Sos mascherine, per la Lega "occorre un piano per convertire la produzione"

I consiglieri della Lega chiedono alla Regione Emilia-Romagna di redigere un protocollo operativo per permettere alle aziende di realizzare i dispositivi di protezione individuale

Mancano le mascherine per difendersi dal Coronavirus, così i consiglieri regionali della Lega chiedono alla Regione Emilia-Romagna di redigere "con urgenza un protocollo operativo per tutte quelle aziende, e sono tante sul nostro territorio, disponibili a convertire la loro produzione industriale in favore della realizzazione dei Dispositivi di protezione individuale, quali sono le mascherine. E' una corsa contro il tempo, le mascherine sono introvabili ma ce n'è un bisogno disperato”. 

Il gruppo regionale del Carroccio aggiunge: “chiediamo un protocollo preciso, che consenta alle aziende di aver chiaro, passo per passo, quello che possono fare per dare una mano in questo momento di emergenza non solo regionale, ma nazionale. Questo è il momento delle scelte, e mai come oggi occorrono chiarezza, trasparenza e celerità: mettiamo le aziende nelle condizioni di produrre bene e subito”.

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Dalla Lega un invito alla Regione a pensare "a forme di tutela anche per i 30mila tirocinanti emiliano-romagnoli (nel 2018 la Regione aveva autorizzato 29.378 tirocini ndr) oggi a casa e senza alcuna forma di tutela. Così come la nostra Regione si era distinta per tutelare i tirocinanti con una legge ad hoc (entrata in vigore il primo luglio scorso) che garantiva loro di ricevere un compenso (a titolo di indennità) minimo di 450 euro, così non può chiudere gli occhi di fronte al fatto che oggi, nel pieno dell'emergenza, i tirocinanti non godano né di assegni una-tantum, né di alcuna forma di cassa integrazione. Semplicemente non esistono. La cosa più grave è che ben 21.443 tirocini riguardano giovani con età comprese fra i 16 e i 29 anni, dunque proprio quella fascia di popolazione che più dovremmo sostenere guardando in prospettiva futura".

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