Riforma delle Camere di Commercio, Di Maio: "Farne una sola in Romagna"

L’emendamento prevede di ridurre l’imposta del 30% nel 2015, del 40% nel 2016 e del 50% nel 2017, arrivando in un triennio al suo dimezzamento

Diluire in tre anni il dimezzamento del diritto camerale per garantire non solo un beneficio alle imprese (che godranno comunque di un piccolo risparmio) e contestualmente avviare una profonda riforma delle Camere di commercio che preveda anche accorpamenti: a partire dalla Romagna, che dovrebbe dotarsi di una sola Camera fondendo le tre attualmente esistenti (Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna). E’ questo l’obiettivo dell’emendamento presentato, come primo firmatario e sottoscritto da molti altri deputati, dal parlamentare forlivese Marco Di Maio al decreto sulla Pubblica Amministrazione.

L’emendamento prevede di ridurre l’imposta del 30% nel 2015, del 40% nel 2016 e del 50% nel 2017, arrivando in un triennio al suo dimezzamento. Il testo, approvato dal Governo Renzi nelle settimane scorse, è in corso di discussione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera, di cui Marco Di Maio è componente e in cui si stanno vagliando uno per uno i circa 1800 emendamenti complessivamente presentati. “L’obiettivo di questo emendamento - spiega - non è quello di frenare la riforma, ma al contrario provare ad accelerare su un positivo cambiamento del sistema delle camere di commercio italiane. Un sistema molto variegato, che presenta profonde differenze. Se pensiamo, ad esempio, al buon lavoro svolto dalla Camera di Forlì-Cesena e dal supporto concreto che dà al territorio, non possiamo trascurare che oltre il 60% delle Camere italiane sono in rigidità di bilancio per gestioni meno oculate: bisogna tenere conto delle differenze, ma c'è una esigenza endemica di cambiamento, che non deve mortificare le professionalità e le deve, invece, valorizzare di più e meglio".

Per questo “non si può negare la necessità di una riforma”, ribadisce Marco Di Maio, nella convinzione che “la Romagna può ancora una volta dare l’esempio, provando a fare ciò che si è già fatto per molti altri organismi e o servizi. Unire le forze, producendo risparmi, efficienze e maggiori investimenti per il territorio”. Da qui allora l’idea di “fondere le tre Camere di Commercio romagnole da subito, senza aspettare la riforma che discuteremo a livello nazionale, per far capire dal nostro territorio che il sistema camerale vuole cambiare davvero ed è in grado di farlo”. Dunque partire da subito (è possibile farlo) con atti di indirizzi delle tre Camere di commercio per costituire un'unica Camera di Commercio romagnola: "senza allargare i confini della Romagna, perchè è fondamentale che anche la Camera di commercio sia dimensionata sul livello geografico di tutte le altre principali politiche che stiamo attuando. Dalla sanità ai trasporti, dall'acquedotto al sistema universitario e fino ad arrivare, mi auguro preso, all'Area Vasta della Romagna".

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