Tecnopolo, Russo: “Il Comune rinuncia a 2,2 milioni di fondi europei”

Si apre un nuovo fronte di polemica tra gli enti del territorio. In questo caso si tratta del Tecnopolo, il maxi-progetto regionale per realizzare centri di ricerca applicata, finanziati da fondi europei, in ogni città dell’Emilia-Romagna

Guglielmo Russo

Si apre un nuovo fronte di polemica tra gli enti del territorio. In questo caso si tratta del Tecnopolo, il maxi-progetto regionale per realizzare centri di ricerca applicata, finanziati da fondi europei, in ogni città dell’Emilia-Romagna, ognuno valorizzando la tradizione economica di quella città. Il sindaco Roberto Balzani, ha annunciato di volersi sfilare dal progetto regionale, che avrebbe portato un laboratorio di ricerca applicata per l’industria sul campo dell’Aeronautica, da realizzare con 3,1 milioni, di cui 2,2 milioni di fondi europei e circa 900.000 euro del Comune di Forlì.

Il sindaco, spiegando di non essere convinto del progetto che potrebbe rivelarsi un “carrozzone”, per non contribuire con i 900.000 euro di compartecipazione locale, rinuncerà ai 2,2 milioni di fondi europei già stanziati dalla Regione Emilia-Romagna.

Non ci sta, però, Guglielmo Russo, vicepresidente della Provincia, che con una nota parla di “treno e finanziamenti persi” e accusa il sindaco di aver condiviso per 4 anni un progetto poi disconosciuto. Spiega Russo: “Nonostante la parole del sindaco, continuo, come assessore competente su questa partita,  a credere fermamente nel progetto del Tecnopolo. In questo momento di profonda crisi, quello che dobbiamo continuare a fare, con sguardo lungo, è coltivare le nostre eccellenze e il Polo Aeronautico forlivese - indipendentemente dal destino dell’aeroporto Ridolfi -, è, nel suo settore,  un eccellenza della formazione senza pari in Italia. Che cos’è dunque, in soldoni, il Tecnopolo? E’ l’opportunità per la città di trasferire una competenza che ha già (non una “posticcia” creata ad hoc) dalla formazione all’impresa, mediante laboratori di ricerca applicata, così creando posti di lavoro qualificati per giovani che vengono formati già in questa città. Tutto questo sarebbe quindi un “carrozzone”?”

Cita altri esempi: “Cesena sta andando avanti col suo tecnopolo, che valorizza una sua solida competenza, quella dell’agro-alimentare: a Villa Almerici si fonderanno i “know-how” dell’Università e delle imprese agro-alimentari del territorio. Che da questa contaminazione non possa germogliare il futuro economico di Cesena, con qualche idea innovativa che ora non possiamo neanche ipotizzare? In fondo la ricerca è proprio questo: dare gambe a teste creative.  Diversi anni fa le Gallerie Caproni (e tra un paio d’anni anche Rocca delle Caminate) sono state destinate ad un progetto relativo ad un laboratorio avanzato sulla Fluidodinamica, ai cui studi ora guardano con interesse i colossi mondiali. Sono due esempi di “carrozzoni”? La realtà è che tagliando il Tecnopolo di Forlì semplicemente tagliamo le gambe a teste creative che già sarebbero pronte ad operare in città. In altre parole, si perde un treno”.

Quindi la rinuncia ai finanziamenti: “Ma non si perde solo il treno delle opportunità. Si perdono anche dei finanziamenti: per l’esattezza 2,2 milioni di fondi europei che è bene precisare che saranno ridistribuiti sugli altri otto tecnopoli regionali, che assieme formeranno una rete di cui Forlì rappresenterà solo una smagliatura e non un nodo. Inoltre, se questa era la convinzione del sindaco Balzani perché negli ultimi 4 anni in cui si è parlato di Tecnopolo non l’ha mai rappresentata nelle sedi di discussione? Perché ha firmato tutte le intese che si sono succedute sul capitolo ‘Tecnopoli’? Perché – infine – se riteneva in corso d’opera che il progetto andasse ricalibrato non ha chiesto una sua pur possibile ridefinizione? In altre parole, perché da 4 anni ha condiviso un “progetto-carrozzone”?”, conclude il Vice presidente della Provincia di Forlì-Cesena.

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