Ue, Vietina (FI): "Italia debole in un'Europa fragile e a rischio di conquista"

“Quest’Europa a trazione franco-tedesca, dove l’Italia riveste evidentemente un ruolo ormai modesto per l’incapacità dell’Esecutivo di far valere le proprie ragioni ed esigenze, si configura sempre più come un facile ‘boccone’ per grandi potenze come Cina e Russia."

“Quest’Europa a trazione franco-tedesca, dove l’Italia riveste evidentemente un ruolo ormai modesto per l’incapacità dell’Esecutivo di far valere le proprie ragioni ed esigenze, si configura sempre più come un facile ‘boccone’ per grandi potenze come Cina e Russia. Concordo con l’analisi della collega deputata Cristina Rossello: a Bruxelles deve cadere il mito di un mondo ancora eurocentrico e occorre prendere atto dello stato di crisi politica ed economica che attraversa questa fragile Europa”. Così Simona Vietina, parlamentare di Forza Italia e membro della XIV Commissione Parlamentare permanente per le Politiche dell’Unione Europea, a margine del primo incontro mensile del dipartimento Politiche Europee di Forza Italia.

“Durante l’incontro, al quale hanno preso parte i colleghi Modena, Aprea, Baroni, Battilocchio, Mandelli, Marrocco, Pettarin, Rossello, Ruggeri, Squeri, Versace, l’ambasciatore Valensise, il dottor Salustri e Gianni Letta, abbiamo riflettuto sul ruolo degli Stati Uniti nell’arrestare l’avanzata di Pechino che, anche nel nostro Paese, consolida ogni giorno di più la propria posizione acquisendo aziende e brand. Il presidente Berlusconi ha saputo ben evidenziare come queste azioni, unitamente all’apertura della “Nuova Via della Seta”, rappresentino la ‘testa di ponte’ per un’espansione geopolitica senza precedenti”.

“In questo quadro, la fragilità italiana sui tavoli europei non fa che aggravare una situazione già difficile: David Sassoli andrà a ricoprire un ruolo cruciale, raccogliendo la pesante eredità di Antonio Tajani, un presidente eccellente e ha mostrato grandi doti di equilibrio, senso delle istituzioni, onestà senza mai dimenticare il proprio Paese di provenienza e le istanze dell’Italia. Credo che l’elezione dell’esponente del PD, che difficilmente rispecchia l’attuale orientamento politico dell’Italia, sia un serio segnale della debolezza dell’Esecutivo sui tavoli europei. Ci prenderemo il tempo necessario per valutare l’operato del nuovo Presidente, fatta salva, ovviamente, la nostra piena disponibilità per lavorare verso un’Europa più giusta e liberale che sappia essere argine alle mire espansionistiche di Pechino”.

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