" - viene evidenziato -. Per questo non possiamo che unirci alla preoccupazioni degli ambientalisti e dei quartieri, perché siano prima di tutto rispettate le promesse di spegnere entro il 2020 almeno uno dei due inceneritori di Forlì.  Riteniamo la gestione "in house" dei rifiuti forlivesi la strada giusta, un percorso che ci piace, a differenza della pessima scelta dei comuni cesenati e ravennati di andare a gara a rilevanza europea (cambiare tutto per non cambiare nulla), facciamo in modo di dare continuità e sostanza a queste cose".

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