Rifondazione: "Quale destino per le terme a Castrocaro?"

"Dopo un dibattito ultraventennale, durante il quale si sono succeduti diversi sindaci, sembra chiudersi il cerchio della cessione ai privati del patrimonio che ha dato lustro e lavoro al territorio di Castrocaro"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Dopo un dibattito ultraventennale, durante il quale si sono succeduti diversi sindaci, sembra chiudersi il cerchio della cessione ai privati del patrimonio che ha dato lustro e lavoro al territorio di Castrocaro: gli stabilimenti termali e tutta la proprietà immobiliare che contemplava il Parco Termale, il Parco Turistitico, il Padiglione delle feste e delle Conferenze, oltre ad una serie di proprietà mobiliare ed immobiliari di valore storico e turistico, acquisite con investimenti e lasciti.

Quale privato si sarebbe liberato di tale patrimonio in così breve tempo?

In particolare, quale “diligente buon padre di famiglia” lo avrebbe fatto sapendo che ne aveva la disponibilità temporanea e l'obbligo, non solo morale, di restituirlo rivalutato ai suoi legittimi proprietari, ovvero ai cittadini di Castrocaro?

Oggi si lavora per cederne definitivamente la proprità al gestore, togliendo identità territoriale e turistica, precludendone il libero accesso ai legittimi proprietari (i cittadini) ed aumentando la già difficile crisi alberghiera.

Chi fermerà la nuova proprietà quando le strutture di servizio diventeranno alloggi, ed il parco potrà essere fruito solo dietro pagamento di un biglietto di accesso?

Dove si svolgeranno le iniziative pubbliche e private (mostre, convegni, concerti, feste) senza essere vessati da tariffe esose per utilizzare il Padiglione, il Parco e le relative pertinenze?

Quale altra economia potrà essere messa in pista per rivalutare il territorio e dare una nuova identità al paese e per incentivare il commercio ed il turismo?

Siamo certi che dopo questo scempio, non vengano ceduti altri gioielli?

Chi salvaguarderà le opere d'arte, dal valore immenso, di Tito Ghini che caratterizzano le strutture termali e la loro storia?

Il prezzo da pagare per la cecità amministrativa di questi ultimi venti anni è troppo alto, perchè una volta ceduta la proprietà ed inserito il ricavato per la cessione delle quote nelle entrate del bilancio comunale, quale utilizzo avranno i fondi? Serviranno forse solo per fare cassa chiudendo qualche "Buco Nero", per mettere un po’ d’asfalto o per fare qualche altro intervento di ordinaria manutenzione? Ma così facendo quale futuro avremo consegnato alle prossime generazioni?

Noi pensiamo che beni quali il Parco turistico, il Parco delle terme e il Padiglione delle Feste siano beni collettivi inalienabili e che si possano e si debbano trovare forme, efficienti e remunerative, di gestione pubblica. Il Comune non può pensare di vendere i Beni Comuni dei cittadini di Castrocaro a gestori privati solo per fare cassa senza pensare che finiti i soldi ci si dovrebbe rivolgere ad altre entrate.

Si restituiscano alla collettività i beni di cui tutti siamo proprietari e vengano attivati quei percorsi di democrazia partecipata in grado di vincolare le decisioni alla volontà della popolazione e a far emergere, in modo trasparente, tutte le possibili alternative alla vendita.

Circolo PRC di Castrocaro Terme -Terra del Sole

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