Russo (Azione Cattolica): "La politica non faccia della fede uno stendardo di parte"

"La prima responsabilità che la comunità cristiana deve assumersi è quella di analizzare obiettivamente la situazione del proprio paese"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

La prima responsabilità che la comunità cristiana deve assumersi è quella di analizzare obiettivamente la situazione del proprio paese e individuare le scelte e gli impegni da prendere per operare le trasformazioni sociali, politiche ed economiche. In questo tempo, essa è chiamata a leggere in maniera condivisa la realtà per coglierne i connotati fondamentali, individuare le sfide principali e discernere come contribuire a indirizzarne gli sviluppi

Un compito che non può essere semplicemente delegato a qualcuno perché è di tutti i credenti, è una responsabilità che per poter essere esercitata implica la necessità di mettere a punto strumenti, spazi e occasioni appropriate. Chiede di educare la comunità alla fatica del discernimento: discutere senza lacerarsi, giudicare senza semplificare, scegliere senza assolutizzare. E ancora più a monte chiede di formare ciascun credente, a ogni età e in ogni condizione, al valore e al significato del Bene Comune.

La politica non può essere considerata estranea, non possiamo sottrarci al dovere di un serio confronto circa le principali questioni che il nostro tempo ci propone, sapendo esprimere valutazioni equilibrate e coerenti e tentando, soprattutto, di indicare soluzioni possibili e strade attraverso cui realizzarle.

Occorre confrontarci con le concrete contingenze della storia e questo chiede di misurarci con la legittima molteplicità e diversità delle opzioni temporali. Dobbiamo crescere e comprendere che la pluralità delle scelte e delle posizioni politiche interne al mondo ecclesiale possa rappresentare una ricchezza, e non solamente una difficoltà.
Solo così potremo smettere di imputare il Vangelo con troppa leggerezza alle nostre convinzioni o alla nostra parte politica, squalificando coloro che non la pensano come noi additandoli come credenti incoerenti. Solo così potremo depotenziare il rischio che qualcuno pensi di poter fare della fede uno stendardo di cui appropriarsi per poterlo sbandierare per scopi di parte.
È a queste condizioni che la comunità cristiana potrà continuare a nutrire la vita politica del nostro tempo con la linfa di una fede incarnata, capace di offrire alla società di oggi il lievito di una visione dell’uomo e della società, un senso del bene e della giustizia e un impegno concreto per la realizzazione di una convivenza umana più giusta, più libera, più fraterna.


Edoardo Russo
Presidente di Azione Cattolica
Diocesi Forlì-Bertinoro

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